Ciesse Flower Export da oltre quarant’anni supporta i floricoltori italiani per ottimizzare le esportazioni nei mercati mondiali. Ha avviato un progetto pilota con Mps e sta acquisendo la certificazione Mps Florimark. Ce ne parla il suo titolare, Sandro Cepollina.
La riviera ligure è una zona storicamente vocata alla produzione floricola ed è ricca di avventure imprenditoriali che hanno portato nel mondo il meglio del made in Italy. Rientra in questo scenario la storia di Sandro Cepollina, che nel 1985 fonda Ciesse Flower Export con l’obiettivo di creare una struttura logistica per distribuire i fiori italiani nel nord Europa. Già nel 1987, dopo soli due anni, opera in Germania, Regno Unito, Belgio, Stati Uniti e Canada. Negli anni Novanta l’azienda si espande e fonda Ciesse Transport, per ottimizzare l’attività dei servizi di spedizione, e apre le prime sedi estere: Ciesse Uk nel Regno Unito e Ciesse France Fleurs in Francia. Parallelamente entra nel mercato norvegese, francese, giapponese e dell’est Europa.
Oggi Ciesse Flower Export distribuisce i fiori italiani soltanto all’estero e può contare su una sede di 5.500 mq dotata delle tecnologie più innovative e di pannelli solari per la produzione di energia sostenibile e pulita.
Per saperne di più abbiamo incontrato Sandro Cepollina, titolare di Ciesse Flower Export.
Valorizzare la produzione floricola italiana sui mercati mondiali
Come è nata Ciesse Flower Export?
Sandro Cepollina: Ho fondato Ciesse Flower Export nel 1985, dopo aver maturato diversi anni di esperienza nel settore florovivaistico internazionale. In quegli anni avevo avuto modo di conoscere a fondo sia il mondo della produzione italiana sia le esigenze dei mercati esteri, e mi ero reso conto che c’era bisogno di un collegamento più strutturato e affidabile tra i produttori e gli importatori.
Il mercato europeo dei fiori stava attraversando una fase di forte crescita e di apertura internazionale: aumentavano le richieste, ma serviva un interlocutore capace di garantire qualità, continuità nelle forniture e un servizio efficiente.
È proprio da questa esigenza che è nata Ciesse Flower Export: dalla volontà di valorizzare la produzione floricola italiana sui mercati esteri e di offrire ai clienti un servizio basato sulla selezione accurata dei prodotti, sulla competenza logistica e soprattutto su rapporti commerciali costruiti sulla fiducia e sulla conoscenza diretta del settore.
Fin dall’inizio il nostro obiettivo è stato quello di creare un ponte tra i produttori e i clienti internazionali, accompagnando ogni fase del processo con professionalità e attenzione alla qualità.
Inizialmente siete nati con la vocazione all’esportazione verso l’Inghilterra e la Germania, ma oggi operate anche negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e nel resto del nord Europa. Quali sono state le tappe più importanti di questo percorso?
Sandro Cepollina: Fin dalla sua fondazione, Ciesse Flower Export ha avuto una vocazione internazionale. I primi mercati di riferimento sono stati l’Inghilterra e la Germania, dove l’azienda ha costruito relazioni commerciali solide grazie alla qualità del prodotto e all’affidabilità del servizio. Negli anni successivi la crescita dell’azienda è passata attraverso il consolidamento della rete logistica e l’ampliamento progressivo dei mercati di destinazione, raggiungendo altri paesi del nord Europa e successivamente mercati più lontani e complessi come Stati Uniti, Canada e Giappone. Le tappe più importanti di questo percorso sono state l’internazionalizzazione dell’offerta, l’adattamento alle diverse esigenze dei clienti nei vari paesi e la capacità di valorizzare il florovivaismo italiano nel mondo, mantenendo sempre elevati standard di qualità, freschezza e servizio.
Spesso i buyer internazionali sono più attenti alla qualità dei prodotti e dei fiori, mentre in Italia c’è ancora un certo retaggio in favore del “prezzo”: mi sbaglio?
Sandro Cepollina: In parte è un’osservazione corretta, anche se oggi la differenza è meno marcata. I buyer internazionali tendono storicamente a privilegiare qualità costante, affidabilità e servizio, considerando il prezzo solo come uno dei fattori. In Italia, invece, per anni è stata più forte una sensibilità al prezzo, soprattutto in alcuni segmenti, anche se oggi il mercato sta evolvendo verso una maggiore attenzione alla qualità e alla continuità. In generale, sia in Italia sia all’estero, la tendenza è ormai quella di ricercare un equilibrio tra qualità, servizio e prezzo.
Perché non vendete anche in Italia?
