La protesta degli autotrasportatori, iniziata il 9 ottobre in Calabria e subito diffusa in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, rischia di mettere in difficoltà anche i produttori florovivaisti. L’allarme è stato lanciato da Francesco Guarino, fondatore di Flor Guarino di Scicli (RG), una delle più grandi aziende del Meridione su una superficie di 75.000 mq specializzata nella produzione e commercializzazione di fiori e piante ornamentali in vaso.
“Oggi ho merce acquistata dall’Olanda, orchidee e rose, parzialmente non arrivata per 100.000 euro – ha spiegato Francesco Guarino all’Ansa –. Ma ho anche crisantemi, che avremmo dovuto vendere per le festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, e ciclamini di nostra produzione che avrei dovuto consegnare e non so se i miei clienti li vorranno. Ho ordini già annullati per 20.000 euro. Tutto a causa della legittima protesta degli autotrasportatori”.
La protesta degli autotrasportatori e il florovivaismo
Come tutti gli operatori del settore sanno, le vendite di piante e fiori legate a eventi stagionali, come la Commemorazione dei Defunti, si riescono a sviluppare solo in prossimità della ricorrenza: già dal giorno dopo i crisantemi perdono gran parte del proprio valore commerciale.
Una situazione già difficile, a causa dell’aumento del costo del gasolio agricolo e in generale dei carburanti, risulta aggravata dal blocco dei mezzi pesanti lungo le principali arterie. “Abbiamo comprato dei fiori da altre regioni che sono fermi in qualche parte d’Italia – continua Francesco Guarino –. Un camion con il mio prodotto è a Gioia Tauro pieno di piante e fiori dall’Olanda che avremmo dovuto consegnare oggi, che probabilmente non consegneremo mai. Prodotto deperibile che ho già pagato”.
Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo è praticamente raddoppiato. La quotazione media mensile a settembre 2026 (1,561 euro) è stata la più alta registrata, superando il record del giugno 2022 (1,559 euro) legato alle conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina. Impennata anche per i fertilizzanti, che sono arrivati a superare gli 800 euro a tonnellata, così come per i materiali, a partire dalla plastica.
Alle difficoltà legate alla merce proveniente dall’estero si aggiunge l’impossibilità di distribuire la produzione interna. Nelle serre di Flor Guarino sono ferme migliaia di piante pronte per essere consegnate a supermercati e grossisti. “E non c’è modalità di inviarle: per domani avrei dovuto consegnare 150 carrelli di basilico, parliamo di 12.000 piante. Non le posso tenere all’infinito dentro la serra. Oppure i ciclamini: tutte produzioni ferme destinati a supermercati e grossisti in Sicilia e Calabria. So che i fiori non sono un bene di prima necessità, come le verdure e la frutta, però il danno economico alle aziende è notevole. Pensiamo ai dipendenti. Io ho 60 persone a casa da tre giorni. Se il prodotto arrivasse domani forse potremmo limitare il danno”.






















