Stabile il mercato dei vasi per hobbisti nel 2025

Tra meteo altalenante, rincari delle materie prime e nuove norme sui green claim, il mercato dei vasi per hobbisti nel 2025 conferma la propria capacità di adattamento, puntando su design, sostenibilità e innovazione. Ecco il punto di vista di 12 aziende del settore.

Dopo un 2024 segnato da luci e ombre, il mercato dei vasi per hobbisti nel 2025 ha mostrato una sostanziale tenuta, pur in un contesto economico e climatico non privo di criti­cità. Se da un lato l’andamento meteorologi­co altalenante ha condizionato le vendite nel­la prima parte dell’anno e il potere d’acquisto delle famiglie continua a incidere sulle scelte di spesa, dall’altro il comparto beneficia di una domanda sempre più orientata verso prodotti di qualità, sostenibili e dal forte con­tenuto estetico.

Il vaso si conferma infatti protagonista degli spazi domestici, non solo come supporto alla coltivazione ma come vero e proprio elemento d’arredo per interni, balconi e terrazzi. Cresce inoltre l’interes­se per soluzioni realizzate con materiali riciclati, per i prodotti certificati e per le proposte capaci di coniugare funzionalità, design e durata nel tempo.

In assenza di dati ufficiali su questo mer­cato, abbiamo intervistato 12 aziende pro­duttrici e possiamo stimare che il mercato dei vasi nel 2025 abbia fatto registrare ven­dite per 170 milioni di euro di sell-in (in linea con le nostre stime sul 2024), pari a un giro d’affari ai prezzi al consumo di circa 315 milioni di euro.

Per analizzare l’andamento del comparto abbiamo raccolto le opinioni di Art Plast, Bama, Corino Bruna, Erba, Euro3plast, Garden Italia Vasi, Idel, Plastecnic, Serralunga, Ste­fanplast, Telcom e Teraplast.

Meteo incerto e clienti più selettivi

Come giudicate l’andamento del mercato dei vasi per hobbisti? Quali trend stanno emergendo?

ART PLAST
Davide Baraggioli
Sales manager

Nel 2025, il mercato italiano dei vasi per hobbisti è stato influenzato dalle condizio­ni meteorologiche che sono state sfavore­voli nella stagione primaverile, limitando la vendita dei vasi, e causando anche vincoli all’attività di giardinaggio. Però dall’altra parte abbiamo notato un miglioramento nel canale della Gdo e dei garden center.
Al giorno d’oggi anche la crescente attenzione alla sostenibilità ha spinto le industrie del set­tore a rinnovarsi, offrendo prodotti più ecologi­ci. Noi siamo tra le prime aziende in Italia cer­tificate Iscc (International Sustainability and Carbon Certification).

I trend che stanno sicuramente emergendo nell’ultimo periodo sono:

• Sostenibilità: noi in primis come Art Plast siamo molto attenti al tema della sostenibili­tà e infatti i nostri articoli sono realizzati con materiali rigenerati, proprio perché vi è una più crescente domanda di prodotti ecologici.

• Personalizzazione: oggi si tende sempre più a volere prodotti personalizzati, con il proprio marchio, simbolo o caratteristiche, in questo modo anche i vasi possono essere adattati alle proprie esigenze.

BAMA
Rossella Baiocchi
Responsabile marketing

Nel 2025 il mercato degli hobbisti ha mostra­to un leggero incremento, i consumatori sono sempre più attenti alla qualità dei prodotti e alla sostenibilità dei materiali utilizzati. Tra i trend in continua ascesa troviamo i giardini ver­ticali per sfruttare in altezza anche i piccoli spazi senza rinunciare al verde, l’orto a km zero e la col­tivazione di piante tropicali con un occhio attento ai materiali, al design e non ultimo alla ricerca continua di benessere per una migliore qualità di vita. Del resto si sa, vivere in mezzo al verde aiuta a stare meglio, non c’è niente di più ri­lassante delle mani che profumano di terra. Tra i fattori che hanno contribuito a rallentare e in certi periodi frenare le vendite possiamo sicuramente citare le nuove condizioni clima­tiche instabili e spesso con sbalzi estremi di temperature, l’inflazione con conseguente calo del potere d’acquisto e non per ultima una competizione sempre più pressante dal mercato estero.

CORINO BRUNA
Ufficio marketing

Il mercato dei vasi per hobbisti nel 2025 ha registrato una contrazione complessiva dei volumi, fortemente condizionata dal meteo avverso che ha penalizzato il primo semestre, periodo storicamente dominante per la sta­gione del giardinaggio. Questa dinamica con­ferma come la stagionalità climatica rimanga il vero ago della bilancia per il nostro settore.
Tuttavia, la seconda metà dell’anno ha mostrato un’inversione di tendenza positiva; a partire da settembre abbiamo registrato un graduale re­cupero, risultato diretto della nostra strategia pluriennale di investimento sulle gamme da in­terno. Sebbene questo incremento non abbia compensato interamente il divario del primo periodo – evidenziando la dura realtà tecnica per cui i volumi persi in primavera sono strut­turalmente irrecuperabili in autunno – il trend testimonia la solidità della nostra scelta nella diversificazione commerciale.

