Gli aumenti dei costi di produzione mettono a rischio il florovivaismo

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aumenti dei costi di produzione

Il primo allarme è stato lanciato il 27 agosto da Assofloro: i generalizzati aumenti dei costi di produzione comportano difficoltà di approvvigionamento, mettendo a rischio il futuro del settore.

Aumenti dei costi di produzione e difficoltà di approvvigionamento

L’onda lunga del Covid continua a frenare la ripresa del mercato florovivaistico. Dopo il terribile 2020, nel 2021 si trova ad affrontare gravi difficoltàdi approvvigionamento delle principali materie prime, con i conseguenti rialzi di prezzo. Una situazione che, come spiega Assofloro, rischia di mettere “a rischio non solo i programmi di coltivazione e le relative produzioni ma anche e soprattutto il sostentamento nel medio lungo periodo delle stesse aziende”.

Assofloro hanno avviato un tavolo tecnico per riconoscere ed analizzare queste difficoltà di approvvigionamento e le relative conseguenze, andando ad individuare una forbice di incremento dei costi di materie prime medio per il nostro settore. In particolare, la percentuale di aumento di alcune macro-voci destano grosse preoccupazioni:

  • piantine e talee: +7/10%
  • vasi: +12/15%
  • substrati: +7/10%
  • cassette e box plastica: +10/15%
  • Conai: +200%
  • cartoni: +12/15%
  • packaging (buste e foto etichette): +10%
  • tutori: +7/12%
  • film plastici, coperture serre: +30%
  • impiantistica: +5%
  • energia elettrica: +40% rispetto un anno fa e +15/20% rispetto al 2019
  • metano: +50% previsto per periodo invernale
  • gasolio in un anno: +20%
  • smaltimento rifiuti: diverso nei territori, alcune zone +50%
  • ferro: +300% rispetto 2 anni fa
  • legno/pellet: continuano ad aumentare

Senza contare l’aumento dei costi della manodopera (+3/8%) determinato dagli adempimenti obbligatori per contrastare la pandemia.

“Il covid-19 ha lanciato una sfida all’intero comparto ponendo gli operatori di fronte a un bivio – ha spiegato Nada Forbici, presidente di Assofloro, nel comunicato ufficiale -: continuare a chiudersi nei propri individualismi oppure crescere insieme e garantire una dignità a tutto il settore? È per rispondere a questa sfida che i produttori Assofloro hanno deciso di rivedere e adeguare per il 2021 e 2022 i loro listini prezzi non con lo scopo di avviare una inopportuna speculazione ma, piuttosto, per difendere quel “nuovo corso” di cui tutti dovranno farsi promotori al fine di assicurare al nostro settore un futuro dignitoso e basato su una crescita sostenibile”.

Nuova Giunta Esecutiva Nazionale di Assofloro

Il 25 agosto l’assemblea dei soci di Assofloro ha istituto di una Giunta Esecutiva Nazionale che avrà il compito di aumentare l’operatività, la trasversalità e la rappresentatività dell’associazione, a livello nazionale, tra tutti i comparti che compongono il settore florovivaistico anche in previsione dell’attivazione di nuove sezioni territoriali.

Con l’istituzione della Giunta Esecutiva puntiamo al rafforzamento dei rapporti istituzionali a livello regionale e nazionale e della capacità di continuare a fare rete tra le aziende che sempre più guardano ad Assofloro come un punto di riferimento per migliorare e promuovere il settore.

I componenti della Giunta Esecutiva, nominati dal Consiglio direttivo di Assofloro sono: Nada Forbici (presidente di Assofloro), Paolo Arienti (presidente del distretto vivaistico Planta Regina), Mario Faro (presidente del Consorzio Florovivaistico e Agroalimentare dello Ionio e della Consulta Nazionale Florovivaistica Coldiretti), Giorgio De Menech (direttore del settore floricolo nazionale di Assofloro), Andrea Pellegatta (presidente di Società Italiana di Arboricoltura) e Sandro Maffi (presidente Florovivaisti Bergamo).

www.assofloro.it

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