VivaiFiori: l’importanza di un marchio di qualità italiano

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Il marchio VivaiFiori compie un altro passo in avanti: sono infatti iniziati gli audit per verificare i processi produttivi delle aziende florovivaistiche italiane. VivaiFiori è una certificazione volontaria, gestita dall’Associazione Nazionale di Tutela del Marchio VivaiFiori, che nasce dal Piano di settore approvato dal Tavolo di Filiera del settore Florovivaistico coordinato dal Ministero delle politiche agricole.

Per saperne di più abbiamo incontrato Roberto Magni, presidente dell’Associazione Nazionale di Tutela del Marchio VivaiFiori.

Roberto Magni, presidente di VivaiFiori

Come nasce VivaiFiori

GreenRetail: Quando e perché è nata VivaiFiori?

Roberto Magni: L’Associazione Nazionale di tutela del Marchio VivaiFiori è nata per iniziativa di alcune tra le principali organizzazioni di rappresentanza del florovivaismo in seno al Tavolo Florovivaistico Nazionale presso il Mipaaf. In realtà VivaiFiori si è inizialmente originato da un progetto dello stesso Ministero che, avvalendosi di Ismea, ha testato la validità di questo standard di qualità produttivo su un numero significativo di aziende produttrici. Questa attività ha avuto termine, con esito positivo, nel 2014 e nel 2015, in occasione dell’evento Expo, la neonata Associazione di Tutela del Marchio VivaiFiori ha potuto, a sua volta, presentare il proprio progetto di sviluppo del marchio.

Allora l’Associazione aveva in proprie mani un disciplinare riconosciuto valido sulla base dei test di certificazione effettuati, ma ancora non era dotata dei necessari strumenti che la rendessero operativa a tutti gli effetti e nel corso dei 2 anni successivi l’Associazione ha lavorato proprio con lo scopo di rendere il marchio fruibile per le aziende.

In breve possiamo affermare che per garantire il corretto utilizzo di un marchio, il gestore si deve dotare di una serie di atti regolamentativi rispondenti in modo stringente a specifiche direttive europee e solo successivamente può procedere con le certificazioni avvalendosi di Enti Certificatori esterni alla propria struttura e autonomi, ma riconosciuti a loro volta dal Ministero sulla base di una normativa specifica.

I passaggi, pertanto, sono stati proprio questi: stesura, correzione e implementazione costante del Disciplinare e del Regolamento d’uso del Marchio, predisposizione degli atti regolamentativi necessari, acquisizione in proprietà del Marchio, riconoscimento dell’Ente Certificatore (nel nostro caso Certiquality), predisposizione delle attività di certificazione presso le associate e le aziende produttrici.

GreenRetail: Quanti sono i produttori coinvolti per ora?

Roberto Magni: A oggi sono circa 50 i produttori che stanno partecipando agli audit di certificazione operati da Certiquality e dagli incaricati propri delle associazioni.

L’importanza di un marchio che certifica il prodotto italiano

GreenRetail: La Certificazione del Prodotto Florovivaistico Nazionale permetterà agli operatori del settore e ai clienti finali di riconoscere le piante “made in Italy”?

Roberto Magni: Va subito specificato che lo standard VivaiFiori è una certificazione di qualità di processo produttivo. Si è ritenuto, discutendone al Tavolo Florovivaistico Nazionale, di non estendere, almeno inizialmente, VivaiFiori alla certificazione della ‘italianità’ del prodotto; su questo aspetto e proprio in relazione al prodotto florovivaistico ci si sarebbe dovuti addentrare in valutazioni complicate, come per esempio l’origine effettiva del materiale genetico o di riproduzione dei vegetali.

Resta però il fatto che, finché lo standard certificherà il prodotto delle sole aziende florovivaistiche italiane soffermandosi sui processi produttivi di queste, inevitabilmente il Marchio richiamerà la provenienza del prodotto dalle stesse e ciò in virtù anche della configurazione del suo logo (verde, bianco e rosso).

Si deve anche sottolineare che il prodotto florovivaistico italiano gode di un ampio riconoscimento internazionale in termini di qualità e non solo da parte degli addetti ai lavori. È chiaro che la presenza del Marchio VivaiFiori sul prodotto commercializzato anche per il consumatore finale non può che esaltare ancora di più il binomio “prodotto vivaistico italiano” con “prima qualità”.

C’è anche un altro motivo, non secondario, che ci ha spinto a credere nel progetto VivaiFiori. Determinati mercati richiedono con sempre maggiore insistenza merce prodotta secondo specifici criteri rispondenti ad eticità ed eco-sostenibilità. Oggi la nostra certificazione può garantire, al pari di altri, requisiti di processo produttivo rispondenti alle norme Gap (Good Agricultural Practises) e pertanto ha le caratteristiche per rispondere in modo soddisfacente alle richieste anche di questi mercati.