Sandro Cepollina: Si tratta di una scelta strategica legata alla nostra esperienza e al posizionamento aziendale. Abbiamo deciso di focalizzarci esclusivamente sui mercati esteri, dove negli anni abbiamo sviluppato competenze, relazioni commerciali e opportunità di crescita maggiormente in linea con il nostro modello di business.



L’impegno per la sostenibilità
A proposito di sostenibilità, ho letto che già nel 2011 avete adottato i pannelli solari per la produzione di energia “verde”. Quanto è importante per voi il tema della sostenibilità? Oltre ai pannelli solari avete adottato altre soluzioni per ridurre l’impatto ambientale?
Sandro Cepollina: La sostenibilità per Ciesse Flower Export è un tema centrale e strutturale, sviluppato nel tempo su più livelli, dall’energia ai processi logistici. Nel 2011 abbiamo installato pannelli solari per la produzione di energia rinnovabile, anticipando un approccio oggi sempre più diffuso nel settore logistico, dove l’ottimizzazione energetica e la riduzione delle emissioni sono diventate priorità strategiche. Questo impegno si riflette anche nella gestione della logistica attraverso Ciesse Transport, che rappresenta una componente dedicata al trasporto dei fiori e delle piante in tutta Europa. L’obiettivo è garantire rapidità, puntualità ed efficienza, elementi fondamentali per ridurre sprechi, migliorare l’organizzazione delle spedizioni e ottimizzare i flussi della supply chain. In linea con questo approccio, l’azienda lavora anche su aspetti come l’ottimizzazione dei carichi, l’efficienza dei trasporti e la cura dell’imballaggio, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera.La sostenibilità, quindi, non è solo energia “verde”, ma un insieme di scelte operative quotidiane che coinvolgono produzione, logistica e distribuzione, in un’ottica di miglioramento continuo.
Voi commercializzate e distribuite fiori e fronde forniti dai vostri partner, cioè piccoli e medi coltivatori. Un aspetto che rende difficile le certificazioni ambientali, poiché spesso i fornitori non sono strutturati o sono piccole imprese. Nonostante questa difficoltà, so che state avviando un progetto con Mps per l’avvio della certificazione a un gruppo “pilota” di vostri fornitori: come è nata questa esigenza?
Sandro Cepollina: L’esigenza nasce dalla crescente richiesta del mercato internazionale di maggiore trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera floricola, non solo a livello del distributore finale ma anche della produzione. Lavorando con una rete di piccoli e medi coltivatori, ci siamo resi conto che uno dei principali limiti era proprio la diversa capacità organizzativa dei fornitori nell’affrontare percorsi di certificazione ambientale strutturata. Per questo abbiamo deciso di avviare un progetto pilota con Mps, con l’obiettivo di accompagnare gradualmente alcuni partner selezionati verso l’adozione degli standard certificativi. Si tratta di un percorso di crescita condiviso, che non ha solo una finalità di compliance, ma soprattutto di sviluppo:supportare i produttori nel migliorare le proprie pratiche, rendere la filiera più sostenibile e rispondere in modo sempre più efficace alle richieste dei buyer internazionali. In questo senso, il ruolo di Ciesse Flower Export è quello di facilitatore tra mercato e produzione, aiutando anche le realtà più piccole a fare un salto di qualità strutturale.
State acquisendo la certificazione Mps Florimark per la conformità delle buone prassi commerciali: ne possiamo parlare?
Sandro Cepollina: La scelta deriva dalla volontà di rendere ancora più trasparente e strutturato il nostro operato, in linea con le richieste dei mercati internazionali. La certificazione Mps Florimark rappresenta per noi un riconoscimento delle buone pratiche commerciali e della gestione responsabile della filiera, rafforzando la fiducia dei clienti e la tracciabilità dei processi. È un passo naturale in un percorso già orientato a qualità, correttezza e sostenibilità organizzativa.
Spesso le certificazioni ambientali vengono affrontate dietro pressione dei buyer nord europei. Qual è la vostra esperienza?
Sandro Cepollina: In molti casi la spinta iniziale verso la certificazione è arrivata soprattutto dai mercati del nord Europa, dove la sensibilità ai temi ambientali e alla tracciabilità è storicamente più alta e strutturata. I buyer esteri richiedono prodotti certificati perché devono garantire ai propri clienti finali standard chiari e verificabili in termini di sostenibilità, sicurezza e responsabilità lungo tutta la filiera. Le certificazioni diventano quindi uno strumento fondamentale di trasparenza e di riduzione del rischio, oltre che un criterio di selezione dei fornitori. Oggi però questo approccio non è più solo una “pressione esterna”, ma una vera e propria condizione di accesso a molti mercati internazionali, dove la certificazione è parte integrante delle regole del gioco commerciale.






















