La floricoltura olandese contesta i provvedimenti del governo

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floricoltura olandese

La floricoltura olandese in serra è sul piede di guerra per la mancanza di un intervento tempestivo del governo a fronte degli aumenti energetici che mettono in ginocchio il settore. Dopo che il ministro dell’Economia ha spiegato che il ministero non ha risorse illimitate per compensare le imprese danneggiate dall’aumento dei costi energetici, il 14 ottobre il governo olandese ha presentato un pacchetto di misure a sostegno delle Pmi ad alta intensità energetica che ha fortemente deluso i floricoltori in serra.

Si chiama Tegemoetkoming Energiekosten (Tek, che potremmo tradurre in Contributo Costo Energia) e prevede un sostegno a fondo perso per tutte le Pmi che non possono sottrarsi all’aumento dei costi. Non sviluppa però piani mirati per ogni settore, come il florovivaismo in serra, ma si basa sulla differenza dei costi energetici rapportati al fatturato. Dovrebbe entrare in vigore nel prossimo aprile, dopo l’approvazione della Commissione Europea, ma con effetto retroattivo all’1 novembre di quest’anno.

“Ciò non è sufficiente per le Pmi ad alta intensità energetica – spiega il comunicato ufficiale del 13 ottobre di Flora Holland – che sono già in gravi problemi oggi e hanno ancora l’inverno 2022/2023 davanti. Perciò il governo si deve impegnare con altre misure pronte da novembre per poter temporaneamente ridurre i costi operativi per gli imprenditori”.

Floricoltura olandese: il 25% della superficie produttiva è già stata “spenta”

Secondo una ricerca condotta da Glastuinbouw Netherland quasi un terzo dei produttori in serra ha problemi di liquidità o rischia di incontrarli a breve termine, a causa dei costi crescenti di gas ed elettricità. L’8% degli intervistati teme di dover presentare istanza di fallimento entro la fine del 2022 e il 23% prevede tagli di posti di lavoro nella propria azienda. I coltivatori di orchidee in vaso sono i più colpiti.

La ricerca stima inoltre che il 25% della superficie di coltivazione nei Paesi Bassi è stato costretto a cessare la produzione.

A commento del nuovo Tek, il 18 ottobre Steven van Schilfgaarde, Ceo di Royal Flora Holland, ha lanciato un secondo appello al governo olandese (dopo il primo del 12 settembre) all’interno di una dichiarazione rivolta ai produttori in serra, fortemente negativa verso le misure individuate.

“Molti coltivatori hanno urgente bisogno oggi e hanno deciso di spegnere le serre, anche per il prossimo inverno – ha spiegato Steven van Schilfgaarde -. La delusione è molto grande. Colpire questo settore ha un effetto non solo sul breve termine ma anche a lungo termine: esportatori e compratori stanno già guardando fuori dai Paesi Bassi per soddisfare i consumatori e la domanda di fiori e piante”.

“Faccio un appello urgente al nuovo ministro dell’Agricoltura – – conclude Steven van Schilfgaarde – per una prospettiva per gli agricoltori e giardinieri. In questo momento manca una visione. Gli imprenditori chiedono un prezzo dell’energia stabile e prevedibile così da poter pianificare le produzioni. So che non è un compito facile ma mi aspetto dai nostri governi una visione costruttiva per il futuro per un settore cruciale per il nostro Paese. La crisi delle serre avrà impatti sull’intera filiera e sulle intere comunità delle zone di produzione. Tutti noi dobbiamo convincere i governi che è in gioco il futuro dei produttori in serra nei Paesi Bassi. Sembra purtroppo mancare la volontà politica di intervenire, ma non dobbiamo arrenderci. Difendiamo il settore, fianco a fianco, per questo è il nostro interesse comune”.

www.royalfloraholland.com

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