Borgo Laudato Si’: lo spettacolo del verde sostenibile

Il 5 settembre è stato inaugurato Borgo Laudato Si’: i nuovi “Nicola’s Garden” e una serra didattico-immersiva all’interno dei giardini pontifici di Castel Gandolfo, destinati a promuovere la cura della “casa comune” e la sostenibilità nel mondo. Ce ne parla Luana Pangallo, socia di Green Hopes 4.0, la società nominata general contractor che ha curato la realizzazione del progetto.

Deci anni fa, il 24 maggio 2015, Papa Francesco ha diffuso l’Enciclica Laudato Si’ in cui evidenziava l’esigenza di una “conversione ecologica” e un “cambiamento di rotta” nella gestione del nostro pianeta e invitava gli uomini ad assumersi la responsabilità di curare “la casa comune”. Un impegno che include anche la lotta alla miseria, l’attenzione ai poveri e agli svantaggiati e un equo accesso per tutti alle risorse della Terra.

Ma Papa Francesco non si è limitato alle parole e ci ha lasciato qualcosa di concreto e inimmaginabile: ha aperto a tutti i giardini della residenza papale di Castel Gandolfo per creare un luogo in cui comunicare l’importanza della sostenibilità e offrire formazione per promuovere l’ecologia integrale. Il 2 febbraio 2023 istituisce così il Centro di Alta Formazione Laudato Si’, un organismo indipendente afferente al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a cui affida il compito di promuovere e realizzare iniziative di “formazione integrale della persona, con particolare riguardo ai giovani e a coloro che, per motivi economici e sociali, si trovano ai margini della società” secondo i principi dell’Enciclica Laudato Si’. Al Centro di Alta Formazione Laudato Si’ viene affidata anche l’elaborazione e l’esecuzione del progetto Borgo Laudato Si’ presso la residenza di Castel Gandolfo: l’idea è di trasformare la bellezza dei giardini di Villa Barberini e delle Ville Pontificie in un luogo di formazione all’ecologia integrale aperto a tutti.

A tempo di record, a poco più di un anno dal primo scavo, il 5 settembre scorso Borgo Laudato Si’ è stato inaugurato ufficialmente alla presenza di Papa Leone XIV. Il Borgo si estende su un’area di 55 ettari e ospita gli storici giardini della residenza papale, i nuovi giardini di Nicola’s che fungeranno da attrattiva tra le diverse meraviglie botaniche del Borgo e nuovi spazi dedicati alla formazione e all’ospitalità.

Tra questi spicca la grande e spettacolare serra didattica ad alta efficienza energetica, realizzata con tecnologie sostenibili e sistemi avanzati, progettata secondo i principi di economia circolare, che accoglierà i visitatori – credenti e non – o, come invitava Papa Francesco, tutti gli uomini di buona volontà. La struttura ospita ambienti immersivi ed esperienziali, permettendo ai visitatori di vivere in prima persona l’esperienza della “cura del creato” attraverso l’interazione diretta con le piante simboliche del Borgo. Il percorso formativo è affiancato da un’area retail educativa, pensata per garantire continuità all’esperienza, trasformando la visita in un apprendimento duraturo e applicabile nella vita quotidiana, così da prolungare l’impatto dell’esperienza nel tempo. Quindi, non una semplice serra circolare, ma una sorta di ecosistema educativo in cui sostenibilità, piante ed esperienze immersive guidano il visitatore dalla conoscenza dei dettami dell’Enciclica all’azione consapevole duratura nel tempo.

Per saperne di più abbiamo incontrato Luana Pangallo, socia di Green Hopes 4.0, la società che in qualità di general contractor ha realizzato le diverse strutture del Borgo e sta sviluppando il progetto all’interno della serra didattica.

Come è nato il progetto di Borgo Laudato Si’?

Luana Pangallo: L’intero Borgo è un progetto voluto da Papa Francesco e tutto inizia con l’Enciclica Laudato Si’ e l’esortazione apostolica del Laudate Deum. Papa Francesco invitava a creare un modello di economia circolare, di sostenibilità e di formazione della persona. Partendo da questa missione, ci è stato richiesto di sviluppare un progetto che potesse promuovere una vera conversione ecologica: quindi offrire ai visitatori e ai pellegrini la possibilità di visitare, conoscere e mettere in pratica quelli che sono i principi e i dettami dell’Enciclica Laudato Si’.

Il progetto nasce con l’obiettivo di creare un modello replicabile a livello internazionale, uno strumento di continuità formativa capace di prolungare l’esperienza oltre la visita; un modello progettato per essere riprodotto in diversi luoghi simili nel pianeta, contribuendo alla creazione di una rete globale di poli educativi dedicati alla sostenibilità, alla conoscenza del mondo vegetale e alla responsabilità ambientale.

