mercoledì, Febbraio 11, 2026

Borgo Laudato Si’: lo spettacolo del verde sostenibile

Il 5 settembre è stato inaugurato Borgo Laudato Si’: I nuovi “Nicola’s Garden” e una serra didattico-immersiva futuristica all’interno della residenza pontificia di Castel Gandolfo, destinati a promuovere la cura della “casa comune” e la sostenibilità nel mondo. Ce ne parla Luana Pangallo, socia di Green Hopes 4.0, la società nominata general contractor che ha curato la costruzione dell’intero Borgo.

Dieci anni fa, il 24 maggio 2015, Papa Francesco ha diffuso l’Enciclica Laudato Si’ in cui evidenziava l’esigenza di una “conversione ecologica” e un “cambiamento di rotta” nella gestione del nostro pianeta e invitava gli uomini ad assumersi la responsabilità di cu­rare “la casa comune”. Un impegno che include anche la lotta alla miseria, l’attenzione ai poveri e agli svantaggiati e un equo accesso per tutti alle risorse della Terra.

Ma Papa Francesco non si è limitato alle parole e ci ha lasciato qualcosa di concreto e inimma­ginabile: ha aperto a tutti i giardini della residenza papale di Castel Gandolfo per creare un luogo in cui comunicare l’importanza della sostenibilità e offrire formazione per promuovere l’ecologia integrale. Il 2 febbraio 2023 istituisce così il Centro di Alta For­mazione Laudato Si’, un organismo indipendente afferente al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a cui affida il compito di promuove­re e realizzare iniziative di “formazione integrale della persona, con particolare riguardo ai giovani e a coloro che, per motivi economici e sociali, si trovano ai margini della società” secondo i prin­cipi dell’Enciclica Laudato Si’. Al Centro di Alta For­mazione Laudato Si’ viene affidata anche l’elabora­zione e l’esecuzione del progetto Borgo Laudato Si’ presso la residenza di Castel Gandolfo: l’idea è di trasformare la bellezza dei giardini di Villa Barberini e delle Ville Pontificie in un luogo di formazione all’eco­logia integrale aperto a tutti.

A tempo di record, a poco più di un anno dal pri­mo scavo, il 5 settembre scorso Borgo Laudato Si’ è stato inaugurato ufficialmente alla presenza di Papa Leone XIV. Il Borgo si estende su un’area di 55 ettari e ospita gli storici giardini della resi­denza papale, i nuovi giardini di Nicola’s che fun­geranno da attrattiva tra le diverse meraviglie botaniche del Borgo e nuovi spazi dedicati alla formazione e all’ospitalità.

Tra questi spicca la grande e spettacolare serra didattica ad alta efficienza energetica, realizzata con tecnologie sostenibili e sistemi avanzati, proget­tata secondo i principi di economia circolare, che accoglierà i visitatori – credenti e non – o, come invitava Papa Francesco, tutti gli uomini di buona volontà. La struttura ospita ambienti immersivi ed esperienziali dedicata allo studio delle cosiddette “sette genetiche papali”, permettendo ai visitatori di vivere in prima persona l’esperienza della cura del creatoattraverso l’interazione diretta con le piante simboliche del Borgo. Il percorso formati­vo è affiancato da un’area retail educativa, pensata per garantire continuità all’esperienza, trasforman­do la visita in un apprendimento duraturo e applica­bile nella vita quotidiana, così da prolungare l’impatto dell’esperienza nel tempo. Quindi, non una semplice serra circolare, ma una sorta di ecosistema edu­cativo in cui sostenibilità, piante ed esperienze immersive guidano il visitatore dalla conoscenza dei dettami dell’Enciclica all’azione consapevole duratura nel tempo.

Per saperne di più abbiamo incontrato Luana Pangallo, socia di Green Hopes 4.0, la società che in qualità di general contractor ha realizzato le diverse strutture del Borgo e sta sviluppando il Progetto Genea all’interno della serra didattica.

