“Adapt or Die” (adattarsi o morire) è una serie esclusiva di articoli riguardante l’evoluzione dei garden center firmata da tre tra i massimi esperti mondiali del settore: John Stanley, Sid Raisch e Dries Jansen. Attraverso punti di vista maturati in mercati e continenti diversi, la serie offrirà una lettura globale e strategica sull’evoluzione del settore. Ecco il primo articolo.
Si ritiene che il primo centro giardinaggio al mondo sia stato sviluppato da Edward Stewart nel Dorset, in Inghilterra, nel 1955. Seguirono il Siebenthaler’s Garden Centre in Ohio e il Lasscock’s Garden Centre nell’Australia meridionale. Entro il 1967, i centri giardinaggio facevano ormai parte del mercato nella maggior parte dei paesi sviluppati. In quel periodo l’industria era in pieno boom e i garden center rappresentavano luoghi di grande innovazione.
I clienti di allora, i Baby Boomer, acquistavano piante basandosi su fiori e colori. Questo decennio di innovazione per i centri giardinaggio indipendenti è proseguito all’incirca fino alla metà degli anni ‘80.
L’evoluzione dei garden center: tre fattori del cambiamento
Da quel periodo in poi, si sono verificati tre eventi cruciali:
1. Concorrenza della grande distribuzione: i rivenditori di ferramenta e le catene specializzata in bricolage hanno creato reparti di giardinaggio di successo accanto ai loro negozi, sottraendo ai garden quote di mercato sotto forma di “box stores”.
2. Mancata evoluzione: Molti centri giardinaggio indipendenti non sono riusciti a evolversi, apparendo oggi uguali a dieci anni fa. Spesso l’unica differenza visiva è l’aggiunta di marchi sulle piante.
3. Nuove generazioni: I Baby Boomer sono stati sostituiti dalle Generazioni Y e Z, che cercano sostenibilità, piante che attirino impollinatori e uccelli, o che producano cibo.
L’importanza di cambiare modello
Come regola generale nel commercio, bisognerebbe apportare piccoli cambiamenti al proprio modello ogni 2-3 anni e una revisione radicale ogni 5-7 anni. Grandi marchi come Marks and Spencer Food o McDonald’s appaiono oggi completamente diversi rispetto a un decennio fa. Molti rivenditori sono diventati “esperienziali”, come i negozi Rh Gallery o il supermercato Seed to Table in Florida, che offre ristoranti, bar e musica dal vivo.
La sfida per i centri di giardinaggio
La questione non è perché o cosa dovremmo cambiare; il punto è che, come industria, dobbiamo cambiare il prima possibile, altrimenti i centri di giardinaggio indipendenti moriranno.
Questa serie di articoli approfondirà l’evoluzione futura del settore, spiegando nel dettaglio il perché, il dove e il come siano necessari questi cambiamenti.
Gli autori
John Stanley
Consulente del settore fin dalle sue origini, 50 anni fa. Autore di numerosi libri sulla vendita al dettaglio di articoli per il giardinaggio, opera in 35 paesi. Vive nell’Australia Occidentale dove, insieme alla moglie Linda, gestisce una pluripremiata azienda agricola dedita all’agriturismo.
john@johnstanley.com.au
Sid Raisch
Vive in California, collabora da molti anni con i centri di giardinaggio statunitensi e ha presentato insieme a John Stanley numerosi workshop negli Stati Uniti. Si distingue per la capacità di sfidare il pensiero convenzionale e porterà questa sua visione negli articoli.
sid@advantagedevelopment.ai
Dries Jansen
Insieme al socio Fred, è proprietario di Garden Center Advice, una società di consulenza internazionale per centri giardinaggio con sede nei Paesi Bassi. Hanno fornito consulenza a garden center di tutto il mondo, dall’Islanda a Dubai.
info@gardencenteradvice.com

























