Garden Cavinato compie 40 anni

Garden Cavinato, fondato nel 1986, affronta quest’anno uno storico traguardo con un importante intervento di ristrutturazione. Ne abbiamo parlato con Patrizia, Silvia e Nadia Cavinato, le tre sorelle che dirigono il punto vendita.

Quarant’anni fa, nel maggio 1986, iniziava la sua attività Garden Cavinato di Arsego di San Giorgio delle Pertiche. Un centro giardinaggio che oggi rappresenta un punto di riferimento della provincia di Padova per l’alto va­lore della sua offerta, incentrata sulle piante e sul verde vivo, accompagnata da un’elevata qualità del servizio e dell’assistenza al cliente.

Una particolarità di questo garden center, che lo rendono unico a livello nazionale, è senza dubbio la guida, da sempre affidata a mani femminili. Nel maggio 1986 l’attività viene infatti promossa da Carla Scapolo, che inizialmente si specializza nella produzione floricola. Col passare dei decen­ni il punto vendita viene ampliato, in particolare nel 2010 con la prima grande ristrutturazione che ha portato alla nascita del centro giardinag­gio che oggi conosciamo. Nel 2018 Carla Scapolo affida la guida dell’azienda alle tre figlie, Patrizia, Silvia e Nadia, che già erano coinvolte nell’impresa di famiglia. Quest’anno Garden Cavinato sta af­frontando un secondo processo di ristruttura­zione, volto a migliorare l’ingresso, i servizi e le parti esterne del punto vendita. Oggi il garden center occupa un’area di circa 5.000 mq, di cui 2.000 mq dedicati alla superficie espositiva, 1.000 mq all’area di produzione e 1.500 mq al vivaio esterno scoperto.

Per saperne di più abbiamo incontrato Patrizia, Silvia e Nadia Cavinato che in questi anni han­no saputo trasformare l’attività floricola in un centro giardinaggio moderno.

La famiglia Cavinato: da sinistra Nadia, Silvia e Patrizia Cavinato, insieme ai genitori Carla e Germano.

Speriamo che sia femmina

Patrizia Cavinato: Tutto iniziò da nostra mam­ma, quando decise di abbandonare il lavoro di segretaria per partecipare a una scuola serale di florovivaismo. Una scelta che l’ha portata, nel maggio del 1986, a costruire dietro casa il primo tunnel di plastica e a iniziare la produzione e ven­dita di piante: diciamo una tipica floricola degli anni Ottanta. Io sono entrata in azienda nel 1997, dopo il diploma in agraria, e allora avevamo una produzione con tunnel e vendevamo le piante a bancale ai privati. Considera che allora la strut­tura non era percorribile con i carrelli. In quegli anni abbiamo costruito la prima serra in vetro, che ancora oggi utilizziamo per la produzione. Nello stesso periodo abbiamo anche iniziato ad abbinare alle piante dei prodotti per la decora­zione della casa: in particolare oggettistica, vasi in ceramica e centritavola composti da candele e piante, soprattutto in occasione delle festi­vità pasquali e natalizie. C’era anche un piccolo emporio in cui proponevamo solo prodotti per la cura delle piante, come la nutrizione.

Silvia Cavinato: Io sono entrata in azienda nel 2001 e abbiamo avviato la trasformazione dell’a­zienda floricola in un vero e proprio garden cen­ter. In particolare nel 2008 quando abbiamo affron­tato la prima ristrutturazione: abbiamo eliminato i tunnel, mantenuto le serre di produzione in vetro e costruito le strutture e l’area espositiva che oggi conosciamo. Questo intervento ci ha permesso di ampliare l’offerta di decor e ogget­tistica che già trattavamo e di inserire nuovi re­parti, come l’arredo giardino, il Natale e tutti gli articoli complementari. Nel 2015 abbiamo intro­dotto anche l’area dedicata alle piscine, l’ultima aggiunta. Ovviamente abbiamo ridefinito anche il layout in maniera più corretta e fruibile per i clienti.

Garden Cavinato occupa un’area di circa 5.000 mq, di cui 2.000 mq dedicati alla superficie espositiva, 1.000 mq all’area di produzione e 1.500 mq al vivaio esterno scoperto.