ERBA
Silvia Erba
Responsabile commerciale Italia, marketing e comunicazione

Lo scorso anno il mercato dei vasi per hob­bisti è sicuramente stato influenzato da una scelta d’acquisto che tende verso l’ecososte­nibilità, il design e il giardinaggio in spazi ri­dotti.
Hanno influenzato l’andamento l’utilizzo di materiali sostenibili, le tendenze di arredo che hanno favorito finiture che richiamano la natura (colori prevalenti tortora e antracite).

I principali elementi che hanno caratterizza­to l’andamento del settore includono:

• aumento dei giovani appassionati e delle vendite online;

• preferenza per vasi realizzati in plastica ri­ciclata/riciclabile;

• i vasi considerati come elementi di arredo, sia per l’indoor che per l’outdoor, con linee moderne, finiture opache e tonalità naturali.

EURO3PLAST
Sabina Boscato
Global sales and marketing director garden

Il mercato italiano dei vasi per hobbisti nel 2025 mostra una domanda complessiva­mente stabile, ma decisamente più selettiva rispetto agli anni precedenti. Dopo la forte crescita registrata nel periodo post-Covid, i consumi si sono progressivamente norma­lizzati: oggi il cliente acquista in modo più consapevole, prestando maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo, all’estetica del pro­dotto e alla sua durata nel tempo.
Continuano comunque a mantenersi positive le tendenze legate alla cura degli spazi outdo­or e indoor, come giardini, balconi e terrazzi, dove il consumatore ricerca soluzioni decora­tive ma anche pratiche e funzionali.
La sostenibilità non potrà più essere soltanto un elemento di comunicazione, ma dovrà trasformarsi sempre più in una prova tecnica e in una responsabilità concreta verso il mercato e il consumatore.Anche il tema della sostenibilità continua a essere centrale nelle scelte d’acquisto, ma con un approccio più maturo: oggi il merca­to richiede messaggi concreti, trasparenti e supportati da elementi reali, superando una comunicazione basata esclusivamente su slogan o claim generici.

GARDEN ITALIA VASI
Davide Mazzucchelli
Ufficio commerciale

Dal nostro punto di vista l’andamento del mercato dei vasi ha ricalcato la scia gene­rale dei beni non di prima necessità. Rite­niamo infatti che anche il nostro settore, in termini di volume complessivo di fatturato, abbia risentito della contrazione del pote­re d’acquisto causato da una combinazio­ne di fattori persistenti: costi energetici e tassi d’interessi dei mutui ancora alti, oltre a un’inflazione che, seppur più contenuta rispetto al picco degli anni precedenti, ha continuato a erodere la capacità di acquisto delle famiglie, portandole a ridefinire le loro priorità di spesa, penalizzando di conse­guenza i prodotti non essenziali.
Nonostante questa prudenza finanziaria dei consumatori, leggiamo con fiducia l’incre­mento delle vendite registrato nei primi mesi del 2025, certamente dettato da un meteo più favorevole rispetto al 2024.
Si conferma inoltre un’interessante tenden­za già emersa durante gli scorsi anni, ovvero si sta via via riducendo il gap delle vendite tra i periodi considerati di “alta e bassa” stagione per il nostro settore. Storicamente, il mercato dei vasi viveva un picco quasi esclusivo in primavera, per poi subire un calo nei mesi autunnali e invernali. Questa stagionalità si è fortemente attenuata grazie principalmente alla tendenza di percepire il vaso non più come mero contenitore per piante, ma come un vero e proprio complemento d’arredo. I consumatori pertanto scelgono di acqui­stare vasi per valorizzare i loro ambienti sia esterni che interni durante tutto l’anno.
Un altro trend del 2025 che non possiamo esimerci dal menzionare è l’ascesa di Amazon. Vi è stato una crescita esponenziale delle vendite attraverso i distributori presenti su questo marketplace. È diventato il punto di riferimento preferenziale per gran parte degli
e-consumer per celerità nelle consegne, facilità di reso e possibilità di valutare affidabilità/qualità del prodotto prima dell’acquisto attraverso i feedback della community.

IDEL
Ufficio marketing

Nel 2025, l’andamento dei vasi per hobbisti non ha subito particolari variazioni. Si sta consolidando sempre più l’attenzione verso prodotti sostenibili, soprattutto nelle fasce di consumatori più giovani. Il contesto socio­economico che stiamo attraversando sta determinando tuttavia una variazione nel potere d’acquisto dei consumatori, con le aziende chiamate a rispondere sempre più prontamente alle sollecitazioni del mercato.

