Prodotti per la difesa del verde: vendite in aumento nel 2021

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Prodotti per la difesa del verde

Nel 2021 le vendite di prodotti per la difesa del verde hobbistici hanno raggiunto fatturati da record. Purtroppo sul comparto pesa la spada di Damocle della scadenza del 31 dicembre, che sancirà la quasi totale scomparsa dei prodotti oggi sul mercato. Ne abbiamo parlato con le principali imprese del settore.

Prodotti per la difesa del verde: un mercato cancellato per Decreto

Per analizzare l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa del verde non possiamo prescindere dall’entrata in vigore a fine dicembre del Decreto Ministeriale 33/2018. La nuova sciagurata normativa, che porterà al divieto della vendita della pressoché totalità dei prodotti oggi utilizzati da consumatori hobbisti, o utilizzatori non professionali (Unp) come li definisce il Decreto. Ci sono ancora pochi mesi per ottenere prima del 31 dicembre delle modifiche all’allegato tecnico del Decreto. È il documento che stabilisce i criteri di cut off, cioè le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio. Purtroppo è il più severo d’Europa e vieta addirittura anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica, come rame, zolfo e piretro, che invece andrebbero promossi.

È evidente da parte tecnici del Ministero la sottovalutazione del “mondo” degli utilizzatori non professionali e l’impatto della normativa sul mercato. Ne è testimonianza il fatto che le imprese del settore ancora oggi, giugno 2022, stanno aspettando l’esito delle valutazioni da parte del Ministero sui prodotti “adattati” ai nuovi limiti e quindi liberi per il commercio dal 2023. Tradizionalmente le imprese del settore in questo periodo dovrebbero studiare le novità per il 2024, invece non sanno ancora cosa potranno vendere tra sei mesi. Non solo: il nuovo Decreto lascerà gli hobbisti senza alternative di fronte ad alcuni parassiti, in particolare per le piante da orto e da frutto. Nella peregrina ipotesi che volessero decidere di ottenere il “patentino”, cioè l’autorizzazione all’acquisto e all’uso di agrofarmaci (un po’ come prendere una laurea in farmacia per comprare un antinfiammatorio), scoprirebbero un altro ostacolo: le Regioni sono sottodimensionate per i rinnovi degli agricoltori, come potrebbero esaminare milioni di hobby farmer?

Le alternative biologiche sono già presenti sul mercato da molti anni. Ma il consumatore italiano ha un approccio risolutivo al problema, cioè compra l’agrofarmaco quando la pianta è infestata, e non preventivo, come la lotta biologica integrata prevede.

A gennaio ci troveremo quindi a dover obbligare gli hobbisti a un salto culturale epocale per passare dalla difesa “farmaceutica” a quella biologica preventiva. Un ambito in cui il centro giardinaggio dovrà molto impegnarsi, per avvicinare gli hobby farmer più avvezzi a frequentare le rivendite agrarie professionali.

Boom di vendite nel 2021

Un altro paradosso è che, in piena crisi economica, dobbiamo parlare di un mercato che scomparirà e che nel 2021 ha sviluppato il suo record di vendite.

Spinte dalla pandemia e dalla riscoperta del verde, anche le vendite di prodotti per la cura delle piante sono infatti aumentate nel 2021. In mancanza di dati ufficiali pubblici, il sondaggio che abbiamo realizzato con le principali imprese del settore ci induce a stimare un fatturato di circa 34 milioni di euro (rispetto ai 31,5 milioni del già positivo 2020), pari a un giro d’affari di circa 58 milioni di euro con prezzi al consumo.

Il “peso” dei prodotti biologici continua ad aumentare e rappresenta circa il 29% del mercato totale. Ne sembrano guadagnare maggiormente i garden center e i centri bricolage rispetto alle agrarie, forse caratterizzate da un’immagine tradizionale legata ai prodotti di sintesi.

Purtroppo i primi mesi del 2022 sono in controtendenza e le vendite risultano inferiori al 2021. Le concause sono molteplici: clima meno clemente, l’imminente divieto che ha spinto i rivenditori a svuotare i reparti per smaltire le scorte, il minor potere d’acquisto delle famiglie e la libertà di investire anche “fuori” casa (turismo, ecc.). Non ultima la constatazione che il biennio 2020/2021 è stato “pompato” da un fattore esogeno (una pandemia) e forse dovremmo confrontare le performance del 2022 con quelle del 2019.

