Agp presenta Natureline, una nuova generazione di monofili per decespugliatori realizzati con una poliammide innovativa la cui biodegradabilità nel suolo è stata verificata secondo la norma Uni En Iso 17556.
Quando un decespugliatore entra in funzione, il monofilo ruota a velocità comprese tra 8.000 e 10.000 giri al minuto. Grazie alla forza centrifuga si irrigidisce e diventa un efficiente strumento di taglio. Durante il lavoro, però, il continuo contatto con erba, terreno, pietre e ostacoli provoca inevitabilmente l’usura del filo. Ogni centimetro consumato non scompare: viene disperso nell’ambiente.
Agp, azienda specializzata nello sviluppo e nella produzione di monofili tecnici per il giardinaggio professionale, realizza ogni anno circa 103.000 km di filo per decespugliatore, considerando un diametro medio di 3 mm. Una quantità impressionante: equivale a oltre due volte e mezzo la circonferenza terrestre e rappresenta più di un quarto della distanza tra la Terra e la Luna.
Questo dato permette di comprendere quanto sia importante interrogarsi sul destino del filo che viene consumato durante l’utilizzo.
La domanda che oggi l’industria si pone non è più come evitare il consumo del filo, fenomeno intrinseco al suo funzionamento, ma come ridurre l’impatto del materiale che inevitabilmente viene rilasciato nel suolo.
Da questa riflessione è stata ideata una nuova generazione di monofili tecnici dalla stessa Agp, realizzata con poliammidi innovative progettate per biodegradarsi naturalmente nel terreno: Natureline.
La biodegradabilità della materiale prima
È importante chiarire un concetto fondamentale: non è il filo per decespugliatore ad essere certificato come biodegradabile. La biodegradabilità riguarda la materia prima stessa utilizzata per produrlo.
Questa distinzione è essenziale per affrontare il tema con il rigore scientifico che merita. I test sono stati infatti condotti sulla materia prima secondo la norma internazionale Uni En Iso 17556, protocollo specifico che disciplina la biodegradazione aerobica dei materiali plastici nel suolo.
I risultati ottenuti sono particolarmente significativi: la materia prima ha raggiunto un livello di biodegradazione superiore al 95% in 348 giorni.
Si tratta di un dato che apre prospettive completamente nuove per il settore del gardening e della manutenzione del verde. Per la prima volta diventa possibile immaginare monofili professionali in grado di offrire le prestazioni richieste dagli operatori del verde e, allo stesso tempo, utilizzare un materiale progettato per reintegrarsi naturalmente nell’ambiente attraverso processi biologici.
Proprio questo approccio rigoroso adottato da Agp rappresenta uno degli aspetti più innovativi del progetto che prende il nome di Natureline.
Una tecnologia che non cambia il modo di lavorare, ma che contribuisce concretamente a ridurre l’accumulo di residui plastici nel terreno e il loro potenziale ingresso nella catena alimentare.
Il futuro del filo per decespugliatore sarà determinato dalla capacità di unire prestazioni professionali, durata operativa e una nuova responsabilità ambientale verso le generazioni future.























