Il 30 aprile la Legge Quadro sul Florovivaismo è arrivata al Consiglio dei Ministri, che ha avviato il procedimento di approvazione del decreto legislativo attuativo della Legge Delega nr 102 del 4 luglio 2024.
Si tratta di un altro piccolo passo in avanti per arrivare a una normativa dedicata al mondo florovivaistico: un progetto di legge che aveva già iniziato il suo iter nel 2019, con le consultazioni di oltre sessanta associazioni di categoria e l’approvazione in seconda lettura alla Camera, ma con l’insediamento del nuovo Governo è stato deciso il 7 giugno 2023 di affidare una Legge Delega al ministro dell’Agricoltura, approvata un anno dopo nel luglio 2024. La Legge Delega (art 1) impegnava il Ministero ad adottare un quadro normativo entro 24 mesi e, nonostante varie promesse di una rapida analisi, abbiamo dovuto aspettare altri due anni. Sul filo di lana la Legge Quadro sul Florovivaismo è stata quindi presentata al Consiglio dei Ministri lo scorso 30 aprile per iniziare l’iter di approvazione. Non siamo quindi alla fine: il Decreto passa ora all’esame parlamentare, con le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato che potrebbero proporre modifiche, fino all’approvazione del Presidente della Repubblica.
“Con questa riforma mettiamo fine a un’attesa durata decenni – ha confermato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – e diamo finalmente al florovivaismo le regole e la centralità che merita. Per troppo tempo un comparto strategico dell’agricoltura italiana è stato interessato solo da interventi e soluzioni parziali. Il decreto introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il Made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti. Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo. Il florovivaismo quindi entra finalmente a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Paese: non solo produzione, ma qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali. È una risposta concreta a migliaia di aziende che chiedevano regole chiare e una prospettiva certa. Una riforma di sistema che guarda al futuro”.
Un ruolo importante è stato svolto dal sottosegretario con delega al florovivaismo Patrizio La Pietra, che ha seguito l’iter dei lavori fin dal 2019: “Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del Made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata. Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole. Il decreto segna un deciso cambio di paradigma non prevedendo più interventi occasionali per fronteggiare le crisi, ma introducendo una visione strutturata e di medio-lungo periodo”.
La Legge Quadro sul Florovivaismo introduce importanti novità. Accanto a un quadro normativo stabile per l’intero comparto, prevede l’istituzione di un Piano Nazionale del Florovivaismo e un Tavolo Tecnico Permanente presso il Ministero dell’Agricoltura. Per il mercato del giardinaggio c’è l’importante riconoscimento dei centri giardinaggio come realtà dedicate al commercio all’interno della attività agricole ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile, superando le ambiguità interpretative che hanno caratterizzato l’attività dei garden center negli ultimi decenni.
Legge Quadro sul Florovivaismo: le reazioni delle associazioni di categoria
“L’Italia si avvia ad avere la sua Legge Quadro sul Florovivaismo – spiega un comunicato ufficiale di Aicg (Associazione Italiana Centri Giardinaggio) -. Il nostro settore vede riconosciuto un valore che aspettava da decenni. Questo risultato lo sentiamo anche un po’ nostro: tante giornate dedicate al confronto e al dialogo con le istituzioni e con le molte associazioni che hanno condiviso i nostri obiettivi. Con il confronto si raggiungono i traguardi. Il percorso non è ancora concluso: lo seguiremo passo dopo passo fino alla pubblicazione definitiva”.
“Finalmente si compie un passo avanti concreto verso il riconoscimento pieno del florovivaismo come filiera strategica del Paese – ha dichiarato Nada Forbici, presidente nazionale di Assofloro e coordinatore della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti -. Dopo anni di attesa, il settore ottiene una normativa che valorizza il lavoro delle nostre imprese e pone le basi per uno sviluppo strutturato, centrato su sostenibilità, innovazione e qualificazione professionale”.
“Il provvedimento arriva in un momento cruciale per il settore che è tra i più esposti alle recenti tensioni internazionali – ha spiegato Mario Faro, presidente della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti -; il conflitto in Iran ha innescato rincari insostenibili su fertilizzanti, gasolio e materie plastiche, oltre a gravose complicazioni logistiche per l’esportazione delle piante. Lo schema di decreto introduce strumenti fondamentali per la crescita del settore, tra cui l’istituzione di un Ufficio specifico presso il Ministero, un Tavolo Tecnico e un Piano Nazionale di settore, l’introduzione dei contratti di coltivazione e accordi quadro per stabilizzare i rapporti di filiera, il rafforzamento della formazione e delle figure professionali, nuove misure su logistica, infrastrutture e potenziamento del verde urbano. È ora fondamentale garantire coerenza nel percorso parlamentare, mantenendo l’impianto del provvedimento e rafforzandone l’efficacia. Il settore ha bisogno di strumenti stabili e di una visione di lungo periodo. In questo senso sarà importante accompagnare la riforma anche con adeguate misure di sostegno, per tradurre le opportunità normative in crescita reale per le imprese, anche alla luce delle difficoltà legate all’aumento dei costi e alle tensioni sui mercati internazionali”.
“Non possiamo che essere soddisfatti del varo della nuova legge quadro sul florovivaismo – ha dichiarato Luca De Micheli, presidente della Fnp Florovivaismo di Confagricoltura e presidente di Confagricoltura Liguria – ad esempio per quanto riguarda l’inquadramento dell’attività agricola florovivaistica nell’ambito dell’articolo 2135 del Codice Civile, per la diversa impostazione dei piani di settore tra flor’ e vivaismo; ma anche per la rilevazione statistica dei dati, il piano di riconversione serricolo, la razionalizzazione della logistica attraverso piattaforme che fanno perno sui mercati all’ingrosso”.
“La calendarizzazione in Cdm del decreto attuativo della legge delega sul florovivaismo premia il lungo lavoro svolto da Cia Agricoltori Italiani e dall’Associazione Florovivaisti Italiani – ha spiegato Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia -. È fondamentale tutelare il potere d’acquisto delle famiglie affinché la cura del verde non sia percepita come una spesa superflua, ma come un elemento essenziale per la qualità della vita. Inoltre, ribadiamo l’urgenza di valorizzare la filiera boschiva, un patrimonio oggi spesso abbandonato: se correttamente gestito, potrebbe contrastare efficacemente il dissesto idrogeologico e generare un vasto indotto per i vivaisti”.
www.aicg.it
www.assofloro.it
www.coldiretti.it
www.confagricoltura.it
www.florovivaistiitaliani.it
www.cia.it






















