Osservatorio Non Food: -9,5% le vendite nel 2020

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Osservatorio Non Food

L’edizione 2021 di Osservatorio Non Food di Gs1 Italy evidenzia un calo delle vendite di prodotti non alimentari del 9,5% nel 2020. Dopo anni di crescita i consumi delle famiglie si sono fortemente contratti.

Osservatorio Non Food: -9,5% le vendite nel 2020

Dopo anni di dinamica positiva, seppur molto lenta, i consumi delle famiglie (dato Istat a valori correnti) hanno registrato una importante flessione (-11,8% dato Istat a valori correnti) che sintetizza la grave crisi economica determinata dalle conseguenze della pandemia. Lo spiega l’Osservatorio Non Food 2021 di Gs1 Italy, giunto alla sua 19esima edizione, che analizza l’intero universo dei consumi extra alimentari attraverso lo studio di 13 comparti merceologici.

Nel 2020 le famiglie italiane hanno “consumato” per 958,493 miliardi di euro, con un calo importante rispetto ai 1.087,259 del 2019: -11,8%. Ma mentre gli acquisti per generi alimentari sono aumentati del 2%, quelli per gli articoli non food sono diminuiti del -15,9% (fonte Istat a valori correnti).

I 13 comparti analizzati dall’Osservatorio Non Food di Gs1 Italy hanno sviluppato un giro d’affari di 93,5 miliardi di euro con una flessione del -9,5% rispetto al 2019. Il calo degli acquisti ha toccato 11 dei 13 comparti merceologici analizzati: solo l’edutainment (+9,4%) e l’elettronica di consumo (+6,3%) hanno registrato una performance positiva rispetto al 2019.

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“Il 2020 è stato un anno caratterizzato dal protrarsi dell’emergenza legata al Coronavirus, che, attraverso chiusure forzate e timori sanitari, ha modificato molte abitudini di consumo soprattutto per i prodotti non alimentari – spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy -. Il Non Food ha subìto un forte rallentamento in quasi tutti i comparti, ma alcune famiglie di prodotti hanno visto un’accelerazione delle vendite, altri una reale rinascita. Anche le modalità di acquisto sono cambiate. L’e-commerce è diventato il canale preferenziale, benché i negozi fisici siano rimasti un punto di riferimento insostituibile per molte tipologie di prodotti non alimentari. Alla luce di quanto accaduto nel 2020, qualcosa andrà ripensato nel grande mondo del Non Food, perché la realtà mutata con cui il consumatore ha dovuto fare i conti durante la pandemia ha lasciato una traccia profonda, spesso arricchita anche da una nota di soddisfazione, esperienziale e personale, nel confrontarsi con le nuove tecnologie digitali”.

I cali più importanti del 2020 hanno riguardato soprattutto 6 settori che hanno tasso di decrescita superiori al 10%: abbigliamento e calzature (-26,5%), articoli per lo sport (-17,5%), mobili e arredamento (-14,4%), cancelleria (-14,3%), tessile (-13%) e prodotti di ottica (-12.8%). I prodotti per il bricolage, che comprendono il giardinaggio, sono diminuiti del 3,3%.

www.osservatori.gs1it.org

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