GreenRetail: A questo proposito, VivaiFiori ha come obiettivo il mutuo riconoscimento da parte di altri marchi richiesti per il settore, come Global, Mps, Ffp, ecc.?

Roberto Magni: Come ho detto è già possibile valutare l’effettiva sovrapponibilità di VivaiFiori con altri standard di certificazione utilizzati in Europa. E per la verità una prima fase di questa attività di benchmarking e già stata fatta avendo come obiettivo il mutuo riconoscimento. È richiesta un’analisi di fattibilità più approfondita se, invece, l’obiettivo è quello di raggiungere un unico iter certificativo che presuppone l’adozione di medesimi standard.

Riterrei personalmente più appropriato e fattibile stabilire una soglia minima comune di requisiti di certificazione lasciando ai gestori l’opportunità, in base alle proprie specifiche esigenze e necessità, di adottare criteri più stringenti su specifici aspetti. È indubbio che ciò costituisca una ragguardevole spinta alla competitività e alla produzione di qualità.

GreenRetail: Tra i soci componenti ci sono 10 associazioni provenienti un po’ da tutta Italia. In un mercato, quello florovivaistico, in cui esiste frazionamento associativo, avete fatto un piccolo miracolo! Come ci siete riusciti?

Roberto Magni: Il progetto VivaiFiori ha avuto origine dal lavoro del Tavolo Florovivaistico Nazionale coordinato da Alberto Manzo, che con continuità e determinazione ne ha sostenuta la realizzazione. Se è vero che non tutti i partecipanti al Tavolo hanno poi inizialmente aderito alla costituzione della Associazione di Tutela del Marchio, resta il fatto che ogni passaggio è stato condiviso e, ora come allora, chiunque possegga le caratteristiche adeguate e lo ritenga opportuno, può chiedere la adesione all’Associazione. Questo gradualmente sta già avvenendo.

Sono certo che terminato il primo ciclo di certificazioni delle aziende, con la diffusione e la visibilità del Marchio, le adesioni all’Associazione diverranno sempre più massicce. Faccio questa osservazione basandomi sulle sempre più numerose richieste di contatto che riceviamo.

Si tenga anche conto che, benché chiunque possa aderire alla Associazione come sostenitore, solo i produttori o le associazioni di produttori – di qualsiasi livello e importanza – possono parteciparvi come soci effettivi. L’adesione tramite la propria associazione di riferimento risulta vantaggiosa sotto il profilo della gestione operativa dei processi di certificazione oltre che di quello economico.

Il ruolo dei centri giardinaggio per il florovivaismo italiano

GreenRetail: Tra i soci c’è anche Aicg (Associazione Italiana Centri Giardinaggio): quanto è importante il ruolo dei centri giardinaggio per la promozione delle piante italiane? E in che modo la certificazione VivaiFiori può essere utile ai garden center?

Roberto Magni: Dai dati che ci vengono forniti, sappiamo che i centri giardinaggio, nella vendita al dettaglio, già ora commercializzano per la maggior parte prodotto florovivaistico italiano: in primo luogo cedendo le proprie produzioni e, in modo complementare, reperendo prodotto presso terzi, localmente o meno a seconda delle richieste di mercato.

È indiscutibile il ruolo che i centri giardinaggio svolgono e potranno ancor di più svolgere nella promozione del prodotto italiano.

L’obiettivo è che il consumatore finale che vuole acquistare prodotto italiano venga tutelato nel suo acquisto e, contemporaneamente, abbia la consapevolezza che le caratteristiche di qualità e di processo produttivo sono garantite. La presenza informata del marchio VivaiFiori nei centri giardinaggio aiuterà in questo senso il consumatore e sarà un preciso supporto ai produttori italiani.

GreenRetail: Quali saranno i prossimi passi e i vostri obiettivi?

Roberto Magni: L’attività promozionale, in questa fase iniziale di diffusione del Marchio, è fondamentale e per questo non si perde occasione per essere presenti alle principali manifestazioni legate al florovivaismo. Siamo in attesa della emanazione del decreto per il riconoscimento dei regimi volontari di certificazione, per il quale abbiamo lavorato con il Ministero e che consentirà anche a VivaiFiori di essere riconosciuto all’interno del Sistema Qualità Nazionale.

Nell’ottica di meglio aderire alle necessità dei produttori, stiamo invece lavorando alla implementazione del disciplinare: un esempio concreto è l’applicazione del regolamento fitosanitario Ue 2031 del 2016.

L’obbligo di tenere costantemente sotto controllo l’attività di produzione con dei piani di gestione o quello di monitorare la movimentazione delle piante dentro e fuori l’azienda con la tracciabilità: sono aspetti che possono essere gestiti attraverso un disciplinare di certificazione di processo e possono costituire un valido supporto all’imprenditore a fronte delle verifiche delle autorità di controllo.

www.vivaifiori.com

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