Florovivaismo europeo: Greenitaly 2026 al centro del confronto internazionale

Il florovivaismo europeo vale oltre 24,5 miliardi di euro e punta su sostenibilità e innovazione. In questo contesto Greenitaly – Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio, che si volgerà dal 7 al 9 ottobre 2026 presso Fiere di Parma, si prepara a consolidare il proprio ruolo internazionale.

Un mercato da 24,5 miliardi in evoluzione

In questo contesto, a offrire una fotografia del settore sono i dati Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) 2024, insieme alle rilevazioni Istat ed Eurostat. Ne emerge un comparto articolato, con una dimensione ormai pienamente internazionale. A livello globale, il valore della produzione di fiori e piante in vaso si attesta appunto intorno ai24,5 miliardi di euro, cui si aggiungono circa 29 miliardi per il vivaismo (fonte Aiph – International Association of Horticultural Producers 2024). Numeri che raccontano una filiera ampia, sostenuta anche dalla crescita degli scambi: le vendite globali di bouquet, per esempio, sono aumentate di quasi il 30% rispetto al 2019 (fonte World’s Top Exports 2024).

In Europa il settore mantiene un peso rilevante, con un valore complessivo anch’esso pari a 24,5 miliardi di euro. In questo scenario, l’Italia si conferma tra i principali attori, posizionandosi al terzo posto dopo Paesi Bassi e Spagna. Il valore della produzione nazionale ha raggiunto nel 2024 i 3,25 miliardi di euro, il livello più alto dell’ultimo decennio, sostenuto sia dal comparto vivaistico, che supera 1,7 miliardi, sia da quello dei fiori e delle piante in vaso, oltre 1,5 miliardi.

“Il settore europeo del vivaismo si trova a un bivio cruciale – afferma Tim Van Hulle, presidente di Ena (Associazione Europea dei Vivaisti), organizzazione che rappresenta le associazioni dei produttori di piante da vivaio di tutta Europa -.Oltre 23.000 vivai stanno promuovendo la sostenibilità, la salute delle piante e la transizione verso il verde urbano, ma la normativa non sempre sostiene questa crescita. I governi nazionali devono riconoscere il valore strategico di questa filiera e fornire incentivi stabili. L’Italia, grazie alla sua specializzazione, ha un ruolo centrale in questo percorso comune, ed eventi come Greenitaly sono fondamentali per dare visibilità a queste tematiche”.

Italia tra i leader europei

In questo scenario, l’Italia si conferma tra i principali protagonisti, terzo player europeo dopo Paesi Bassi e Spagna. Nel 2024 il valore della produzione ha raggiunto i 3,25 miliardi di euro, il livello più alto dell’ultimo decennio (fonte: Istat 2024), sostenuto sia dal comparto vivaistico sia da quello dei fiori e delle piante in vaso. Il sistema produttivo conta oltre 17.000 imprese, con una forte specializzazione territoriale che vede la Toscana al centro del vivaismo e la Liguria punto di riferimento per la floricoltura, mentre crescono anche nuove aree come la Sicilia. Sul fronte internazionale, l’Italia mantiene un saldo commerciale positivo di circa 374 milioni di euro, con esportazioni superiori a 1,2 miliardi (fonte: Istat 2024).

Il ruolo strategico nella transizione verde

Il florovivaismo sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle politiche ambientali. Non è più solo un comparto ornamentale, ma una leva concreta per affrontare sfide come il cambiamento climatico, la qualità dell’aria e il benessere urbano.

‘Il mondo sta iniziando a capire che non esiste una transizione ecologica senza una transizione vegetale – dichiara Leonardo Capitanio, presidente di Aiph, di cui Greenitaly è membro –. Le piante non sono un elemento decorativo, ma una soluzione concreta a problemi complessi: cambiamento climatico, qualità dell’aria, gestione dell’acqua, benessere delle persone. Il florovivaismo internazionale si trova quindi davanti a un’opportunità straordinaria, ma anche a una responsabilità: evolvere rapidamente, innovare e dimostrare con dati e risultati il proprio impatto reale. In questo scenario, le imprese che sapranno integrare innovazione, efficienza produttiva e capacità di leggere i nuovi bisogni dei clienti avranno un vantaggio competitivo decisivo. Come Aiph stiamo lavorando per rafforzare il ruolo globale del settore, promuovendo standard, conoscenza e collaborazione tra paesi. Il futuro non sarà guidato dai singoli mercati, ma dalla capacità di costruire un ecosistema internazionale più connesso, più consapevole e più autorevole”.

Greenitaly 2026: appuntamento a Parma

In questo contesto si inserisce Greenitaly, che dopo il successo della prima edizione si prepara a consolidare il proprio ruolo internazionale.

“Gli investimenti del Pnrr, con circa 210 milioni di euro destinati al verde urbano e oltre 4,6 milioni di alberi già messi a dimora, indicano chiaramente come il settore stia entrando nelle strategie di sviluppo e resilienza delle città – sottolinea Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma –. La sfida oggi è trasformare queste risorse in crescita strutturale per la filiera, rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e progettisti: è proprio questo il ruolo che Greenitaly vuole svolgere”.

La manifestazione, che tornerà dal 7 al 9 ottobre a Fiere di Parma, rappresenterà un’occasione importante per mettere a sistema dati e tendenze e offrire a espositori e operatori del settore opportunità concrete di relazione, sviluppo e business lungo tutta la filiera del verde.

greenitaly.net

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