PLASTECNIC
Silvia Rossi
Responsabile marketing

Dopo la spinta eccezionale degli anni post-pandemia, il mercato dei vasi per hobbisti nel 2025 mostra una sostanziale tenuta, pur in un contesto caratterizzato da consu­matori più prudenti e selettivi. Oggi il valore non si crea tanto attraverso i volumi, quanto attraverso la capacità di interpretare nuove sensibilità: sostenibilità, design e praticità.
L’interesse per il verde domestico resta elevato e balconi, terrazzi e piccoli giardini continuano a essere vissuti come estensioni della casa, sostenendo la domanda di vasi sempre più curati dal punto di vista estetico e pratico. Il gardening si conferma inoltre un hobby trasversale alle diverse fasce d’età.
Tra i trend più significativi emerge la crescen­te attenzione alla sostenibilità. Nei vasi in pla­stica aumenta la richiesta di prodotti realizza­ti con materiali riciclati e sviluppati secondo principi di economia circolare, una scelta che coinvolge non solo il consumatore finale ma anche garden center e florovivaisti.
Parallelamente, il vaso continua ad evolversi da semplice contenitore a vero complemento d’arredo. Cresce l’interesse per finiture ispi­rate ai materiali naturali, colori contempo­ranei e collezioni coordinate per ambienti indoor e outdoor. Si rafforza anche la do­manda di soluzioni funzionali, come vasi con riserva d’acqua, sistemi modulari e prodotti pensati per semplificare la cura delle piante.
Particolarmente interessante è il crescente coinvolgimento delle giovani generazioni. Per molti under 40 il verde rappresenta un’e­spressione di benessere, stile di vita e con­nessione con la natura. Questa tendenza sta trainando la domanda di contenitori nei piccoli e medi diametri, ideali per piante da interno in formati ridotti, aromatiche e suc­culente. Molti giovani consumatori iniziano il proprio percorso nel gardening con piante di dimensioni contenute e investimenti limi­tati, privilegiando prodotti facili da gestire e adatti anche a spazi di piccole dimensioni.
Sul fronte delle criticità, il perdurare di un contesto economico complesso continua a influenzare le scelte d’acquisto. Inflazione e minore capacità di spesa spingono i consumatori verso acquisti più ponderati, mentre il canale professionale privilegia una gestione più attenta delle scorte e assortimenti maggiormente focalizzati.
Il quadro che emerge è quello di un mercato meno euforico rispetto agli anni del boom, ma più maturo e orientato al valore. Sostenibilità, design, innovazione funzionale e ricambio generazionale si confermano i principali driver destinati a guidarne l’evoluzione nei prossimi anni.

SERRALUNGA
Cinzia Cecconello
Head of sales

Crescono i “garden specializzati” e molti fanno riferimento o lavorano direttamente con ar­chitetti del verde, questo è positivo per azien­de come la nostra che hanno vasi medio/alti. Dall’altra parte invece crescono punti vendita multi-generi soprattutto cinesi, che offrono vasi iniezione a prezzi molto bassi e qualcu­no rotazionale di basso livello.

STEFANPLAST
Paolo Percassi
Direttore commerciale Italia

Il 2025 si è rivelato un anno positivo con un andamento iniziale difficile a causa delle condizioni climatiche, ma con un importan­te e decisivo recupero nella seconda parte della stagione.
I principali trend sono legati all’acquisto di vasi e fioriere di design, non più semplicemente con­tenitori ma oggetti d’arredo, con un’attenzione particolare e continua ai colori e alla finitura.

TELCOM
Maria Cucci
Direzione commerciale

Il 2025 in Italia è stato complessivamente posi­tivo ma non esplosivo, con andamenti diversi a seconda del canale di vendita. I principali se­gnali sono:

• il settore del giardinaggio in Gds ha registra­to una lieve crescita;

• la domanda si è spostata verso: vasi di de­sign, materiali riciclati e sostenibili, grandi fioriere per terrazzi e spazi esterni.

Per noi produttori di vasi da hobbistica, il 2025 è stato generalmente buono nel suo complesso, grazie alla tenuta del verde or­namentale e del florovivaismo. Tuttavia, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime ha continuato a comprimere i margini.

