Bavicchi: oltre al seme c’è molto di più

Quest’anno Bavicchi festeggia i suoi 130 anni di attività: un’impresa storica per il mercato dell’agricoltura e del giardinaggio che affonda le sue radici nel 1896. Ne abbiamo parlato con i suoi manager.

Scomodare la parola “storia” non è mai facile, ma quando si tratta di un’azienda che festeggia il suo 130° anniversario possiamo osare. Bavicchi di Perugia è stata infatti fondata nel 1896 da Dario Bavicchi con la mission di produrre e distribuire sementi per l’orto destinate al mondo dell’agricoltura professionale. Affronta il mercato hobbistico per la prima volta negli anni Venti del secolo scorso, quando intuisce le poten­zialità del segmento consumer e inizia a distribuire semi per orto e giardino nelle “bustine hobbistiche” che usiamo ancora oggi. Un piccolo record: è stata la prima azienda a indicare il marchio commerciale sulle bustine, che fino agli anni Cinquanta erano anonime e riportavano solo il nome della coltura.

Nel corso del tempo l’offerta sementiera si è co­stantemente arricchita con una gamma pressoché infinita di soluzioni e di linee di prodotto molto verticali ed esclusive. Come la linea Geo legata alla produzione di sementi biologiche, germogli e microgreens commestibili, la linea Fertilario con prodotti innovativi specifici per la nutrizione delle piante, la linea Altolà con soluzioni naturali e con­venzionali per la difesa delle piante e dell’ambiente. Fino ad arrivare ai prodotti dedicati al bird garde­ning, cioè agli strumenti per proteggere e aiutare gli uccelli selvatici in inverno.

Un altro primato dell’azienda umbra è l’apertura, nei primi anni Settanta, di uno dei primi centri giardi­naggio italiani. Allora aveva come insegna Hortus Market e negli anni Novanta ha assunto il nome odierno di Bavicchi Centro Giardinaggio.

In questi 130 anni l’azienda è sempre stata guidata dalla famiglia Bavicchi, attraverso le diverse gene­razioni: al fondatore Dario sono succeduti gli eredi Bruno e Francesco, fino ad arrivare a Dario Bavicchi, scomparso prematuramente nel giugno 2025 alla vigilia dell’inaugurazione della nuova sede di Bet­tona (PG).

Per capire come Bavicchi sta affrontando questo importante anniversario, abbiamo incontrato un gruppo dei suoi manager: Nicola Rotoni (diretto­re commerciale retail, trade ed e-commerce), Santi Di Garbo (responsabile marketing, prodotti e trasformazione digitale), Gianluca Mezzanotte (international sales and key account manager) e Giovanni Pagnotta (addetto commerciale e servi­zio clienti ed esperto in outdoor education).

Nicola Rotoni: una storia di 130 anni

Nicola Rotoni: Le nostre origini risalgono alla fine dell’Ottocento con la commercializzazione delle sementi. Negli anni successivi Bavicchi ha saputo affermarsi come punto di riferimento per il set­tore grazie a iniziative pionieristiche che hanno accompagnato l’evoluzione dell’agricoltura e della coltivazione amatoriale. Dalla collaborazione con le Cattedre Ambulanti di Agricoltura negli anni Trenta, fino al lancio del primo Ortus negli anni Settanta, ogni fase della nostra storia è stata ca­ratterizzata dalla volontà di diffondere conoscen­za e offrire soluzioni innovative al mercato.
L’innovazione rappresenta infatti uno degli elementi fondanti della nostra identità. Un valore che non si esprime soltanto nello sviluppo di nuovi prodotti, ma nella capacità di interpretare i cambiamenti sociali, culturali e di consumo, trasformandoli in opportunità di crescita e di evoluzione.
Nel 2026, anno in cui celebriamo il traguardo dei 130 anni di attività, rinnoviamo questo impe­gno con una nuova fase di sviluppo che vede il restyling dello storico marchio, l’introduzione di nuove linee espositive e l’ampliamento dell’offerta attraverso prodotti e soluzioni pensati per rispon­dere alle esigenze di un consumatore contempo­raneo, sempre più attento alla sostenibilità, al be­nessere e alla valorizzazione del tempo dedicato alla natura.
Le sementi rimangono il cuore della nostra storia e il fondamento della nostra credibilità; l’innova­zione è la forza che ci permette di guardare al futuro. Per questo Bavicchi, oggi come ieri, non offre semplicemente prodotti, ma idee, competenze e soluzioni per coltivare valore nel tempo.