Per capire come sta andando il mercato, su quali prodotti potremo contare nel 2023 e come dovrebbe allestire il reparto “difesa” un centro specializzato, abbiamo intervistato le principali imprese del settore. Hanno risposto al nostro invito Agribios per il brand hobbistico Il Paese Verde, Cifo, Ital-Agro, Kollant Adama Home & Garden, Orvital, Sbm Life Science (attiva con le linee Solabiol e Protect Garden), Sdd Sementi Dom Dotto e Zapi Garden. Ecco le loro risposte in ordine alfabetico.

AGRIBIOS ITALIANA
Enrico Boscolo Sassariolo, chief marketing officer

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il 2021 ha mantenuto un importante trend di crescita, nel nostro caso intorno al 7%, con una attenzione sempre maggiore verso prodotti consentiti in agricoltura biologica o soluzioni alternative che consentano di difendere le piante nella maniera più naturale possibile”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
“Nel primo semestre 2022 c’è stato un assestamento dei consumi, complice sicuramente un meteo non favorevole ma anche la forte inflazione e l’incertezza economica che ha eroso il potere di acquisto degli hobbisti”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
Gli hobbisti potranno continuare a difendere il proprio verde ma sarà necessario un cambio di approccio. Sarà chiesto loro, infatti, di cambiare modo di coltivare il verde focalizzandosi sulla prevenzione e sulla creazione delle condizioni ambientali ideali per lo sviluppo delle piante. Saranno quindi necessarie alcune competenze agronomiche per una corretta cura del verde con corroboranti e sostanze di base, che rimarranno le uniche alternative ai fitofarmaci che a oggi sono i prodotti più utilizzati”. Si aprono così nuovi scenari e le aziende cercheranno di adeguarsi offrendo soluzioni via via sempre più efficaci, a tutto vantaggio del consumatore che potrà continuare a coltivare la propria passione ma in maniera molto più sicura ed eco-friendly”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“In un contesto mutevole è fondamentale sapersi adattare: sono richieste apertura al cambiamento e sperimentazione al fine di offrire le soluzioni migliori per un mercato in evoluzione. Il cambiamento è concettuale, si affronterà la difesa in maniera diversa, più consapevole e più rispettosa dell’ambiente. Per questo è fondamentale per i centri di giardinaggio investire nella formazione, del proprio personale prima e dei clienti poi, trasferendo competenze fondamentali per questo cambio di paradigma. Immaginiamo i centri di giardinaggio evolvere in luoghi in cui recarsi per apprendere e ricevere consigli, non più solo un luogo di acquisto ma un punto di riferimento per gli appassionati di verde che cercano soluzioni alle loro necessità”.

CIFO
Maria Chiara Siciliani, product manager Home & Garden

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Se il 2020 aveva segnato un trend di crescita importante e in qualche modo anomalo, in stretta connessione con la situazione epidemica, anche il 2021 non è stato da meno. Lo scorso anno, infatti, si è chiuso confermando un trend di crescita che ha riguardato tutti i mercati e con essi anche quello della difesa”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
Maria Chiara Siciliani, product manager Home & Garden di Cifo: “Il primo semestre del 2022 ha evidenziato un decremento nelle vendite dei prodotti per la difesa. Di certo il clima non favorevole dei primi mesi dell’anno può essere stato un fattore che ha influito su questi dati, ma non possiamo non considerare che a fine 2021 è stato pubblicato il decreto ministeriale n.33/2018. Il che significa che non possiamo aspettarci più proroghe e che a partire da gennaio 2023 sarà effettivo lo stop alla vendita della gran parte di questi prodotti. E una decisione come questa non poteva che avere forti ripercussioni sul mercato”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
Il numero di prodotti che rimarrà a catalogo sarà davvero limitatissimo, perché i cut off dell’allegato tecnico sono molto stringenti e dunque andranno a impedire la commercializzazione e l’uso da parte del consumatore finale della maggior parte dei prodotti attualmente destinati all’utilizzatore non professionale”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“Credo che i rivenditori dovrebbero orientare i consumatori finali in primis sui biostimolanti, prodotti a base di sostanze che, con bassi dosaggi, sono in grado di promuovere la crescita e lo sviluppo delle piante aiutandole a superare determinati stress, fortificandole e rinvigorendole in tempi rapidi. Penso, per esempio, al nostro Algatron, una specialità naturale ottenuta da alghe marine brune, ricche di sostanze naturali biologicamente attive come carboidrati, vitamine, aminoacidi essenziali, polifenoli, che influenza positivamente germinazione e sviluppo radicale, intensificando le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica. Inoltre, i centri di giardinaggio potranno puntare maggiormente su corroboranti e sostanze di base che, costituiti da componenti naturali o di origine alimentare, intensificano la difesa delle piante nei confronti dei patogeni e sono in grado di irrobustirle e favorirne la crescita, stimolando la loro resistenza alle avversità. Tra l’altro, rispetto ai tradizionali prodotti per la difesa, questi formulati hanno il vantaggio di non creare il problema della residualità: per cui la maggior parte di essi consente il consumo dei prodotti edibili senza alcun tempo di carenza o con tempi di carenza davvero minimi. In Cifo, anche nel rispetto della filosofia green che ci contraddistingue, stiamo puntando già da diversi anni su questa categoria di prodotti, con la nostra Linea Barriera Naturale, che a oggi conta ben 14 prodotti, tutti a base di componenti vegetali e alimentari, e contraddistinti da nuovi packaging sostenibili, che rappresentano la soluzione ideale per prendersi cura delle piante di casa, orto e giardino in maniera naturale”.