Un punto di riferimento per promuovere la sostenibilità

Luana Pangallo: L’intero Borgo è un progetto volu­to da Papa Francesco e tutto inizia con l’Enciclica Laudato Si’ e l’esortazione apostolica del Laudate Deum. Papa Francesco invitava a creare un modello di economia circolare, di sostenibilità e di formazione della persona. Partendo da questa missione, ci è stato richiesto di sviluppare un progetto che potesse promuovere una vera conversione eco­logica: quindi offrire ai visitatori e ai pellegrini la possibilità di visitare, conoscere e mettere in pratica quelli che sono i principi e i dettami dell’Enciclica Laudato Si’.
Il progetto nasce con l’obiettivo di creare un modello replicabile a livello internazionale, uno strumento di continuità formativa capace di prolungare l’esperien­za oltre la visita; un modello progettato per essere riprodotto in diversi luoghi simili nel pianeta, contri­buendo alla creazione di una rete globale di poli edu­cativi dedicati alla sostenibilità, alla conoscenza del mondo vegetale e alla responsabilità ambientale.
Papa Francesco diceva che “tutto è connesso” e invitava a custodire la “casa comune”, cioè la Terra. Per questo ha voluto creare anzitutto nella sua casa, la residenza pontificia a Castel Gandolfo, il primo punto in cui promuovere questa conversione ecologica, andando contro i sistemi di consumismo. Così che i potenti della terra e le persone impe­gnate in questo progetto di conversione possano prenderne spunto e farne un modello replicabile in tutto il pianeta. Borgo Laudato Si’ non è soltanto un “parco”, ma un progetto di economia universale sostenibile, diretto a questa conversione e a creare un modello tangibile. Non solo a livello visivo ma proprio di azione e di pensiero.

Luana Pangallo: La società Green Hopes 4.0, median­te l’affidamento dell’incarico di General Contractor, si è assunta l’onere di realizzare i nuovi fabbricati definiti congiuntamente “Polifunzionale e Santua­rio”, nonché i nuovi giardini di pertinenza all’interno del Borgo. Green Hopes 4.0 si è, quindi, occupata di coordinare, dirigere e far effettuare tutte le nuove lavorazioni attraverso un approccio integrato. Inol­tre, in qualità di partner del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, Green Hopes 4.0 svilupperà all’interno della serra-didattica, il progetto immersivo ed espe­rienziale Genea, affiancato da eventi internazionali e workshop formativi, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza ambientale, la tutela della biodi­versità e una cultura di cura del creato, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Luana Pangallo: I lavori sono iniziati il 6 giugno 2024 e l’inaugurazione è stata il 5 settembre 2025: quindi parliamo di 15 mesi. Va anche detto che l’a­rea aveva più di 15 metri di dislivello e abbiamo do­vuto portarla in piano prima di costruire. Abbiamo mosso più di 45.000 metri cubi di terra, ma in una logica di circolarità non è né entrato né uscito un solo camion: su idea di nostro padre, le terre sono state redistribuite internamente, permettendo di modellare il suolo, rendere pianeggianti le super­fici e creare le necessarie aree di contenimento riducendo così l’impatto ambientale, le emissioni legate al trasporto e i costi energetici.
Durante gli scavi abbiamo trovato una vena di peperino, una roccia molto resistente tipi­ca di queste zone. Abbiamo dovuta estrarla e romperla con scavatori adatti e, in un’ottica di economia circolare, ha rappresentato un’op­portunità progettuale: è stata tutta riutilizzata per creare i muri di contenimento delle terre di riporto, trasformando un imprevisto tecnico in un elemento architettonico e identitario dei giardi­ni. Anche in questo caso è prevalso il concetto di ri-uso. Questo intervento testimonia una vi­sione progettuale capace di coniugare adatta­bilità, rispetto del luogo e valorizzazione delle risorse locali, trasformando le sfide operative in valore ambientale.

Luana Pangallo: Il progetto Genea si svilupperà all’interno della serra e nasce dalla volontà di rap­presentare e valorizzare le 7 genetiche papali. Vo­gliono rappresentare il simbolo identitario di Borgo Laudato Si’ e ogni genetica verrà raccontata in 7 stanze immersive, altamente tecnologiche e con soluzioni digitali all’avanguardia, in cui il visitatore potrà conoscere a fondo il patrimonio genetico vegetale. I visitatori avranno accesso a contenuti multimediali che spiegheranno lo storytelling di queste genetiche: sia le caratteristiche botaniche delle piante ma anche, seguendo il concetto di cura indicato da Papa Francesco, le tecniche di col­tivazione sostenibile e tutti i sistemi di circolarità connessi alle stesse. Vogliamo sviluppare anche un concetto identitario, in modo che il visitatore possa identificarsi e scegliere la propria pianta.
Il pellegrino comprenderà gli insegnamenti del­la natura e potrà vivere queste genetiche sotto diversi profili: scientifici, educativi, spirituali ed esperienziali. Le piante hanno molto da insegnarci.
La zona centrale all’aperto sarà utilizzata nelle stagioni calde per l’organizzazione di eventi for­mativi e culturali. Saranno curati sia da noi sia dal Centro di Alta Formazione, che ha già stilato un programma di un certo rilievo di congressi, semi­nari e workshop tematici.
Infine non manca una zona dedicata ai bambi­ni, che rientrano tra le categorie delle persone fragili nell’Enciclica. Organizzeremo laboratori manuali per tutte le fasce di età e inviteremo le scolaresche in visita, per imprimere in loro l’im­portanza della conversione ecologica e di nuovi stili di vita sostenibili.