Nicola Rotoni: La scomparsa di Dario nel giugno 2025 ha rappresentato una perdita umana e professionale profonda per l’azienda e per tutto il settore. Dario era il rappresentante della quarta generazione della famiglia e ha saputo guidare Bavicchi coniugando tradizione, innovazione e visione imprenditoria­le. Oggi il modo migliore per onorarne l’eredità è proseguire nel percorso di sviluppo che lui stesso aveva contribuito a tracciare. Bavicchi guarda al futuro con la consapevolezza di avere radici so­lide, una storia lunga 130 anni e un patrimonio di competenze costruito attraverso generazioni. I prossimi passi dell’azienda sono orientati al raf­forzamento dell’identità del marchio, all’innovazione dell’offerta e allo sviluppo di nuove soluzioni per i consumatori e per i punti vendita. Il rinnovamento dell’immagine aziendale, le nuove linee espositive e l’ampliamento delle categorie di prodotto te­stimoniano la volontà di continuare a crescere, mantenendo il seme al centro della propria storia ma ampliando il proprio ruolo di partner nel mon­do del verde, dell’orto e del benessere naturale. La continuità aziendale è garantita da una squadra coesa, dall’esperienza maturata in oltre un secolo di attività e dalla volontà della famiglia e dei collabo­ratori di proseguire il percorso intrapreso. Più che un momento di discontinuità, questo passaggio rappresenta l’occasione per rafforzare ulterior­mente la visione di un’azienda che ha sempre sa­puto rinnovarsi, mantenendo intatti i valori che ne hanno decretato il successo. Bavicchi con­tinuerà a fare ciò che ha sempre fatto nei suoi 130 anni di storia: innovare senza dimenticare le proprie radici, trasformando esperienza, cultura e passione in nuove opportunità per il mercato e per i propri clienti.

Nicola Rotoni: L’idea del cofanetto nasce dalla volontà di celebrare i 130 anni di Bavicchi attra­verso ciò che da sempre rappresenta l’essenza della nostra attività: il seme come origine di una storia, di una cultura e di una tradizione. Abbia­mo voluto andare oltre il semplice prodotto e raccontare il percorso che porta dal seme alla tavola, valorizzando alcune delle ricette più rap­presentative della tradizione culinaria italiana conosciute e apprezzate in tutto il mondo. Ogni bustina contenuta nel cofanetto rappresenta infatti un ingrediente fondamentale di una preparazione simbolo del nostro patrimonio gastronomico. Un modo per ricordare che dietro ogni piatto della tradizione esiste una filiera che inizia dalla terra, dalla cura e dalla passione per la coltivazione. Il cofanetto diventa così non solo un omaggio ce­lebrativo, ma anche un racconto dei valori che accompagnano Bavicchi da oltre un secolo: cul­tura agricola, biodiversità, innovazione e legame con il territorio. Una piccola collezione che unisce il mondo delle sementi a quello della gastronomia italiana, portando alla luce il ruolo spesso invisi­bile ma fondamentale del seme nella costruzione delle eccellenze alimentari del nostro paese. In occasione del nostro 130° anniversario abbiamo voluto trasformare una semplice raccolta di se­menti in una narrazione della tradizione italiana: un percorso che parte dalle nostre radici e guar­da al futuro, ricordando come ogni grande storia, proprio come ogni grande ricetta, inizi sempre da un piccolo seme.

Santi Di Garbo: la centralità del merca­to delle sementi

Santi Di Garbo: Sì, anzi, oggi il seme è diventato il simbolo di un desiderio sempre più diffuso: colti­vare qualcosa di proprio, sano e autentico. Sempre più persone dedicano tempo all’orto domestico, al giardinaggio, ai microgreens o alla coltivazione sul balcone, non solo per ottenere un prodotto, ma per vivere un’esperienza gratificante e riconnettersi con la natura. In un mondo sempre più digitale e frenetico, veder crescere una pianta partendo da un seme rappresenta un valore concreto, educati­vo ed emozionale.