TERAPLAST
Ufficio marketing

Il 2025 ha segnato un andamento tiepida­mente positivo, stando a quanto condiviso da alcuni nostri clienti, con a volte soddisfacenti risultati in termini di sell-out e una crescita stabile seppur non consistente. La prima parte dell’anno ha visto ottime performance di sell-in, in particolare per il primo trimestre, dove si sono registrati ottimi movimenti in previsione di una stagione che sembrava promettere molto bene.
La situazione mete­orologica, ovviamente, spesso è determinante nel nostro settore e non è stata eccezione quella di marzo, aprile e maggio 2025, dove si sono al­ternate ondate di caldo anomalo a piogge con­sistenti. Questo andamento poco costante ha influenzato negativamente il comportamento dei consumatori, che si sono visti spesso costretti a concentrare il loro tempo libero, e quindi anche i loro acquisti, lontano dal giardinaggio.
Ulteriore discriminante è stata la situazione geopolitica poco rassicurante, che ha funto da deterrente per spese legate al mondo del­le commodity.
Sembra marcarsi sempre di più la distinzione tra l’acquisto di materiale economico che non risponde a particolari esigenze di consumo e quella del mondo “premium”, fatto di soluzio­ni dal design innovativo con posizionamento prezzo medio-alto, con in alcuni isolati casi una rotazione importante in favore di questi ultimi. Ne fa certamente una discriminante il contesto urbano.

vasi per hobbisti

La sfida delle materie plastiche

Ad aprile Unionplast ha lanciato un allarme sulla reperibilità delle materie plastiche a causa delle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Qual è la vostra esperienza?

ART PLAST
Davide Baraggioli
Sales manager

La situazione a oggi è molto instabile e siamo tutti in attesa di una risoluzione definitiva, anche se nel frattempo noi produttori stiamo affrontando un periodo molto complicato. Il settore del garden può comunque essere av­vantaggiato, poiché spesso vengono eseguiti prestagionali, quindi se gli acquisti sono stati fatti a cavallo tra il 2025 e 2026, ecco che è evidente la differenza con altre merceologie acquistate per necessità dopo marzo.

BAMA
Rossella Baiocchi
Responsabile marketing

In realtà io non parlerei di reperibilità delle materie plastiche, ma di mera speculazione delle multinazionali che approfittano della si­tuazione geopolitica per rendere i prezzi delle materie prime volatili in continuo aumento. Gli effetti nel breve periodo? Pressione sui mar­gini dei produttori che porterà inevitabilmente a un aumento sul prezzo del prodotto finito e a una riduzione delle attività di promozioni.
Non potendo prevedere l’evolversi delle ten­sioni geopolitiche, è probabile che assiste­remo a più fasi di instabilità dei costi e nella peggiore delle ipotesi a una reale carenza del prodotto sul mercato, che potrebbe tradursi in aumento dei prezzi per il consumatore fi­nale e una maggiore differenziazione tra pro­dotti economici e prodotti a valore aggiunto.

CORINO BRUNA
Ufficio marketing

Il mercato dei vasi in plastica sta affrontando le conseguenze delle tensioni in Medio Orien­te, con inevitabili riflessi sui costi globali dei materiali. Sul piano operativo la nostra espe­rienza è moderatamente positiva: le fonti di fornitura rimangono stabili, consentendoci di garantire la massima reperibilità di tutte le referenze a catalogo. In questo contesto le vere ripercussioni della crisi geopolitica sono di natura economica, con rincari d’acquisto delle materie plastiche che in alcuni casi han­no generato aumenti fino al 10% circa.
Al momento per il mercato consumer la vera sfida del prossimo periodo non risiede quindi nella disponibilità del prodotto, ma nella ge­stione del suo posizionamento di prezzo.
Grazie a una rigorosa pianificazione e alla di­versificazione delle fonti d’acquisto, siamo at­tualmente in grado di assicurare ai nostri clienti la continuità delle forniture e di contenere gli incrementi su diversi articoli, offrendo soluzioni alternative capaci di difendere la competitività sul mercato.

ERBA
Silvia Erba
Responsabile commerciale Italia, marketing e comunicazione

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno causato un rialzo dei costi energetici e delle materie prime notevole che ha provoca­to rincari sulla vendita dei prodotti.
La crisi sta spingendo il settore verso un uso più efficiente della plastica.

EURO3PLAST
Sabina Boscato
Global sales and marketing director garden

La reperibilità delle materie plastiche con­tinua a rappresentare un tema particolar­mente delicato per il settore. Le tensioni ge­opolitiche internazionali, l’aumento dei costi energetici e logistici e una generale instabili­tà negli approvvigionamenti rendono sempre più complessa la pianificazione produttiva.
Nel mercato consumer dei vasi ci aspettia­mo quindi una crescente attenzione verso la continuità di fornitura, una programma­zione anticipata degli ordini e, allo stesso tempo, una costante pressione sui prezzi.
In questo contesto, produrre in Italia e collabo­rare con partner storici, affidabili e strutturati, capaci di garantire tempi di risposta rapidi, rap­presenta un vantaggio competitivo sempre più importante per le aziende del settore.