ITAL-AGRO
Ufficio marketing

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il 2021 è stato un anno sostanzialmente positivo che ha visto confermare il trend positivo del 2020”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
“Il primo semestre del 2022 è nettamente in controtendenza, con un dato pesantemente negativo dovuto non solo a una stagione partita molto in ritardo ma all’impatto che sta avendo la normativa sull’uso non professionale che andrà in vigore il prossimo gennaio 2023 e che sta limitando i riordini dei rivenditori per arrivare a fine anno a scorte zero”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
“Dire adesso cosa rimarrà è molto difficile: le aziende titolari di registrazioni hanno inviato al Ministero le pratiche per i prodotti che vogliono traghettare alla nuova normativa seguendo le regole che sono state imposte dal Ministero stesso. Aspettiamo l’esito delle valutazioni da parte del Ministero ma già sappiamo che si salveranno pochissimi prodotti”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
Fondamentale sarà l’informazione: dovrà cambiare totalmente l’approccio del consumatore, sempre più sarà fondamentale la prevenzione, perché tra corroboranti, biostimolanti e sostanze di base, pochi o nessuno sono in grado di risolvere il problema quando si presenta. Quindi se avessi un garden lo organizzerei dando molto spazio all’informazione, non solo nello scaffale dove si espongono i prodotti ma nella serra dove si vendono le piante, in particolare quelle da orto”.

KOLLANT ADAMA HOME & GARDEN
Paolo Panico, direttore commerciale BU Italia

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il 2021 è stato un anno positivo con un buon incremento in termini di consumo soprattutto delle categorie insetticidi ed erbicidi”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
“Il 2022 non è partito bene rispetto all’anno precedente a causa dell’andamento del meteo che, in un settore come il nostro, è fortemente correlato alle dinamiche di acquisto da parte del consumatore. Il rallentamento dei consumi ha coinvolto principalmente tutta la richiesta di prodotti di difesa, in modo trasversale. Da maggio rileviamo un’importante ripresa dei consumi”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
“Nel 2023 le restrizioni normative determineranno una forte selezione verso i prodotti di sintesi chimica e questo porterà inevitabilmente a una spinta verso il concetto di cura con prodotti a base naturale. L’obiettivo di Kollant è quello, in ogni caso, di fornire al consumatore un’offerta completa a risoluzione del problema, mantenendo una posizione coerente verso il prodotto di sintesi chimica, il cui uso passerà attraverso modalità di accesso diverse rispetto a oggi. Sarà fondamentale, quindi, promuovere strumenti che spingano il consumatore verso una maggiore consapevolezza e cultura d’uso del prodotto di sintesi, che rimane comunque una presenza importante nel concetto di lotta integrata. Libera vendita e prodotti a patentino, quindi, faranno parte in modo sinergico della proposta di Kollant, compatibilmente con le restrizioni normative che porteranno a una scelta estremamente calmierata di soluzioni”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“Punterei sul concetto di lotta integrata: scegliere in modo mirato e consapevole per la massima soddisfazione in orto, giardino e balcone. Con la lotta integrata possiamo proteggere le nostre aree verdi integrando prodotti a base naturale e prodotti chimici selettivi e mirati”.