Nadia Cavinato: Abbiamo deciso di affrontare una nuova ristrutturazione, un po’ perché la struttura non basta più per soddisfare le esigenze attuali dei nostri clienti e un po’ perché ci piace rinno­varci. Ci siamo resi conto che mentre all’interno l’azienda è molto cambiata, all’esterno il cliente vedeva ancora un’azienda floricola. Così abbiamo deciso di ristrutturare tutta la parte esterna: sia per darci un nuovo volto, sia per riorganizzare e migliorare alcuni aspetti. Il negozio deve cambiare anche in base alla crescita. L’obiettivo è migliorare e rendere il punto vendita più adatto alle esigenze del­la clientela di oggi: a partire dal parcheggio. Non è previsto un ampliamento, ma un miglioramento della parte esterna: quindi il parcheggio, l’ingres­so e l’uscita, il giardino esterno a disposizione dei clienti e anche la parte tecnica, cioè gli uffici, i bagni e il magazzino. Questi cambiamenti ci per­metteranno anche di rivedere e ottimizzare gli spazi interni. Un’evoluzione complessiva, quindi.

In questo periodo Garden Cavinato sta affrontando un importante processo di ristrutturazione, volto a migliorare l’ingresso, i servizi e le zone esterne del punto vendita.

Patrizia Cavinato: Nel 2018 mamma ha deciso di lasciare definitivamente l’azienda, lasciandoci la guida del garden center. Il fatto di essere entra­te in azienda nel corso degli anni ci ha permesso un passaggio progressivo: senza traumi e con un processo di continuità.

Silvia Cavinato: I nostri genitori hanno sempre fa­vorito il nostro ingresso in azienda e hanno avuto la lungimiranza di darci spazio e lasciarci anche sbagliare. Oggi sono ancora presenti, ma in modo indiretto, per darci consigli e pareri.

Nadia Cavinato: Anche se l’attività è frutto del la­voro di nostra madre, va sottolineato che nostro padre, pur avendo continuato la sua professione, è sempre stato fondamentale per affrontare gli investimenti e la crescita strutturale del negozio. Quando noi ci siamo inserite ci hanno sempre la­sciato molto spazio e hanno sempre premiato le nostre idee per il miglioramento e l’inserimento di nuovi prodotti e nuovi reparti. Quando si parla di cambio generazionale è importante avere dei ge­nitori predisposti alle nuove idee e ai nuovi pensieri.

Le piante e la cultura del verde sono il focus

Nadia Cavinato: La pianta è stata e continuerà a essere il nostro focus: è il nostro prodotto principale, continu­iamo con la produzione e puntiamo su prodotti di qua­lità. Nella nostra etica aziendale c’è la pianta prima di tutto e cerchiamo di trasmettere questo mes­saggio ai clienti nella comunicazione e nel rap­porto personale. Anche quando cerchiamo nuovo personale, privilegiamo la passione per il verde.

Patrizia Cavinato: Quando scegliamo i fornitori stiamo attenti alla qualità e non guardiamo solo il prezzo. Scegliamo solo piante che si adattano al nostro clima: nel nostro vivaio esterno non si tro­veranno mai delle piante che arrivano dall’estero. È una caratteristica che ci ha insegnato nostra mamma e che continueremo a portare avanti. Le piante stagionali sono prodotte da noi o da flo­ricoltori locali. Per le piante da interno abbiamo qualche arrivo dall’estero, ma anche qui stiamo dando spazio ai fornitori italiani. Ci teniamo ad ave­re un prodotto made in Italy.

Nadia Cavinato: È un aspetto nel quale crediamo moltissimo e abbiamo creato uno spazio ad hoc dedicato ai corsi all’interno del vivaio esterno. Prima li organizzavamo nei reparti, ma ci siamo rese conto molto presto che per noi la formazio­ne dei clienti era un aspetto importante e di con­seguenza abbiamo deciso di creare uno spazio dedicato. Lo abbiamo voluto in mezzo al verde, nel vivaio, per permettere al cliente di immerger­si nella natura.

Silvia Cavinato: Sono corsi principalmente teori­ci dedicati ai temi stagionali: dalla gestione del tappeto erboso alla gestione delle rose, le piante da interno, le potature e l’orto biologico. Spesso ci affidiamo alle aziende fornitrici, con cui con­dividiamo la missione di formare il consumatore finale, oppure a formatori esterni. Riscontriamo un grande interesse e mediamente riusciamo a ospitare circa 50 persone per ogni corso. Li or­ganizziamo soprattutto nei weekend. Accanto ai corsi promuoviamo anche i laboratori: cioè atti­vità più esperienziali.