GARDEN ITALIA VASI
Davide Mazzucchelli
Ufficio commerciale

A oggi non abbiamo ricevuto allerte dirette da parte dei nostri fornitori di materie prima relative a difficoltà di approvvigionamento o prolungamento nei tempi di consegna. Pro­babilmente una corretta e oculata gestione delle scorte sta facendo da cuscinetto salva­guardando la continuità produttiva in questa prima fase. Per ora la vera criticità affrontata non sono stati volumi ma i costi del polietilene, da noi utilizzato per la produzione dei nostri vasi. In questi mesi abbiamo dovuto fare i conti con rincari importanti scattati da un giorno all’al­tro, aumenti repentini derivanti direttamente dal conflitto mediorientale.
Certamente le ripercussioni sul mercato con­sumer dei vasi sono inevitabili, probabilmente saranno molto più significative per i prodotti di importazione rispetto a quelli made in Italy, in termini sia di volumi sia di prezzi.
Guardando avanti, proprio in questi giorni si parla di previsioni ottimistiche sui mercati finanziari: i futures sul petrolio indicano infatti un trend positivo verso un abbassa­mento dei prezzi per i prossimi mesi, quale segnale di progressiva “normalizzazione” della situazione.

IDEL
Ufficio marketing

Sicuramente le tensioni geopolitiche stanno avendo un impatto considerevole per quanto riguarda la reperibilità e i costi delle materie plastiche. Purtroppo, questo determina un effetto a cascata che si ripercuote anche nel mercato consumer. Approcci virtuosi e l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili potrebbe ridurre l’impatto che l’instabilità geopolitica sta avendo sul nostro settore.

PLASTECNIC
Emilia Bonanomi
Direzione generale

La crisi esplosa in Medio Oriente e le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz hanno avuto un impatto immediato sulle catene logistiche globali e sul mercato delle materie plastiche, in particolare del polipropilene, materia prima fondamentale per il nostro settore.
Nei mesi immediatamente successivi all’i­nizio del conflitto abbiamo assistito a forti difficoltà di approvvigionamento, con di­sponibilità di materiale molto ridotte, tempi di consegna allungati e aumenti di prezzo estremamente rapidi
In alcune settimane i rincari su determinate referenze hanno più che raddoppiato i valori precedenti, raggiungendo livelli paragonabili, e in alcuni casi superiori, ai picchi registrati durante il periodo post Covid (2021-2022)
Parallelamente, in Italia e in Europa si è verificata una corsa all’ap­provvigionamento di materie plastiche riciclate, anche da parte di aziende che fino a quel momento utilizzavano prevalentemente ma­teriale vergine. Questo ha generato ulteriori tensioni sul mercato del riciclato, provocando rialzi importanti e una minore disponibilità so­prattutto per i materiali di qualità più elevata.
Oggi non possiamo dire che l’emergenza sia rientrata. Il perdurare delle tensioni geopolitiche continua a creare una forte instabilità: più che una reale irreperibilità del materiale, il mercato soffre di grande volatilità, con costi energetici elevati, disponibilità discontinue, tem­pi logistici meno prevedibili.
Gli operatori del settore non si aspettano un ritorno rapido alla normalità. Per ristabilire gli equilibri produttivi e logistici internazionali serviranno tempi lunghi, probabilmente anni, anche considerando la centralità della nafta e delle filiere petrolchimiche mediorientali nella produzione mondiale di materie plastiche.
Per il mercato del vaso non prevediamo situazioni di carenza del prodotto sugli scaffali, ma è realistico aspettarsi nei prossimi mesi una crescente pressione sui costi industriali e, di conseguenza, sui prezzi finali. Sarà importante che tutti gli attori della filiera, inclusi i principali gruppi distributivi, comprendano la necessità di recepire in modo equilibrato eventuali adeguamenti di prezzo. Si tratta infatti di dinamiche che non dipendono dai singoli produttori, ma da fattori esterni che interessano l’intero settore; una loro corretta gestione contribuisce a preservare continuità, qualità degli investimenti e stabilità della filiera nel suo complesso.

SERRALUNGA
Cinzia Cecconello
Head of sales

Confermiamo la difficoltà nel reperire la materia prima, con aumenti di costi notevoli che si ribaltano sul consumatore finale, almeno per quanto riguarda il made in Italy.

STEFANPLAST
Paolo Percassi
Direttore commerciale Italia

Le tensioni sono reali e preoccupano non poco le aziende. Fortuna­tamente sino ad oggi non abbiamo avuto impatto sulle produzioni ma il futuro è molto incerto. Le ripercussioni si avranno sicuramente e, quando verranno ribaltati al consumatore gli aumenti applicati, te­miamo una riduzione del sell-out.

TELCOM
Maria Cucci
Direzione commerciale

La nostra esperienza conferma le preoccupazioni espresse da Unionplast. Sebbene non si siano verificati blocchi produttivi generalizzati, negli ultimi mesi abbiamo registrato una crescente volatilità sia nei prezzi sia nella disponibilità delle principali materie prime uti­lizzate per la produzione dei vasi, in partico­lare polipropilene (PP) e polietilene (PE). Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente inci­dono infatti non solo sul costo del petrolio e dei derivati petrolchimici, ma anche sulla logistica e sulla prevedibilità delle forniture.

