Royal Flora Holland nel 2025 ha raggiunto un traguardo positivo: il fatturato è aumentato a 5,4 miliardi di euro (erano 5,3 miliardi nel 2024) ed è il secondo miglior risultato di sempre, dopo i 5,6 miliardi di euro del 2021 pandemico.
Il risultato è dovuto a un prezzo unitario medio più elevato sia per i fiori (+3%) sia per le piante (+1%). L’aumento dei prezzi ha più che compensato il minor volume di fiori e piante venduti (-2%).
“Il 2025 è stato un anno di successo e decisivo per la nostra piattaforma digitale e logistica – ha spiegato David van Mechelen, Ceo ad interim di Royal Flora Holland -. Con la nostra Strategia 2030 rivista, abbiamo intrapreso azioni mirate di implementazione, investito ingenti risorse per rendere i nostri edifici e impianti più sostenibili e ulteriormente sviluppato Floriday come piattaforma digitale per il settore floricolo con nuovi servizi. Nel frattempo, abbiamo ridotto i costi ovunque possibile e implementato una ristrutturazione che ci rende più agili”.
L’utile operativo si è attestato a 19 milioni di euro, rispetto agli 11 milioni di euro dell’anno precedente.
“Nonostante il difficile inizio d’anno e l’attuale turbolenza globale, sulla base delle nostre attuali analisi prevediamo di poter registrare un utile anche nel 2026 – ha continuato David van Mechelen -. Ciononostante, sarà un anno impegnativo e dovremo rimanere molto concentrati sui costi, sull’efficienza e sulla produttività per poter continuare a operare in modo competitivo”.
Anche sul fronte della sostenibilità sono stati fatti grandi passi in avanti:
“La certificazione dei nostri membri e non membri secondo i requisiti della Floriculture Sustainability Initiative (Fsi) – ha confermato David van Mechelen – garantisce la trasparenza in materia di sostenibilità nella produzione. Questa trasparenza pone le basi per un’ulteriore sostenibilità e ci offre l’opportunità di tutelare la reputazione della nostra cooperativa e del settore sulla base di dati concreti. Il nostro obiettivo è che il 100% del fatturato commercializzato sia certificato Fsi; alla fine del 2025 la percentuale era del 78%”.