ORVITAL
Ufficio marketing

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il 2021 è stato un anno complessivamente positivo e soddisfacente”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
“Il primo semestre 2022 non è ancora finito ma possiamo notare un rallentamento nelle vendite dei prodotti lumachicidi e fungicidi. Insetticidi e diserbanti al momento hanno un andamento complessivamente positivo”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
I prodotti che rimarranno nel 2023 saranno pochi. I titolari delle registrazioni stanno limitando i danni per rientrare nelle regole dettate dal Decreto Ministeriale. Il comparto sarà sicuramente molto segnato da questa situazione e le aziende titolari si stanno muovendo per promuovere prodotti alternativi”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“Da diversi anni le normative e la sempre crescente attenzione all’ambiente da parte dei consumatori hanno messo in primo piano la centralità dei prodotti biologici per la cura e la protezione delle piante. Il nostro reparto ricerca e sviluppo ha da tempo trovato soluzioni alternative molto valide che difendono le piante in modo naturale. Esempi di rilievo sono la nostra linea Homeoplant, preparati omeopatici contro afidi, cocciniglia e lumache; la linea Naturae che sfrutta le naturali caratteristiche di piante come ortica e equiseto per difendere le piante da insetti e malattie fungine; e ovviamente i corroboranti della linea Bio a base di oli vegetali e sapone biodegradabile. Inoltre, per facilitarne la promozione e spiegarne nel dettaglio l’utilizzo, forniamo consulenze e materiale sia per il B2B che per il B2C”.

SBM LIFE SCIENCE
Ferdinando Quarantelli, country head Italia

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021? E nel primo semestre 2022?
“Rispetto all’anno scorso il 2022 mostra andamenti assolutamente diversi: nel 2021 circa +5%, mentre il 2022 mostra valori opposti (-5%). Sull’andamento la questione aumento costi e quindi prezzi è una componente importante (già a partire dal 2021): se a valore il mercato mostra un trend stabile, a volume le quantità hanno mostrato valori negativi. Il 2022 inoltre è stato caratterizzato da un andamento stagionale non ottimale, con inevitabile impatto sul sell out. È interessante osservare che nonostante il contesto esterno non favorevole, il canale distributivo continua a chiedere prodotti innovativi, spinto da un consumatore sempre più attento agli aspetti ambientali e di sicurezza”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
“In merito è sempre difficile fare previsioni: il decreto e le circolari di attuazioni sono ormai abbastanza chiare. Nei fatti la gran parte dei prodotti oggi in commercio è destinata a scomparire, spesso senza alcuna motivazione ragionevole. In molti casi i prodotti che sopravviveranno (pochi) avranno importanti limitazioni di packaging (forte riduzione di taglia/mq) con ulteriore aggravio di costo (e prezzo per il consumatore). In parecchie situazioni, data la quasi totale carenza di prodotti difendibili, non sarà possibile difendere colture da pest fortemente limitanti per la pianta (dorifora, peronospora, insetti del terreno, oidio, ecc.). Per il 2023 quindi possiamo immaginare un’offerta più spostata verso i prodotti pronto uso e meno orientata a confezioni di prodotti concentrati per grosse superfici”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“Per prima cosa bisognerà studiare il modo per informare i consumatori per spiegare che i prodotti che utilizza da generazioni non saranno più disponibili dopo il dicembre 2022. Quindi sarà essenziale che il punto vendita trovi il modo per spiegare al consumatore che la difesa delle piante cambia e cambiano le soluzioni e modalità (preventivo vs curativo). È evidente che la competenza tecnica del punto vendita avrà maggior rilievo. Tutto sommato un ottimo insetticida garantiva risultati certi e facilmente replicabili; da domani curare orto e prato richiederà un approccio integrato, un mix di tecnica agronomica evoluta (agrofarmaci, sostanze di base, corroboranti, biostimolanti, concimi, ecc.) e un’ottima capacità di relazione con il cliente. In sintesi, sul punto vendita allestirei un piccolo spazio per spiegare questo cambiamento epocale”.