Santi Di Garbo: I motivi che ci fanno continuare a credere nel mondo delle sementi sono diversi e molto concreti. Innanzitutto vediamo una crescente attenzione verso l’autoproduzione alimentare: sempre più persone desiderano coltivare direttamente ciò che portano in tavola, anche in piccoli spazi come balconi o terrazzi. Allo stesso tempo è aumentata la sensibilità verso temi come la sostenibilità e la bio­diversità, aspetti che oggi influenzano sempre di più le scelte dei consumatori. Notiamo inoltre che molte famiglie riscoprono il piacere di attività rilas­santi e a contatto con la natura. Coltivare un orto o curare delle piante non è solo un hobby, ma un modo per dedicare tempo di qualità a sé stessi e ai propri cari. Anche le nuove generazioni stanno mo­strando un interesse crescente per gli orti urbani, le piante aromatiche e le coltivazioni domestiche, avvicinandosi a un mondo che unisce benessere, creatività e consapevolezza ambientale. Infine, il consumatore di oggi è sempre più curioso ed esigen­te: cerca varietà particolari, sapori autentici, colori originali ed esperienze che difficilmente può trova­re nella grande distribuzione. È proprio questa ricer­ca di unicità e di coinvolgimento personale che rende il seme ancora estremamente attuale e che ci convince a continuare a investire con fiducia in questo settore.

Santi Di Garbo: Bavicchi può inserirsi in questo sce­nario come facilitatore di esperienze. Non vende semplicemente sementi, ma offre alle persone l’opportunità di coltivare una passione, imparare, stare bene e portare un po’ di natura nella propria vita quotidiana. Grazie alla propria storia e compe­tenza, Bavicchi può accompagnare il consumatore dalla semina al raccolto, proponendo prodotti in­novativi, kit completi, contenuti educativi e solu­zioni pensate per chi vuole coltivare anche in pic­coli spazi. Il valore di una semente non si misura solo da ciò che produce, ma dall’esperienza che genera. Ogni seme racchiude una storia, una passione e la promessa di qualcosa che cresce. Ed è proprio questa promessa che continua a rendere il mondo delle sementi attuale e ricco di futuro ed è questa la nuova vision di Bavicchi Seeds.

Gianluca Mezzanotte: uno sguardo internazionale

Gianluca Mezzanotte: Quando si parla di internaziona­lizzazione, spesso si pensa a numeri, mercati e fat­turati. Nella mia esperienza, invece, l’export è prima di tutto una questione di persone, relazioni e capacità di comprendere esigenze diverse. Bavicchi opera nel settore sementiero da oltre un secolo e, grazie a questa lunga esperienza, circa venticinque anni fa ha saputo cogliere alcune esigenze di mercato che all’epoca erano ancora poco espresse. Da questa intuizione è nato il progetto Geo, un marchio dedi­cato ai semi biologici da germogli e agli accessori per la germogliazione domestica. L’idea era quella di offrire a qualsiasi consumatore la possibilità di autopro­durre germogli freschi direttamente a casa propria, indipendentemente dal luogo in cui viveva. Che fos­se un appartamento nel centro di Londra o Parigi, oppure una casa in un paese del nord Europa carat­terizzato da lunghi inverni e stagioni di coltivazione più brevi, il consumatore poteva avere a disposizio­ne un sistema semplice per coltivare e raccogliere in pochi giorni un prodotto fresco e naturale.
Con il passare degli anni, questa intuizione si è rivelata perfettamente in linea con tendenze che hanno assunto un’importanza crescente. L’atten­zione verso il benessere, la qualità dell’alimenta­zione, la sostenibilità e il desiderio di ristabilire un contatto più diretto con la natura hanno con­tribuito a diffondere la cultura della produzione domestica. I germogli rappresentano una risposta concreta a queste esigenze: possono essere colti­vati in spazi ridotti, richiedono quantità limitate di acqua e consentono di ottenere in pochi giorni un alimento fresco e pronto al consumo.