TERAPLAST
Ufficio marketing

Sfortunatamente, quanto anticipato da Unionplast ha avuto un riscontro nel corso dell’anno, con diverse realtà nella trasforma­zione di materie plastiche messe alle strette nell’approvvigionamento delle materie pri­me e la conseguente difficoltà nel reperirle da parte delle aziende produttive.
Dal canto nostro, una ponderata analisi a lun­go termine ci ha permesso di non ritrovarci con le spalle al muro e di stoccare materiale sufficiente a coprire la stagione, permetten­doci anche di non riversare con anticipo sul nostro cliente le conseguenze negative di un mercato delle materie prime instabile.

La norma sui green claim cambierà il mercato?

A settembre entrerà in vigore il D.Lgs. 30/2026 che introduce una “stretta” nell’u­so degli slogan e dei claim che enfatizzano la “naturalità” dei prodotti e dei packaging. Quali ripercussioni ci saranno per il merca­to dei vasi?

ART PLAST
Davide Baraggioli
Sales manager

La certificazione Iscc che noi abbiamo conse­guito sui vasi di qualità premium ci permette di essere tranquilli sotto questo aspetto. In­nanzitutto ci differenziamo dalla concor­renza poiché molto difficile da acquisire, in secondo luogo è una certificazione a livello mondiale e risulta per noi strategica dato che la maggior parte del nostro fatturato si sviluppa all’estero.
Per i vasi da primo prezzo ogni claim è sup­portato da dichiarazioni di origine del ma­teriale certificato riciclato, il nostro team qualità e sicurezza è sempre aggiornato su queste tematiche delicate, infatti ci siamo mossi in anticipo già da oltre un anno.

BAMA
Rossella Baiocchi
Responsabile marketing

L’entrata in vigore della direttiva di cui so­pra rappresenta un passaggio importante per il settore dei vasi e degli articoli per il gardening e non solo. L’obiettivo è quello ridurre il rischio di greenwashing, imponendo che le dichiarazioni ambientali siano specifiche, verificabili e supportate da evidenze concrete che si riassumono in maggiore trasparenza nella comunicazione al consumatore finale. Non basterà più scri­vere “vaso green”: andranno specificati altri dettagli tecnici come per esempio la per­centuale del materiale di riciclo utilizzato, la provenienza delle materie prime e molti altri dati. Questo si traduce in un aumento dei costi per le aziende che dovranno rivedere packaging, cataloghi, siti web, la comunica­zione a 360°, per non parlare dei maggiori investimenti in certificazioni.
L’Italia è il paese con la maggiore burocrazia del mondo e questo frena la nostra compe-titività favorendo di gran lunga i competitor esteri, questa è l’unica verità, quella scomo-da di cui nessuno parla, perché a parità di ca­ratteristiche, il consumatore finale sceglierà sempre il vaso più economico.
La nostra economia è caratterizzata da una forte presenza di imprese manifatturiere, di fatto siamo un paese di terzisti dipenden­ti dall’approvvigionamento internazionale delle materie prime. Nonostante questo, le aziende continuano a investire, creano occupazione e contribuiscono alla crescita del paese con un importante gettito fiscale; per questo motivo, sarebbe opportuno che i nuovi interventi normativi fossero il frutto di un’attenta valutazione del loro impatto eco­nomico e amministrativo sulle imprese per evitare un ulteriore aggravio di costi e oneri a carico del sistema produttivo e invece…

CORINO BRUNA
Ufficio marketing

Questa nuova direttiva rappresenta un pun­to di svolta importante anche per il mercato dei vasi, perché grazie alla certificazione dei materiali si dovrebbe contrastare in maniera più efficace il greenwashing. Riteniamo che per le aziende che già operano con criteri di autentica sostenibilità questa normativa non comporterà ripercussioni negative, bensì un probabile vantaggio competitivo. L’elimina­zione dei claim generici dovrà far emergere il reale valore tecnico dei prodotti. I consu­matori sono spesso disorientati da informa­zioni frammentarie e privi delle competenze necessarie per valutarle, per cui questo in­tervento normativo si rivela necessario per fare più chiarezza, tutelare la trasparenza e garantire decisioni d’acquisto consapevoli.

ERBA
Silvia Erba
Responsabile commerciale Italia, marketing e comunicazione

Con l’introduzione del D.Lgs che entrerà in vigore il prossimo 27 settembre il mercato dei vasi subirà una rivoluzione a livello di co­municazione del prodotto.
A livello aziendale sempre più articoli delle nostre linee Green Pop e Coltivazione hanno già la certificazione dall’istituto indipendente tedesco Cyclos-Htp che ne attesta la ricicla­bilità in conformità con le tecnologie applicate dai più moderni centri di recupero delle ma­terie plastiche. La certificazione Cyclos-Htp dimostra che i nostri prodotti sono davvero riciclabili e pronti per il futuro. Quando un prodotto porta il marchio Cyclos-Htp, la sua riciclabilità è stata scientificamente verifi­cata e può essere effettivamente riciclato nella pratica, non solo in teoria.