Nadia Cavinato: L’idea è di regalare al cliente delle ore in un posto bello, con un’atmosfera piacevole e nella speranza che porti a casa una nuova compe­tenza: i laboratori sono dedicati alla decorazio­ne, ai kokedama, ai terrarium. Ne organizziamo davvero tantissimi: abbiamo promosso corsi di yoga, di decorazione della ceramica e di pittura. Ma sempre senza perdere il focus sulle piante: per esempio i corsi di pittura sono dedicati alla pittu­ra botanica. Tutto è collegato alla nostra mission. Per noi è importante che i clienti percepiscano il garden center come un posto da vivere e non solo come un negozio: uno spazio che va oltre l’acquisto.
Se i garden center si affermano come ambascia­tori della cultura del verde, i nostri negozi assumo­no ancora più valore. Per me è veramente molto importante. Il cliente lo apprezza perché non vendia­mo solo prodotti ma anche competenze: è un valore aggiunto. Per i corsi noi seguiamo una program­mazione primaverile, che va da febbraio a giugno, poi autunnale (settembre e ottobre) e natalizia. Quando pubblichiamo il calendario i corsi si ri­empiono in maniera automatica: significa che c’è richiesta e i clienti apprezzano il nostro impegno.
Ovviamente formiamo anche i nostri collabora­tori interni. Ci facciamo aiutare da consulenti del settore e dalle aziende fornitrici: anche loro sono sempre più attente a formare i rivenditori, per­ché hanno capito che un cliente formato acquista di più perché sa vendere meglio. Io apprezzo molto i fornitori che hanno affrontato questo cambia­mento: non si limitano a vendere ma offrono una formazione a noi e ai clienti finali. Un aspetto che non sottovalutiamo quando scegliamo i fornitori.

Come cambia l’offerta

Patrizia Cavinato: Il pet è un reparto che non sentiamo così distante ed è una competenza che sicuramente dovremo aggiungere in futu­ro. È un reparto che stiamo valutando per il futuro, perché è complementare alla nostra offerta: se vendi prodotti per la casa e il giardino devi comprendere anche gli animali domestici. Il cliente se lo aspetta ed è giusto dare risposte ai bisogni del consumatore.

Silvia Cavinato: Il pet poi ci darebbe quella continuità che la pianta purtroppo non offre. Oggi riusciamo a dare continuità nelle stagioni dell’anno più “scariche” con l’arredo giardino, le piscine e il Natale. Il pet sarebbe una garanzia per tutto l’arco dell’anno.

Nadia Cavinato: So che non dovrei schierarmi in modo così estremo, ma il nostro è un gar­den donna: nato da una donna, gestito ora da tre donne e con un’impronta decisamente femminile. Il barbecue lo sentiamo distante, forse perché non lo riteniamo un prodotto “femminile”. Per la stessa ragione non trattiamo gli attrezzi motorizzati. Anche per non perdere la nostra identità: quando si inserisce un prodotto pen­so che dobbiamo prima porci delle domande, a prescindere dalla richiesta del mercato. È il nostro prodotto? Possiamo essere all’altezza? È un investimento che possiamo affrontare con consapevolezza? Tutto deve inserirsi in un’idea più grande di quello che vuoi trasmettere. La nostra è un’azienda familiare: lo percepisci dall’accoglienza, dal servizio, dalla qualità dei prodotti. Per noi questo vuol dire anche non vendere prodotti che vanno lontani da questa identità. Se proponi i barbecue devi trattarli con la stessa professionalità con cui affronti le piante: devi sentirli “tuoi”.

Patrizia Cavinato: Era un reparto che ci mancava e per ora lavoriamo soltanto con le richieste dei pri­vati. Non abbiamo abbastanza personale per dedi­carci anche al mondo degli eventi, ma ci sarebbero dei margini di crescita anche lì. Per noi è un repar­to nuovo, realizzato per offrire un servizio al clien­te perché c’era richiesta, ma volendo potremmo fare molto di più. Quindi siamo molto soddisfatti.

Silvia Cavinato: È un reparto che ci rappresenta: ci piace acquistarlo, ci piace venderlo e ci piace cambiare ogni anno. È un prodotto che ci dà la possi­bilità di regalare al cliente un’emozione sempre diver­sa: ogni anno cambiamo il tema e – allestendolo a porte chiuse – i clienti non vedono l’ora di scoprire le nuove ambientazioni dell’anno. Ci divertiamo a raccontare un’emozione, un’esperienza e notiamo che i clienti lo apprezzano sempre di più. Stiamo investendo su questo reparto, ogni anno aggiun­giamo un pezzettino e stiamo registrando dei buoni risultati.

