Gli effetti del Covid sugli orari dei garden center

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orari dei garden

Un anno fa (ottobre 2019) abbiamo realizzato per la prima volta un’analisi approfondita sugli orari dei garden center italiani. Forse l’avete dimenticato ma prima dell’emergenza sanitaria il dibattito politico trovava il tempo anche per disquisire sull’opportunità delle aperture domenicali dei negozi. L’idea di capire quanti fossero i garden center coinvolti da un eventuale blocco domenicale ci spinse l’anno scorso a realizzare questa ricerca: quest’anno l’abbiamo ripetuta poiché l’analisi del 2019, realizzata in tempi pre-emergenziali, ci è molto utile per capire se e come il Covid abbia influito sugli orari di apertura dei centri giardinaggio.

Come cambiano gli orari dei garden: la metodologia dell’analisi

Prima di analizzare i dati vi spieghiamo come li abbiamo raccolti. Per selezionare i centri giardinaggio su cui condurre la ricerca abbiamo scelto le prime 100 imprese della classifica delle fanbase su Facebook del nostro Osservatorio Garden Center Social Club. Si tratta quindi delle 100 imprese maggiormente visibili sul principale social network e rappresentano in realtà 113 punti vendita, poiché alcune insegne hanno più di un negozio. I dati relativi agli orari di apertura sono stati tratti dai siti internet dei garden analizzati e, nelle rare mancanze, dalle Pagine Facebook ufficiali. Pur essendo un’analisi limitata nel campione (113 garden center, appunto), si tratta comunque delle insegne più importanti d’Italia e riteniamo sia un “sondaggio” che offre molti spunti di riflessione.

Il Covid ha accorciato gli orari dei garden center

Se dovessimo estrarre un risultato matematico, possiamo dire che l’emergenza sanitaria ha ridotto dell’1,7% gli orari di apertura dei garden, portando la media settimanale totale dalle 59 ore dell’ottobre 2019 alle 58 ore di quest’anno. Il freddo numero matematico farebbe pensare a un effetto irrilevante (-1,7%), ma in realtà sono molti i centri giardinaggio che hanno apportato modifiche al proprio orario di apertura. Precisiamo che per “media settimanale” intendiamo il numero di ore di apertura nei 5 giorni feriali (con o senza orario continuato) con l’aggiunta dei diversi comportamenti nel weekend di una “settimana standard”, cioè senza Pasqua, Natale, Capodanno o Ferragosto, gli unici giorni in cui molti garden center sono chiusi. Conoscendo il dato di ogni negozio abbiamo quindi calcolato la media nazionale, che quest’anno è di 58 ore.

A prescindere dalle medie, c’è davvero una vasta gamma di orari di apertura: da un minimo di 39 ore a un massimo di 91 ore (dalle 9 alle 22 per 7 giorni), a seconda se il punto vendita effettua orario continuato e dal modo di affrontare il weekend.

La maggior parte dei negozi analizzati rimane aperta per 50/59 ore settimanali: è il 50%, ma era il 51% nel 2019. Alcuni hanno ridotto l’orario, entrando nella fascia “meno di 50 ore” che rappresentava il 14% nel 2019 ed è salita al 15% quest’anno. Così come la fascia “oltre 70 ore” (tipica dei negozi che fanno orario continuato e sono sempre aperti nel weekend) è scesa al 16% dal 19% del 2019, a vantaggio di chi apre 60/69 ore che dal 16% è salito al 19% nel 2020.A proposito di diversità è interessante notare, rispetto alla media nazionale di 58 ore, come in Lombardia la media salga a 62 ore, in Piemonte a 60, in Veneto a 56 e in Emilia a 53. Non significa che i lombardi siano i più laboriosi d’Italia: abbiamo analizzato solo queste 4 regioni perché sono le uniche che hanno dei campioni numericamente rilevanti e comunque non abbiamo notato differenze rilevanti tra nord e sud. Nei 113 garden center analizzati, queste quattro regioni sono quelle maggiormente rappresentate e valgono il 70% del campione. Non deve stupire: effettivamente in queste regioni c’è una maggiore presenza di centri giardinaggio ed è normale che nel ranking di Facebook si trovino ai primi posti in maggior numero.