SDD SEMENTI DOM DOTTO
Ufficio commerciale

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021 ha avuto un andamento in deciso aumento rispetto al 2020”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
“Nel primo semestre del 2022 c’è invece stata una flessione, pensiamo dovuta sia alle condizioni climatiche non proprio favorevoli sia alla contingente situazione mondiale di rincaro dei prezzi di tutti i beni e con conseguente diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
“Purtroppo con l’entrata in vigore del Dm 33/2018 i prodotti che rimarranno sugli scaffali nel 2023 saranno ridotti al minimo. I cut off che consentono la possibilità o meno del mantenimento delle registrazioni sono davvero stringenti tanto che, come avete scritto, anche prodotti consentiti in agricoltura biologica non li soddisfano e saranno tolti dal mercato. A nostro parere il legislatore non ha capito l’importanza e l’utilità degli Unp: il fatto di togliere la possibilità al singolo hobbista di poter difendere le sue piante dai parassiti porterà a conseguenze più ampie che si estenderanno anche su altri mercati come per esempio quello delle piante, dei vasi, ecc.”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“Se fossimo titolari di un centro giardinaggio selezioneremmo i pochi prodotti autorizzati a rimanere sul mercato degli Unp e li affiancheremmo a linee di corroboranti e prodotti biologici. La nostra azienda già nel 2018 ha lanciato la linea Bioventis proprio per sopperire all’ipotesi, che ora si sta rivelando realtà, dell’esclusione dal mercato della maggior parte di prodotti per la difesa delle piante. Abbiamo quindi integrato nella nostra offerta prodotti come sapone molle e propolis che hanno azioni di potenziamento delle difese della pianta nei confronti degli insetti e parassiti nonché delle malattie dovute a funghi o virus. Abbiamo poi affiancato anche prodotti per l’agricoltura biologica, come l’estratto di ortica con funzione di insetticida, acaricida e fungicida e l’olio di lino con azione protettiva contro insetti e cocciniglie. Ve ne sono poi molti altri con azioni diverse tra i quali ricordiamo l’aceto RTU, il gel di silice, il caolino, il litotamnio e i disabituanti contro lumache e cimici”.

ZAPI GARDEN
Enrico Cesarin, responsabile marketing

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento del mercato dei prodotti per la difesa delle piante a uso non professionale (UNP) nel 2021?
“Il mercato della difesa delle piante a uso non professionale ha registrato una crescita nel 2021”.

GreenRetail.it: Come giudicate l’andamento delle vendite di prodotti per la difesa nel primo semestre 2022, caratterizzato da una meteorologia meno favorevole rispetto ai due anni precedenti?
L’inizio della stagione è arrivato con un certo ritardo quest’anno dovuto alla siccità e al fatto che abbiamo avuto i primi mesi della primavera piuttosto freddi. Tuttavia, ora vediamo chiari segni di ripresa del mercato. Le recenti piogge, anche se poche, e la forte umidità in certe regioni, hanno manifestato il proliferare di insetti nel brevissimo periodo con vere e proprie infestazioni di acari afidi e cocciniglie”.

GreenRetail.it: L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 33/2018 a fine anno sembra inevitabile e gli hobbisti italiani rischiano di rimanere senza prodotti per la difesa del verde, visto che verranno vietati anche i prodotti consentiti in agricoltura biologica. Quali prodotti rimarranno nel 2023?
È molto difficile, ora come ora, capire quali prodotti rimarranno nel 2023. Sicuramente saranno davvero pochi i prodotti che supereranno i rigidi cut off imposti dal Dm 33. Stiamo ancora cercando di portare avanti con tutte le categorie interessate le richieste di modifica al Dm affinché possano essere ammessi all’utilizzo non professionale almeno i prodotti consentiti in agricoltura biologica”.

GreenRetail.it: Lo sviluppo di soluzioni biologiche, l’introduzione di nuove categorie di prodotto come i biostimolanti o i corroboranti e l’entrata in vigore dei divieti a fine anno obbligheranno i rivenditori specializzati a “ripensare” il reparto dedicato alla “difesa delle piante”. Se foste titolari di un centro giardinaggio come progettereste il reparto “difesa” e su quali prodotti puntereste?
“I nuovi prodotti per la difesa delle piante (corroboranti, sostanze di base e biostimolanti) sono sicuramente un’alternativa al chimico e tra l’altro sono molto richiesti dal consumatore finale, sempre meno propenso a usare prodotti chimici soprattutto sull’orto. Questi prodotti, per essere efficaci, devono essere usati in prevenzione e quindi è necessaria la formazione da parte del rivenditore nei confronti del proprio cliente. Se fossimo titolari di un centro di giardinaggio inseriremmo nel reparto difesa del verde questi prodotti, che rappresentano il futuro e sono sicuramente più facili da vendere, avvalendoci di persone “formate” nella materia per dare consigli al consumatore già nel momento in cui questi acquista una pianta, da orto, da giardino o ornamentale. In modo da prevenire insetti e malattie con trattamenti in prevenzione. Molto importanti sono inoltre l’esposizione e il materiale informativo e video nel reparto, in modo che il consumatore sia informato su come affrontare il trattamento, quale prodotto scegliere a seconda delle diverse patologie e l’importanza di trattare le piante con questi prodotti in ottica preventiva”.

Ringraziamo per aver partecipato:
www.adamahomeandgarden.com
www.agribiositaliana.it
www.cifo.it
www.fuoridiverde.it
www.ilpaeseverde.it
www.kollant.com
www.orvital.it
www.protect-garden.it
www.sementidotto.it
www.solabiol.com/it
www.zapigarden.it

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