Borgo Laudato Si
L’area aveva un dislivello di 15 metri ed è stato necessario spostare più di 45.000 metri cubi di terra per renderla pianeggiante. Durante gli scavi è stata rinvenuta una vena di peperino, una roccia molto resistente tipica della zona, che è stata riutilizzata come elemento architettonico nei giardini.

Luana Pangallo: Genea è un percorso immersivo in cui genetica, tecnologia, educazione e spiritualità si intrecciano per trasformare la conoscenza in consapevolezza e responsabilità ambientale. Ci sarà una zona di retail, concepita non come spa­zio commerciale tradizionale, ma come estensio­ne educativa e valoriale del percorso di visita in cui vendere le piante e le merceologie complementari alle sette genetiche. Ma senza forzature: quando la stagionalità delle genetiche papali non ne per­mette la vendita, ci sarà la proposta di prodotti complementari che riconducono a queste piante e rappresentano il Borgo e i suoi valori. Permettiamo quindi ai visitatori e ai pellegrini di portare a casa un segno tangibile dell’esperienza vissuta, che do­vrà sempre esprimere il concetto basilare, cioè la cultura del rispetto e della sostenibilità.
Per esempio oli essenziali o altri prodotti derivati dalle nostre genetiche ma anche una selezione di merchandising identitario. Ma rispetteremo la cultura dell’economia circolare: quindi anche i materiali di scarto delle manutenzioni, come il legno delle potature, avranno una nuova vita e saranno trasformati in oggettistica sostenibile. Accanto al viaggio concreto ed esperienziale vo­gliamo lasciare un ricordo, per non far terminare l’esperienza solamente nel momento della visita. Per esempio una matita piantabile, da portare a casa e coltivare per ritrovare la pianta vista al Borgo, trasformando il ricordo in un gesto attivo e consapevole. Il progetto intende così prolungare il percorso educativo anche oltre la visita; non sarà una esperienza fine a sé stessa, ma continuerà anche a casa. Non sarà un’esperienza fine a sé stessa, ma continuerà anche a casa.
Stiamo anche valutando delle realtà interessate a un co-branding. Abbiamo già ricevuto l’interessa­mento di diverse aziende e ci saranno degli spazi e delle aree concesse a partner selezionati e ai quali riserveremo visibilità all’interno della serra e dell’area retail.
Genea non è solo un progetto culturale, ma un modello scalabile, pensato per essere sviluppato in altri contesti affini nel mondo. Un ecosistema capace di generare valore ambientale, educativo ed economico, creando opportunità di collabora­zione con istituzioni, fondazioni, aziende e investitori impegnati nella transizione ecologica e nella forma­zione delle future generazioni.
Invitiamo partner e stakeholder a partecipare a que­sto percorso, contribuendo alla costruzione di una rete globale di luoghi dedicati alla conoscenza, alla sostenibilità e alla cura del pianeta.

Borgo Laudato Si
La zona centrale all’aperto della serra circolare sarà utilizzata nelle stagioni calde per l’organizzazione di eventi, congressi, seminari e workshop.