Gianluca Mezzanotte: Il progetto Geo ha continuato a evolversi insieme ai consumatori e ai mercati. Alla storica gamma di semi biologici da germogli si sono progressivamente affiancati semi biologici per l’orto e, più recentemente, una nuova linea pro­fessionale di semi biologici per microgreens. Un’evoluzione accompagnata dal lancio di uno starter kit dedicato, studiato per rendere ancora più semplice la coltivazione domesti­ca e permettere a chiunque di ottenere raccolti di qualità anche in spazi limitati. Si tratta di un percorso che conferma la volontà di Bavicchi di interpretare le nuove esigenze dei consumatori, offrendo soluzioni capaci di coniugare semplicità d’uso, sostenibilità e soddisfazione personale.
Da qui è iniziato anche un importante percorso di crescita sui mercati internazionali. In molti paesi il mondo dei germogli ha rappresentato il primo punto di contatto tra i consumatori e il marchio Bavicchi. Successivamente, l’evoluzione della gamma Geo e la crescente attenzione verso la coltivazione domestica hanno contribuito ad am­pliare ulteriormente la presenza dell’azienda all’e­stero, aprendo la strada allo sviluppo dell’offerta dedicata all’orto, al gardening e ai microgreens. Tuttavia, sarebbe riduttivo attribuire questo svi­luppo esclusivamente ai prodotti. Nel corso degli anni, la crescita sui mercati esteri è stata costruita attraverso un lavoro costante di ascolto, presenza e collaborazione con distributori e rivenditori. Vi­sitare i clienti, partecipare alle principali fiere di settore, confrontarsi direttamente con le realtà locali e comprenderne le specificità sono attività che continuano ancora oggi a rappresentare una parte fondamentale del nostro lavoro. Ogni merca­to possiede infatti caratteristiche proprie, tradizioni differenti e aspettative particolari. Ciò che funziona in un paese non necessariamente funziona in un altro. Per questo motivo riteniamo fondamentale ascoltare attentamente i nostri partner e lavorare insieme per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze dei singoli mercati.
Se oggi Bavicchi può contare su rapporti conso­lidati in numerosi paesi, il merito va alla fiducia costruita nel tempo. Una fiducia che nasce dalla qualità dei prodotti, ma che si rafforza attraver­so la presenza costante, la serietà e la volontà di supportare i clienti nel loro percorso di crescita. È un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, fatto di incontri, viaggi, telefonate e confronti continui che, negli anni, si trasformano in relazioni solide e durature. Credo che il vero valore dell’export non sia semplicemente vendere oltre confine, ma creare partnership basate sulla fiducia recipro­ca. È questo approccio che ha accompagnato la crescita internazionale di Bavicchi e che continua ancora oggi a guidare il nostro lavoro: ascoltare, comprendere e costruire insieme ai nostri clienti opportunità di sviluppo sostenibili e durature.

La linea di sementi biolo­giche e germogliatori Geo ha permesso a Bavicchi di imporsi sui mercati inter­nazionali.

Giovanni Pagnotta e l’outdoor education

Giovanni Pagnotta: Quando parliamo di nuove ge­nerazioni dobbiamo guardare non soltanto al fu­turo, ma anche al rapporto che vogliamo costruire tra le persone e la natura. Il master in Outdoor Educa­tion compiuto all’Università di Bologna mi ha porta­to a riflettere proprio su questo: la relazione con la natura non è necessariamente qualcosa che dobbiamo “insegnare” da zero, ma qualcosa che possiamo aiutare a riscoprire. E questa riscoper­ta può avvenire a qualsiasi età.
Credo che la gradualità sia importante: non si tratta di portare le persone nella natura una volta, ma di creare occasioni ricorrenti di incontro, di esperienza e di cura.

Giovanni Pagnotta: Il nostro lavoro è legato quo­tidianamente al mondo vegetale e ai suoi cicli: il seme, la terra, la crescita, la stagionalità, la cura e l’attesa. Sono elementi che possono diventare strumenti per creare una relazione più consape­vole con la natura, non solo nei bambini ma anche negli adulti. In questa prospettiva anche il garden center può diventare qualcosa di più di un luogo in cui acquistare prodotti: diventa uno spazio di incontro e di esperienza e, azzardo una definizione, uno spa­zio educativo. Eventi, laboratori e attività dedicati a bambini, famiglie e adulti possono creare occasio­ni semplici per riavvicinarsi alla natura, imparando a conoscerla e a prendersene cura. Un modo con­creto per fare della relazione con il verde un’espe­rienza condivisa e intergenerazionale. Per questo credo che guardare alle nuove generazioni signi­fichi anche guardare a un percorso più ampio: possiamo educare i bambini a vivere maggiormente la natura, ma possiamo contemporaneamente aiutare gli adulti a riscoprire una relazione che forse, crescendo e vivendo in contesti sempre più urbanizzati e tecnolo­gici, hanno progressivamente perso. In fondo, credo che l’Outdoor Education mi abbia insegnato proprio questo: la natura non è soltanto un luogo dove andare, ma una relazione da coltivare. E concludo con uno dei concetti che mi è rimasto nel cuore, quello espresso già da Loris Malaguzzi dell’ambiente come terzo educatore: pensateci! In conclusione, lancio un sogno: quello di creare un gruppo di lavoro con i colleghi dei garden center in Italia per fare rete su eventi che mirino a quanto sopra descritto.

www.bavicchiseeds.it

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