EURO3PLAST
Sabina Boscato
Global sales and marketing director garden

La nuova normativa europea sui green claim porterà maggiore rigore e trasparenza nella comunicazione ambientale. Termini come “green”, “eco”, “sostenibile” o “riciclabile” do­vranno essere supportati da dati concreti, verificabili e coerenti con le reali caratteri­stiche del prodotto e dei processi produttivi.
Per il mercato dei vasi questo rappresenta un passaggio positivo, perché premierà le azien­de che investono seriamente in sostenibilità e che sono in grado di dimostrare con traspa­renza materiali utilizzati, processi produttivi e performance ambientali.
La sostenibilità non potrà più essere soltanto un elemento di comunicazione, ma dovrà trasformarsi sempre più in una prova tecnica e in una responsabilità concreta verso il mercato e il consumatore.
In questo scenario sempre più regolamen­tato, per Euro3plast è motivo di particolare orgoglio essere la prima e attualmente uni­ca azienda produttrice di vasi in plastica ad avere ottenuto la Dichiarazione Ambientale di Prodotto Epd (Environmental Product Declaration) per la linea Greener all’interno dell’International Epd System.
L’Epd, certificazione riconosciuta a livello internazionale, garantisce in modo traspa­rente la valutazione dell’impatto ambientale del prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. La collezione Greener, realizzata con fino al 70% di polipropilene riciclato, coniuga de­sign e sostenibilità attraverso prestazioni ambientali dichiarate e verificate.

GARDEN ITALIA VASI
Davide Mazzucchelli
Ufficio commerciale

Condividiamo pienamente gli obiettivi della direttiva europea. Creare un ambiente in cui il consumatore finale possa fare i propri acquisti in un quadro di trasparenza e leale concorrenza tra le aziende senza cadere nel tranello dei “gre­en claim” ingannevoli e degli slogan ambientali di facciata è un proposito opportuno e indiscutibile. In merito alle ripercussioni, certamente l’im­patto più immediato riguarda il branding. Oggi vi è infatti la necessità generalizzata di rive­dere etichette/asserzioni in uso. È facilmente prevedibile che loghi personalizzati e diciture generiche lasceranno il posto a marchi basati su sistemi di certificazione ben precisi e con­formi a specifiche normative europee.
Questa svolta normativa non si limita a favo­rire chi investe in vera ricerca e sviluppo per creare prodotti più rispettosi dell’ambiente, ma vuole anche spingere il consumatore verso l’acquisto di beni durevoli.
L’introduzione dell’etichetta di Garanzia Commerciale di Durabilità ne è la riprova. Questa etichetta, apposta direttamente sul prodotto, permette di identificare a colpo d’occhio i beni nati per durare nel tempo, beneficiando di una garanzia estesa del produttore senza costi aggiuntivi. Scegliere un prodotto che resiste al tempo, azzera gli sprechi alla radice e risulta essere un atto concreto di ecosostenibilità.
Affinché il suo rispetto diventi un impegno corale, la direttiva esorta non solo i produttori ma anche gli altri operatori economici, quali ad esempio i rivenditori, a rendere ben visibili le etichette armonizzate in modo da permettere ai consumatori di identificare facilmente il bene specifico che beneficia di una garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore.
In questo nuovo scenario riteniamo che i vasi in resina, che grazie alle loro caratteristiche intrinseche sono per natura praticamente eterni, potranno assumere un ruolo di primo piano e godranno di un vantaggio commerciale, in quanto incarnano il concetto di “bene durevole” promosso dall’Ue.

IDEL
Ufficio marketing

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 30/2026 il prossimo 27 settembre si assisterà a un nuovo approccio comunicazionale.
Anche il mercato dei vasi sarà coinvolto e verosimilmente si assisterà all’adozione di nuove leve di comunicazione.