Silvia Cavinato: Può darsi, ma dobbiamo cambiare anche noi. Il Natale non è più solamente la palli­na: secondo noi sta diventando sempre più green. I clienti cercano soluzioni sempre più sostenibili e naturali e chi meglio di un garden center può raccontare di un “Natale green”? Quindi utilizzia­mo materiali naturali, spezie, cortecce e tante piante per creare un’esperienza differente. Dob­biamo andare oltre la candela e la pallina.

Nadia Cavinato: Quando ho iniziato a lavorare nel garden center, a ottobre si chiudevano le porte del vivaio e “ci vediamo in primavera”. Adesso inve­ce anche in inverno notiamo nei clienti tanta voglia di uscire nel vivaio esterno, ma devi dar loro un motivo per farlo. Per noi è un reparto importante ma va valorizzato, a partire dall’inserimento di prodotti stagionali. Dovremmo investire di più sul vivaio e avere la stessa attenzione che abbiamo per i reparti interni. Sono convinta che ci sia un impor­tante margine di miglioramento nel vivaio esterno: ma ci vuole una grande competenza e non si può improvvisare. Noi abbiamo la fortuna di averla, perché la nostra famiglia ce l’ha insegnata.

Nadia Cavinato: Io credo che un’azienda familiare di provincia abbia la sostenibilità nel suo Dna. Siamo “sostenibili” spontaneamente, non perché biso­gna esserlo. Siamo cresciute nella natura e qual­siasi investimento è stato effettuato nel rispetto dell’ambiente: lo facciamo in modo spontaneo, non perché c’è scritto da qualche parte. Due anni fa abbiamo installato un impianto fotovoltaico e la vasca di raccolta dell’acqua ce l’abbiamo da sempre: perché l’acqua è una risorsa importante e non va sprecata. Fa parte della nostra cultura. Anche la scelta di privilegiare le produzioni italia­ne è un modo di essere sostenibili, no? Siamo “so­stenibili” non per esigenze di marketing, ma perché si risparmia e perché è giusto per l’ambiente e la comu­nità che ci circonda. E poi siamo in Veneto: qui non si spreca niente! Tutte le risorse vanno sfruttate al massimo e non si butta via niente!

“Non solo un negozio”

Nadia Cavinato: Il cliente ha sempre più bisogno di stimoli e noi operiamo in un settore che di stimo­li può fornirne a palate: ma dobbiamo essere noi per primi a essere stimolanti. Con idee nuove, con prodotti innovativi e anche con le competenze per trasmettere questi stimoli. Non mi sento di dire che è un settore in crisi: i clienti sono sempre di più, sempre nuovi, anche più competenti. Noi vediamo ampi margini di miglioramento e di crescita.

Patrizia Cavinato: Se ieri il garden center era un negozio per gli “appassionati del verde”, ora ha ampliato di molto il suo raggio di attrazione. È un negozio anche per chi non ha il pollice verde, ma che trova nel centro giardinaggio dei prodotti in più e anche la sensazione che il pollice nero possa diventare verde. I millennial sono sicuramente più interessati rispetto alle generazioni precedenti e anche il Covid ci ha insegnato quanto è bello ave­re degli spazi verdi ben curati. La pandemia ci ha fornito visibilità e ha dato importanza al nostro prodotto. È vero che oggi ci confrontiamo con anni difficili, ma ci sono ancora margini di miglio­ramento.

Silvia Cavinato: I garden center stanno diventando sempre più un punto di riferimento per il giardi­no e la casa. Tutti i nostri colleghi stanno investendo in questa direzione, per creare la cultura del centro giardinaggio ed è una bella cosa. Se riusciamo – tutti insieme – a trasmettere questa cultura ai clien­ti, quando avranno bisogno di un prodotto per la casa penseranno a noi. E se continuiamo in questa direzione, senza perderci per strada aggiungendo cose che ci allontanano da questa idea, secondo me ci saranno sempre più clienti nei centri giardinag­gio. Per esempio, oggi il consumatore che vuole acquistare dei prodotti per decorare la casa a Na­tale pensa anzitutto al garden center. Poi magari frequenta anche altri tipi di negozio, ma l’idea che il Natale è di casa nei centri giardinaggio è un succes­so che abbiamo raggiunto tutti insieme. Se insieme creiamo questa cultura, il cliente ci frequenterà sempre di più. E magari visiterà più centri giardi­naggio anziché recarsi sempre nello stesso. E la domenica pomeriggio, quando non sa cosa fare, anziché andare al centro commerciale viene a fare una passeggiata nel verde in un garden center. Se cre­iamo momenti di formazione ed esperienza all’interno dei nostri punti vendita, i clienti percepiranno sempre più i garden center come “luoghi” da frequentare e non solo come dei “negozi”.

www.gardencavinato.it

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