Innovazione anche nelle soluzioni sostenibili

Luana Pangallo: Tutto il Borgo è stato costruito con soluzioni avanzate di risparmio energetico in un’ottica di piena coerenza con i principi di econo­mia circolare e con i valori espressi dall’Enciclica Laudato Si’. Anzitutto il Borgo è dotato di diversi pannelli fotovoltaici ed è indipendente da un punto di vista energetico. Ma abbiamo realizzato anche interventi di idraulica molto importanti, orientati alla gestione sostenibile delle risorse idriche. Prima i giardini utilizzavano per l’irrigazione l’acqua del confinante lago Albano: noi abbiamo interrato sotto i plessi 9 vasche, per un totale di accumu­lo di 600 metri cubi, in cui confluiranno le acque piovane raccolte dai tetti. Un recupero molto im­portante di acqua, che verrà utilizzata per irrigare tutti i giardini. Anche nel resto del parco abbiamo sotterrato altre vasche in modo che tutte le ac­que piovane, anche quelle dei pozzetti, vengano recuperate e riutilizzate. Anche per la scelta dei sistemi di irrigazione abbiamo privilegiato mate­riali ecocompatibili e soluzioni che consentano la massima riduzione dell’impatto ambientale e il risparmio energetico. Abbiamo optato per un sistema di microirrigazione auto-compensante centralizzato, gestito da remoto in wi-fi.
All’esterno, nei giardini Nicola’s, abbiamo promos­so uno studio progettuale ed estetico che tenes­se conto della sostenibilità e alla durabilità nel tempo. Quindi abbiamo privilegiato delle specie autoctone in modo da garantire bassi costi di manutenzione anche a lungo termine e un ri­dotto fabbisogno idrico, assicurando equilibrio ecologico e resilienza ambientale. Tutto in un’ot­tica di coerenza con i dettami dell’Enciclica: la cura della casa comune e la sostenibilità sono i fulcri e le idee base da cui siamo partiti per svi­luppare tutto il progetto.
Senza dimenticare che doveva essere un model­lo replicabile, innovativo non solamente a livello tecnologico ma anche per lo studio progettuale e l’utilizzo dei materiali per le strutture e il verde di pertinenza, capace di ispirare interventi futuri in altri contesti, in linea con i dettami dell’Enciclica.

Luana Pangallo: È un’esperienza unica ed è un pa­radiso che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. Posso aggiungere che tutto il Borgo è valorizzato da molte opere d’arte: come la Rosa del Deserto di Arnaldo Pomodoro al centro della ser­ra circolare, l’arco di Pietro Consagra nell’entrata principale e presto ospiterà le opere del maestro Emilio Sgrò e tante altre di artisti internazionali che hanno già messo a disposizione i loro lavori.

Genesi del progetto Genea

di Carlo Maria Rossi, direttore creativo

Genea nasce da un percorso condiviso sviluppato nel tempo da un team multidisciplinare, con l’obiettivo di trasformare un luogo straordinario in un’esperienza contemporanea e accessibile. In questo contesto sono stato chiamato a collaborare al progetto da Green Hopes 4.0 per la realizzazione e la curatela di una delle sue strutture portanti: la Grande Serra e il Santuario, una struttura architettonica di circa 3.500 mq, cuore narrativo ed esperienziale del progetto.
Genea unisce natura, design, educazione e storytelling per tradurre temi urgenti come biodiversità, sostenibilità e rapporto tra uomo e paesaggio in un linguaggio universale, ispirato ai valori dell’Enciclica Laudato Si’. Il progetto è pensato come un sistema aperto e in continua evoluzione, che darà forma a un percorso immersivo dedicato alle sette genetiche papali, invitando il pubblico a seguirne e scoprirne progressivamente gli sviluppi.

L’esperienza di partecipare al team del progetto Genea

di Paolo Montagnini, direttore progetto retail

Il progetto Genea ha preso forma nel tempo come un racconto in divenire. Un’idea iniziale, condivisa con il team, che si è evoluta passo dopo passo grazie al dialogo con i promoter e a una visione capace di tenere insieme creatività e concretezza. Lo studio del layout non si limita a organizzare gli spazi, ma costruisce un percorso: ambienti immersivi, aule narrative e sequenze progettate per accompagnare il visitatore in un viaggio coerente e straordinario. Ogni scelta nasce da un equilibrio consapevole tra visione e fattibilità, supportato da un controllo rigoroso di budget e obiettivi. Il retail diventa parte integrante del racconto attraverso un merchandising mix innovativo, basato su soluzioni espositive originali e progettate ad hoc, capaci di stimolare curiosità e desiderio senza rinunciare all’efficacia commerciale. Qui l’acquisto non è un atto separato, ma la naturale estensione del viaggio nel punto vendita: un gesto che porta con sé il significato e la cultura trasmesse da Genea. Il risultato è una proposta capace di attrarre, coinvolgere e generare valore, offrendo al cliente un percorso unico, distintivo e profondamente contemporaneo.

www.laudatosi.va/bls

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