A ottobre tornerà Greenitaly di Fiere di Parma, con una seconda edizione all’insegna dell’internazionalità e della promozione della forestazione delle filiere sostenibili. Ce ne parla il brand manager, Gloria Oppici.
Dal 7 al 9 ottobre si terrà la seconda edizione di Greenitaly, il Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio promosso da Fiere di Parma. Forte di un notevole know-how nell’ospitalità dei buyer internazionali, la prima edizione di Greenitaly si è contraddistinta per la grande presenza di operatori professionali provenienti da 30 paesi, tra cui Kazakistan, Uzbekistan, Giordania, Grecia, Libano, Germania, Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita.
In vista della seconda edizione, abbiamo incontrato Gloria Oppici, brand manager di Greenitaly.
Una mostra per promuovere il “capitale naturale”
Una delle caratteristiche di Greenitaly è il desiderio di innovare il modo di presentare il nostro “capitale naturale”…
Gloria Oppici: Attraverso Greenitaly vogliamo valorizzare uno dei settori simbolo del made in Italy: il florovivaismo. L’Italia è il terzo paese al mondo per export del comparto e il settore genera un indotto di 374 milioni di euro, rappresentando una componente strategica della nostra economia. L’obiettivo di Greenitaly è raccontare il valore del florovivaismo e il suo contributo al paese, mettendone in evidenza le peculiarità, le competenze e la capacità di innovare. Oggi il settore non produce soltanto piante: contribuisce alla qualità della vita delle persone, alla tutela della biodiversità, alla resilienza climatica e alla rigenerazione degli spazi urbani. Un elemento centrale del progetto è favorire il dialogo tra gli operatori del comparto e il mondo della ricerca, delle istituzioni e dell’innovazione, creando occasioni di confronto che possano generare nuove idee, soluzioni e opportunità di sviluppo per l’intera filiera.
La collaborazione tra Fiere di Parma e Ice- Agenzia rappresenta una grande opportunità per i produttori e le industrie italiane per creare un hub in Italia per ospitare i compratori internazionali e promuovere il made in Italy. Ne vogliamo parlare?
Gloria Oppici: Il florovivaismo italiano è riconosciuto a livello internazionale per la qualità delle sue produzioni e per la capacità di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità. È però fondamentale continuare a promuovere le peculiarità di questo settore e il valore che genera per l’Italia e per i territori. In questo percorso, Ice-Agenzia rappresenta un partner autorevole e strategico per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese e favorire nuove opportunità di business. Greenitaly nasce con una forte vocazione internazionale, come dimostrato già dalla prima edizione, che ha accolto buyer e operatori provenienti principalmente dall’Europa e dal Medio Oriente. La collaborazione con Ice-Agenzia rafforza ulteriormente questa dimensione, contribuendo a promuovere il settore sui mercati esteri e ad ampliare la visibilità delle eccellenze italiane nel mondo. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a consolidare questo posizionamento, facendo di Greenitaly un appuntamento di riferimento per gli operatori internazionali alla ricerca di qualità, innovazione e affidabilità nella filiera italiana del verde.
Anche l’attività che state promuovendo con Green Agorà, che vi ha portati a Zagabria, Parigi, Londra, ecc., va in questa direzione. Quanto sono importanti per Greenitaly gli incontri di Green Agora?
Gloria Oppici: Le Green Agorà permettono a Greenitaly di essere presente e attiva durante tutto l’anno, ben oltre i giorni della manifestazione. Rappresentano uno strumento fondamentale per alimentare il dialogo, valorizzare i temi al centro della fiera e favorire la nascita di nuove relazioni tra gli attori della filiera. Si tratta di un format itinerante che coinvolge imprese, istituzioni, associazioni e professionisti del mondo del verde, creando occasioni di confronto con tecnici, progettisti, ricercatori e operatori internazionali. Ogni appuntamento contribuisce a costruire una rete di competenze e conoscenze che arricchisce il settore e ne accompagna l’evoluzione. Le tappe organizzate in Italia e all’estero hanno un duplice obiettivo. Da un lato consentono di ascoltare le esigenze dei diversi territori, che spaziano dalla rigenerazione urbana alla meccanizzazione, dall’innovazione tecnologica agli strumenti di supporto per le imprese. Dall’altro permettono di presentare Greenitaly a interlocutori qualificati e di consolidare relazioni strategiche in vista della manifestazione.
La tappa di Parigi, per esempio, ha rafforzato il dialogo con un mercato chiave per il florovivaismo italiano e con professionisti impegnati sui temi del paesaggio e della vegetalizzazione urbana. L’incontro di Pistoia ha invece valorizzato il legame tra cultura del verde, letteratura e filiera vivaistica, mettendo al centro uno dei distretti più importanti del settore. A Parma, insieme a Crédit Agricole Italia, il confronto si è concentrato su innovazione tecnologica, automazione, digitalizzazione e strumenti finanziari a supporto delle imprese. Questa è la vera forza delle Green Agorà: creare un ecosistema di relazioni, idee e opportunità che continua a crescere durante tutto l’anno e che trova nella fiera il suo momento di sintesi e valorizzazione.
Nonostante il web, gli operatori hanno sempre maggiore necessità di “fare rete” e sviluppare relazioni personali, una missione che le fiere soddisfano pienamente. Qual è la vostra opinione?
Gloria Oppici: Le tecnologie sono fondamentali e continueranno ad avere un ruolo crescente: digitalizzazione, piattaforme di matching, cataloghi online, strumenti per la gestione dei contatti e presentazioni in tempo reale rendono il lavoro più efficiente. Ma nel nostro settore la relazione personale resta necessaria e fondamentale. Il florovivaismo è un mercato in cui contano la qualità del prodotto, l’affidabilità del fornitore, la continuità della relazione e la capacità di costruire fiducia. Una pianta, una soluzione per il verde urbano o una tecnologia produttiva non si valutano solo da una scheda tecnica: vanno viste, raccontate, confrontate, inserite in un contesto progettuale e commerciale. Per questo le fiere continuano ad avere una funzione insostituibile. Sono luoghi in cui il digitale può facilitare l’incontro, ma è la presenza fisica a renderlo più efficace. Greenitaly vuole essere esattamente questo: una piattaforma in cui l’innovazione tecnologica aiuta a creare contatti migliori, ma il valore nasce dall’incontro diretto tra persone, imprese e competenze.
Che novità troveremo a Greenitaly 2026?
Gloria Oppici: Per la seconda edizione della fiera, Greenitaly ospiterà un ciclo di incontri quotidiani dedicati all’alta formazione e alle filiere sostenibili, animati dal confronto tra esperti, aziende e studenti. Il palinsesto approfondirà le esperienze internazionali e i percorsi specialistici dedicati al florovivaismo e al green.
Un altro tema di alta rilevanza per questa seconda edizione è quello della forestazione. La produzione di piante forestali è il pilastro strategico per una reale politica dei crediti di carbonio. Greenitaly accende i riflettori sulla creazione di nuovi boschi urbani, asset cruciale anche nel post-Pnrr per traguardare gli obiettivi dell’Agenda 2030, dedicando un convegno di approfondimento sulle esperienze di forestazione urbana e periurbana con la visione integrata tra università, consorzi e l’amministrazione pubblica.























