martedì, Febbraio 24, 2026

Difendiamo il florovivaismo europeo: storico accordo tra produttori italiani e olandesi

La qualità del florovivaismo europeo va difesa da importazioni di fiori recisi provenienti dagli altri continenti, un problema già esistente e che rischia di essere amplificato dal recente accordo tra l’unione europea e i paesi del Mercosur.

Per favorire il dialogo diretto tra produttori, condividere esperienze e costruire strategie comuni per rafforzare il settore del fiore reciso europeo nello scenario globale, si sono incontrati a Milano, nell’ambito di Myplant & Garden, i produttori florovivaistici italiani di Coldiretti e Assofloro e una rappresentanza di produttori olandesi. Un incontro informale ma di grande importanza, poiché ha analizzato le principali sfide del comparto: il commercio internazionale, le normative europee, la sostenibilità e la qualità.

L’iniziativa, promossa da Coldiretti e Filiera Italia, si inserisce nel percorso di collaborazione tra Italia e Paesi Bassi, leader della filiera floricola europea, e accompagna la condivisione di riflessioni su un manifesto comune per la tutela e la competitività della floricoltura continentale. Si tratta di un primo passo verso la costruzione di aggregazioni di produttori a livello continentale, per rafforzare la rappresentanza del settore rispetto alle politiche europee che incidono sul comparto.

Fondamentale, secondo Coldiretti e Filiera Italia, garantire reciprocità negli standard produttivi negli scambi internazionali, difendendo le imprese europee dalla concorrenza sleale di prodotti provenienti da paesi terzi che utilizzano sostanze vietate nell’Unione e assicurando piena trasparenza sull’origine.

“Il florovivaismo rappresenta una filiera agricola e industriale strategica con un grande valore economico e un impatto sociale e ambientale ancora maggiore ha spiegato Luigi Scordamaglia, capo area internazionalizzazione e mercati di Coldiretti e amministratore delegato di Filiera Italia –. Un patrimonio che va sostenuto e difeso dalla concorrenza sleale dei fiori e delle piante provenienti dai Paesi extra Ue, coltivati con sostanze vietate in Europa e senza il rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Secondo Scordamaglia affermare il principio di reciprocità delle regole e attuare controlli rigorosi sulle merci in arrivo nei porti è il modo migliore per tutelare il lavoro delle imprese europee, rimuovendo al contempo le barriere fitosanitarie che ostacolano l’export.

Florovivaismo europeo: un settore da 24,5 miliardi sotto pressione

Il settore florovivaistico europeo rappresenta un pilastro economico di primo piano, con un valore complessivo di 24,5 miliardi di euro. Oltre un terzo della superficie è destinato alla produzione di fiori e piante ornamentali. Negli ultimi dieci anni le esportazioni sono cresciute del 75,3%e le importazioni del 54,6%, con una bilancia commerciale positiva per circa 4,7 miliardi.

Nonostante la crescita in valore, la produzione europea registra però una contrazione di volumi e superfici, segnale di una filiera esposta a pressioni competitive, aumento dei costi e vincoli normativi.

Tra le priorità indicate dai produttori italiani e olandesi vi è la tutela del reddito dei coltivatori, oggi messo sotto pressione dall’aumento dei costi produttivi ed energetici. Nel mirino anche l’interpretazione della normativa europea sul packaging, che rischia di equiparare i vasi agli imballaggi: per il settore devono invece restare riconosciuti come fattori indispensabili di produzione. Centrale anche la promozione del fiore europeo attraverso programmi educativi e campagne di sensibilizzazione, riconoscendone il ruolo nel raggiungimento degli obiettivi ambientali e nel miglioramento della qualità della vita.

www.assofloro.it
www.coldiretti.it
www.filieraitalia.it

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