Un gruppo di lavoro nazionale contro la crisi del florovivaismo

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crisi del florovivaismo

Per combattere gli effetti dell’emergenza sanitaria e la crisi del florovivaismo è stato costituito un gruppo di lavoro nazionale che avrà il compito di tutelare e rappresentare il settore floricolo. Nato su proposta di Giorgio Demenech, direttore commerciale della Floricoltura Maffucci di Viareggio e coordinato da Assofloro, il gruppo di lavoro comprende: Simone Cargnino (Piemonte), Luisa Mondelli (Lombardia), Nicola Nozza (Lombardia), Giampaolo Girelli (Veneto), Lionella Pastor (Liguria), Fabio Baldi (Emilia Romagna), Marco Carmazzi (Toscana), Giacomo Chiarappa (Toscana), Luca Maffucci (Toscana), Giorgio Demenech (Toscana), Guido Barra (Marche), Remo Dimeo (Lazio), Antonio Pisapia (Campania), Pietro Paparella (Puglia), Bruno Santacroce (Calabria), Francesco Guarino (Sicilia), Nada Forbici e Andrea Pellegatta (Assofloro).

Crisi del florovivaismo: è mancata una regia

La reazione delle imprese e delle associazioni di settore durante il lockdown è stata importante ed è riuscita ad accendere i riflettori dell’opinione pubblica e della politica sulle problematiche del florovivaismo. Ha però anche evidenziato l’estrema frammentazione della rappresentanza, dovuta anche alle tante “anime” del florovivaismo (produttori, giardinieri, garden center, progettisti, ecc.), e la mancanza di un organo capace di relazionarsi in modo continuativo e proattivo con tutte le istituzioni e i decisori politici, con la stessa forza e impegno sia a livello nazionale sia nelle singole Regioni.

“Il motivo? Sicuramente l’eccessiva frammentazione settoriale, che negli ultimi anni è ancora più marcata, sì per il fiorire di associazioni, ma anche per le tante comunicazioni messe in circolazione prima ancora di fare – ha spiegatoin un comunicato ufficiale Nada Forbici, presidente di Assofloro -. Comunicare prima ancora di agire: siamo proprio sicuri che sia questa la strada giusta? E cosa dire delle centinaia di lettere, appelli e raccolte firme inviate alle più alte cariche dello Stato da parte di associazioni private che hanno chiesto chiusure, aperture, sostegni economici e chi più ne ha più ne metta? Iniziative estemporanee, senza alcun supporto normativo o valutazione economica seria, con lo scopo di fare colpo sulle imprese. Un modo di agire che certamente porta un ritorno d’immagine perché ci si dimostra attivi e presenti e che può anche fare piacere alle aziende, perché le illude che si sta facendo per loro, ma che a poco servono per fare emergere i problemi e ottenere dalle istituzioni l’attenzione e i necessari e urgenti sostegni per il settore. Questo modus operandi ci ha fatto più volte chiedere se al sistema imprenditoriale si vuole raccontare la realtà o se si vuole, al contrario, continuare a illuderlo rendendolo poco edotto dei meccanismi della politica e delle istituzioni, limitandolo nel percorso per la sua crescita, con il solo scopo di guadagnare qualche consenso. Non si inserisce un articolo di legge o un emendamento a favore del settore in un Decreto inviando lettere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio o ai Ministri e sbandierando su Facebook di averlo fatto. Il lavoro serio, più complesso, ma che risulta essere efficace e di aiuto concreto per il settore, consiste nell’interagire con chi può scrivere e presentare un testo di legge o un emendamento, come le avvocature e gli uffici legislativi delle organizzazioni che seguono i lavori governativi e parlamentari e che siedono ai Tavoli decisori. Certo sono meccanismi complessi, ma se è sbagliato inquinare l’informazione e il dibattito sul settore con posizioni semplicistiche e superficiali, è sbagliato il doppio farlo in un momento di emergenza nazionale ed è grave il triplo se a farlo sono esponenti del mondo imprenditoriale o rappresentanti di associazioni dai quali ci si aspetterebbe un atteggiamento e un profilo più rigoroso per dare la possibilità al sistema corporativo di informarsi, essere consapevole e in definitiva risolvere i problemi attraverso un sostegno serio e concreto e non con le illusioni”.

Cosa farà il gruppo di lavoro nazionale

Il gruppo di lavoro nazionale contro crisi del florovivaismo si relazionerà in modo costruttivo e coordinato con le istituzioni e i decisori politici a livello regionale e nazionale, nei tempi molto stretti determinati sia dalla crisi sia dai lavori del Parlamento e del Governo.

Monitorerà con una attenzione costante i Decreti e le misure a sostegno delle imprese per intervenire con proposte ed emendamenti.

Farà sintesi delle istanze-proposte provenienti dal gruppo allargato e, più in generale, dalle imprese del settore, per farle giungere sui tavoli della politica in modo efficace.

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