PLASTECNIC
Silvia Rossi
Responsabile marketing

Riteniamo che l’entrata in vigore del D.Lgs. 30/2026 rappresenti un cambiamento importante per tutto il comparto, ma non necessariamente un elemento negativo. Più che incidere direttamente sui prodotti, la nuova normativa avrà un impatto sulle modalità con cui le aziende comunicano le proprie caratteristiche ambientali.
Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato centrale anche nel settore dei vasi e degli articoli per il gardening. Termi­ni come “green”, “eco”, “sostenibile” o “ami­co dell’ambiente” sono stati utilizzati molto frequentemente, talvolta senza che fossero accompagnati da informazioni sufficiente­mente precise e verificabili. La nuova nor­mativa spingerà le aziende a sostituire le dichiarazioni generiche con dati concreti, misurabili e documentabili.
Dal nostro punto di vista, questo favorirà gli operatori che hanno investito realmente in innovazione e sostenibilità. Non sarà più suf­ficiente utilizzare claim ambientali di carattere generale, ma sarà necessario dimostrare con chiarezza aspetti quali la percentuale di plastica riciclata, la riduzione dell’impiego di materia pri­ma vergine, la possibilità di riciclo a fine vita, la durabilità del prodotto e l’ottimizzazione dei pro­cessi; poiché trattasi di elementi sempre più rilevanti nella comunicazione commerciale e nelle scelte di acquisto.
Ci teniamo a sottolineare che esistono già normative europee che danno indicazioni precise sui materiali che si utilizzano. Pensiamo al termine “riciclabile”: può essere usato su un prodotto o un imballo solo se esiste una reale filiera di riciclo attiva per quell’imballo o prodotto, altrimenti non è consentito.
In sintesi, crediamo che il D.Lgs. 30/2026 non cambierà la domanda di vasi, ma cambierà profondamente il modo in cui il settore racconta la sostenibilità. Il mercato sarà chiamato a comunicare meno slogan e più contenuti verificabili, a beneficio dell’intera filiera e della credibilità del settore.

SERRALUNGA
Cinzia Cecconello
Head of sales

Forse sarà utile per fare un po’ di chiarezza in un mercato che abusa di tali termini, vorrei ve­derla in maniera positiva.

STEFANPLAST
Paolo Percassi
Direttore commerciale Italia

In Stefanplast lavoriamo già da qualche tempo per limitare il rischio di greenwa­shing nella comunicazione aziendale, un tema che monitoriamo con attenzione in tutte le nostre attività, adottando metodolo­gie riconosciute e schemi di certificazione affidabili, come la certificazione Plastica Seconda Vita (Psv), che attesta l’utilizzo di materiali sostenibili in diversi prodotti ap­partenenti alle tre categorie di vendita. Ogni prodotto certificato viene inoltre inserito all’interno di un Qr code che ne documenta la conformità, garantendo trasparenza e veridicità delle informazioni comunicate. L’introduzione di criteri più rigorosi sui claim ambientali sicuramente contribui­rà alla fine a limitare le pratiche sleali e a contrastare fenomeni di greenwashing nel mercato. Questo porterà a una maggiore trasparenza nella comunicazione azienda­le e a una competizione più equilibrata tra le imprese. Allo stesso tempo, le organizza­zioni meno strutturate potrebbero affron­tare costi e tempi maggiori per adeguarsi ai nuovi requisiti normativi e di rendicon­tazione.

TELCOM
Maria Cucci
Direzione commerciale

Per il settore dei vasi, il nuovo quadro norma­tivo rappresenta soprattutto un’opportunità per valorizzare la trasparenza e premiare le aziende che hanno investito concretamente nella soste­nibilità. Negli ultimi anni termini come “gre­en”, “eco” e “sostenibile” sono stati utilizzati molto frequentemente, talvolta senza forni­re al consumatore informazioni sufficienti per valutarne il reale significato.
La nuova normativa contribuirà a rendere la comunicazione più chiara e credibile, spin-gendo le aziende a supportare le proprie affermazioni con dati oggettivi e verificabili. Nel nostro settore non sarà più sufficiente richiamare genericamente concetti legati all’ambiente, ma sarà importante evidenziare elementi concreti come la percentuale di ma­teriale riciclato utilizzato, la reale riciclabilità del prodotto, la sua durabilità e i risultati otte­nuti nella riduzione dell’impatto ambientale.
In realtà, con alcune catene estere operiamo già secondo questi criteri, come se la normativa fosse già pienamente in vigore. In questi casi, infatti, la comunicazione è sottoposta a processi di verifica strutturati, con audit periodici finalizzati a controllare la veridicità delle dichiarazioni ambientali e dei claim di prodotto.

TERAPLAST
Ufficio marketing

Pensiamo che questo Decreto possa portare maggiore chiarezza nella comunicazione, ri­muovendo tutti i claim vaghi e poco fondati. Nel mercato dei vasi, come in tutte le altre merceologie, la comunicazione dovrà in­fatti essere supportata da dati concreti o certificazioni riconosciute per garantire al consumatore finale informazioni traspa­renti e credibili.

www.artplast.it
www.bamagroup.com
www.corinobruna.com
www.erbasrl.it
ww.euro3plast.com
www.gardenitaliavasi.it

www.idel.it
www.plastecnic.com
www.serralunga.com
www.stefanplast.it
www.telcomitalia.eu
www.teraitaly.com

Articoli correlati

- Sponsor -
- Sponsor -
- Sponsor -
- Sponsor -