Tra i comportamenti che hanno influito negli scostamenti del 2020 segnaliamo le chiusure il lunedì, per mezza o tutta la giornata: riguardavano il 10% dei centri giardinaggio nel 2019 e sono salite all’11,5%.
Per quanto riguarda i giorni feriali, possiamo dire che non esiste un orario “certo” di apertura dei garden center: su 113 punti abbiamo trovato ben 49 orari differenti. I più “gettonati” sono 9-12:30/15-19:30 con il 14% dei negozi censiti e 9-19:30 in orario continuato con il 10% (in calo rispetto al 2019 quando erano al 13%). L’86% dei centri giardinaggio apre tra le 8:30 (23%) e le 9:00 (62%).

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Domenica sempre aperti ma con meno ore

L’81% dei garden center è aperto alla domenica: un dato confermato anche nel 2020 ma con una diminuzione delle ore lavorative (-2,5%). I negozi che la domenica mantengono immutato l’orario rispetto ai giorni feriali erano il 43% nel 2019 e sono scesi al 38%, in molti casi a favore di un’apertura solo la mattina, passata dal 15% al 18%. Salgono così dal 31% al 34% i garden center che aprono alla domenica ma per meno tempo: insieme a chi apre solo la mattina c’è chi lo fa solo il pomeriggio (stabile al 2%) e a chi adotta un orario ridotto (stabile al 14%, per esempio chiude un’ora prima rispetto ai feriali). Unico dato positivo, in controtendenza, è l’aumento dei garden center che ampliano l’orario in occasione della domenica, passati dal 7% al 9%: nella maggior parte dei casi si tratta di garden center che adottano l’orario continuato solo la domenica e non nei giorni feriali.

Sabato stabile

Anche nel 2020 confermiamo l’impressione che abbiamo avuto l’anno scorso (il sabato è il nuovo venerdì): per i garden center il sabato è un giorno come gli altri e sono tutti aperti. Rispetto alla domenica, notiamo uno scostamento minore rispetto ai normali orari di apertura dei giorni feriali. La maggioranza, l’83%, mantiene lo stesso orario dei giorni feriali e l’11% lo aumenta perché introduce l’orario continuato solo il sabato.
Notiamo un leggero scostamento a favore dell’apertura solo alla mattina (dal 2% al 3%) che ha in parte determinato un calo delle ore di apertura medie del sabato (-1,1%).

Diminuisce l’orario continuato

La percentuale dei garden center che effettua orario continuato è scesa nel 2020 al 21% dal 26% del 2019. Aumentano di conseguenza i negozi che rispettano la pausa: dal 69% al 73%.
È in aumento anche la percentuale di garden center che usano l’orario continuato solo nel weekend (dal 5 al 6%): quindi molti hanno tolto l’orario continuato nei giorni feriali ma lo hanno mantenuto nel fine settimana. Nella maggior parte offrono l’orario continuato in entrambi i giorni del weekend, in alcuni casi solo il sabato. Non mancano i garden center che effettuano l’orario continuato solo in alcuni periodi dell’anno (dicembre in primis).

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Approfondendo l’analisi sulle 4 principali regioni possiamo notare come l’abbandono dell’orario continuato abbia riguardato più i centri giardinaggio lombardi ed emiliani, mentre la situazione è immutata in Veneto e in Piemonte.
In Lombardia i garden center che fanno orario continuato sono scesi al 31% (dal 44% dei negozi lombardi nel 2019), mentre sono in aumento quelli che fanno la pausa (dal 41% al 48%) e quelli che fanno orario continuato solo nel weekend (dal 15% al 21%). In Emilia Romagna molti garden center hanno abbandonato l’orario continuato (dal 21% al 14%) a favore della pausa (dal 79% all’86%).

Quanto dura la pausa pranzo

I garden center che fanno la pausa (86% del totale) interrompono l’attività nella maggior parte dei casi per 2 ore e mezza (39%) o 2 ore (34%). Rispetto al 2019 notiamo una tendenza alla diminuzione della pausa pranzo (-3,2%), con un aumento sensibile di chi fa 2 ore (dal 30% al 34%) o meno di 2 ore (dal 9% al 14%) e un calo corrispondente nella fascia 2 ore e mezza (dal 48% al 39%). La maggior parte dei centri giardinaggio si orienta su due fasce di orario per la pausa pranzo: dalle 12.30 alle 15.00 (30% era il 26% nel 2019) e dalle 12.30 alle 14.30 (23% era il 16%).

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