Papa Francesco diceva che “tutto è connesso” e invitava a custodire la “casa comune”, cioè la Terra. Per questo ha voluto creare anzitutto nella sua casa, la residenza pontificia a Castel Gandolfo, il primo punto in cui promuovere questa conversione ecologica, andando contro i sistemi di consumismo. Così che i potenti della terra e le persone impegnate in questo progetto di conversione possano prenderne spunto e farne un modello replicabile in tutto il pianeta. Borgo Laudato Si’ non è soltanto un “parco”, ma un progetto di economia universale sostenibile, diretto a questa conversione e a creare un modello tangibile. Non solo a livello visivo ma proprio di azione e di pensiero.

Qual è stato il vostro ruolo?

Luana Pangallo: La società Green Hopes 4.0, mediante l’affidamento dell’incarico di General Contractor, si è assunta l’onere di realizzare i nuovi fabbricati definiti congiuntamente Polifunzionale e Santuario, nonché i nuovi giardini di pertinenza all’interno del Borgo. Green Hopes 4.0 si è, quindi, occupata di coordinare, dirigere e far effettuare tutte le nuove lavorazioni attraverso un approccio integrato. Inoltre, in qualità di partner del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, Green Hopes 4.0 svilupperà all’interno della serra-didattica, il progetto immersivo ed esperienziale, affiancato da eventi internazionali e workshop formativi, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza ambientale, la tutela della biodiversità e una cultura di cura del creato, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Sappiamo che avete realizzato tutto il Borgo a tempo di record…

Luana Pangallo: I lavori sono iniziati il 6 giugno 2024 e l’inaugurazione è stata il 5 settembre 2025: quindi parliamo di 15 mesi. Va anche detto che l’area aveva più di 15 metri di dislivello e abbiamo dovuto portarla in piano prima di costruire. Abbiamo mosso più di 45.000 metri cubi di terra, ma in una logica di circolarità non è né entrato né uscito un solo camion: su idea di nostro padre, le terre sono state redistribuite internamente, permettendo di modellare il suolo, rendere pianeggianti le superfici e creare le necessarie aree di contenimento riducendo così l’impatto ambientale, le emissioni legate al trasporto e i costi energetici.

Durante gli scavi abbiamo trovato una vena di peperino, una roccia molto resistente tipica di queste zone. Abbiamo dovuta estrarla e romperla con scavatori adatti e, in un’ottica di economia circolare, ha rappresentato un’opportunità progettuale: è stata tutta riutilizzata per creare i muri di contenimento delle terre di riporto, trasformando un imprevisto tecnico in un elemento architettonico e identitario dei giardini. Anche in questo caso è prevalso il concetto di ri-uso. Questo intervento testimonia una visione progettuale capace di coniugare adattabilità, rispetto del luogo e valorizzazione delle risorse locali, trasformando le sfide operative in valore ambientale.

Il progetto è stato interamente realizzato da Green Hopes 4.0, realtà impegnata nello sviluppo di modelli innovativi di agricoltura sostenibile, inclusione sociale ed economia circolare.

Ispirato ai principi dell’ecologia integrale dell’Enciclica Laudato Si’, l’intervento integra valorizzazione della biodiversità, recupero delle risorse e responsabilità ambientale, restituendo centralità alla cura del creato.

L’impianto paesaggistico si articola in tre ambiti: giardini perimetrali con specie autoctone e riuso dei materiali locali; giardini formali di ispirazione all’italiana, con parterre geometrici e topiaria; aree verdi che avvolgono la serra didattica, dove rampicanti e archi vegetali mitigano le strutture e creano spazi contemplativi.

Completano l’intervento un sistema di irrigazione smart e vasche interrate per il recupero di 500 m³ di acque meteoriche, esempio concreto di gestione sostenibile delle risorse.

La mobilità interna sarà ripensata in chiave sostenibile: accesso consentito esclusivamente a mezzi elettrici, con ulteriore riduzione delle emissioni dirette; i sistemi di ricarica dei veicoli saranno reversibili, ricaricheranno i mezzi durante il giorno e si scaricheranno durante la notte per la fornitura di energia degli impianti di illuminazione.

La gestione idrica segue una logica di ciclo chiuso: le acque meteoriche sono raccolte in vasche interrate (quasi 1000 m³ complessivi) e riutilizzate per l’irrigazione; le acque reflue vengono trattate mediante fitodepurazione e recuperate per uso agricolo. Sensori di umidità del suolo e centraline climatiche regolano automaticamente l’irrigazione, ottimizzando i consumi e limitando i prelievi dalla rete.

Uliveti, vigneti e colture stagionali saranno gestiti secondo criteri di agricoltura rigenerativa: biochar per migliorare struttura e capacità di sequestro del carbonio del suolo e prevenire fenomeni di erosione idrogeologica; pacciamatura biodegradabile per sostenere fertilità e controllo delle infestanti senza ricorso alla chimica di sintesi, verrà utilizzato compost organico come fertilizzante.

La neutralità carbonica sarà perseguita attraverso la riduzione delle emissioni dirette e interventi compensativi di piantumazione di ulivi in altri contesti internazionali, configurando un modello integrato di sostenibilità energetica, idrica e agricola a servizio della comunità.

Borgo Laudato Si
La zona centrale all’aperto della serra circolare sarà utilizzata nelle stagioni calde per l’organizzazione di eventi, congressi, seminari e workshop.

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