Allarme prezzi delle materie prime: gli effetti per il gardening

Da inizio anno i prezzi dei trasporti e delle materie prime sono aumentati in modo esponenziale. La crescita dei prezzi e l’irreperibilità stanno mettendo in difficoltà le industrie di trasformazione di tutti i comparti. Una cosa è certa: sono in arrivo aumenti generalizzati.
Ne abbiamo parlato con 20 industrie del mercato del gardening.

Dall’inizio del 2021 le curve dei prezzi di molte materie prime hanno re­gistrato delle vere impennate verso l’alto, raggiungendo in alcuni casi quotazioni record. La concausa del­la ripresa economica statunitense e cinese e la diminuzione della dispo­nibilità delle materie prime (a par­tire dal petrolio) ha determinato un aumento eccezionale. Sono molte le associazioni di categoria che han­no già diramato allarmi, segnalando accanto alla crescita del costo dei materiali e delle spedizioni anche l’irreperibilità di alcune materie pri­me. Una situazione che sta metten­do in difficoltà moltissime imprese di trasformazione che, non avendo materie prime, sono addirittura sta­te costrette a ridurre o sospendere la produzione. Come è successo a Candy di Brugherio (MB) che ha fermato la produzione per due set­timane in aprile (e probabilmente anche a maggio) per mancanza di microchip.

Unionplast ha denunciato gli au­menti esagerati di tutti i derivati dal petrolio (+30% da dicembre) e ha stimato che l’80% delle imprese trasformatrici è stato costretto a ridurre la produzione di prodotti pla­stici. I prezzi delle materie plastiche sono iniziati a salire dallo scorso au­tunno ma nei primi quattro mesi del 2021 hanno toccato vette mai viste.

La stessa denuncia viene anche da Federunacoma, che lo scorso 20 aprile ha lanciato un allarme dedi­cato alle materie prime: “Il prezzo medio delle materie per l’industria risulta in crescita del 22% a mar­zo rispetto al gennaio 2020, con quotazioni particolarmente alte per il settore della meccanica (+40%) – spiega il comunicato ufficiale -. In Europa i prezzi degli acciai registra­no a marzo il loro massimo storico, con rincari particolarmente elevati per i laminati (Hrc e Crc) che cresco­no del 70/80% rispetto ai livelli pre Covid. Per quanto riguarda le plasti­che, nel primo trimestre dell’anno l’Europa registra un incremento del costo pari al 45% per l’etilene e al 121% per il polietilene. Ai forti rinca­ri delle materie prime si aggiungono le difficoltà della logistica e dei tra­sporti (ancora legate all’emergenza pandemica), un’impennata dei costi dei container e ritardi consistenti nei trasporti navali”.

Anche il costo dei trasporti è un al­tro fattore aggravante del problema. Il Centro Studi di Confindustria ha segnalato che il noleggio di un con­tainer è salito del 186% in un anno: da 1.500 a 4.300 dollari e le tariffe dalla Cina verso l’Europa sono più che raddoppiate. E l’incidente nel canale di Suez non ha certo aiutato.

Gli aumenti delle materie prime e dei trasporti portano con sé come conseguenze l’aumento dei prezzi e dell’inflazione: una vera sciagura in un paese che sta cercando di usci­re dalla crisi economica causata dalla pandemia, che ha fortemente ridotto il potere d’acquisto di mol­te famiglie. Sarà infatti impossibi­le per le industrie assorbire questi aumenti spropositati, poiché i loro margini sono già stati compressi al massimo dalle varie crisi degli anni Duemila.

Le conseguenze di questa situazio­ne le stiamo già vedendo in queste settimane (mentre scriviamo siamo a metà aprile) anche nel merca­to dei prodotti per il giardinaggio: sotto forma di aumenti di prezzo e difficoltà nel reperire alcune cate­gorie di prodotto. Quest’ultimo è un grosso problema per chi non ha fat­to scorte e prenotazioni, specie di fronte a una domanda in crescita e a un aumento del numero di consu­matori interessati.

Per capire in che modo questa si­tuazione stia impattando sulle im­prese del mercato del gardening e quali conseguenze potrà avere per la filiera e l’andamento dei prezzi, abbiamo intervistato 20 industrie del settore: 7 specializzate nella produzione di attrezzature e irriga­zione, 6 nel comparto dei prodotti per la cura delle piante (substrati, fertilizzanti, ecc.) e 7 nel comprato dei vasi.

Di seguito riportiamo tutte le inter­viste, suddivise per comparto mer­ceologico.

Vasi: plastica alle stelle e introvabile

BAMA
Rossella BaiocchiResponsabile marketing

Come stanno impattando gli aumen­ti del petrolio e delle materie prime?
“La difficoltà di approvvigionamento di materie prime interessa il 90% dei trasformatori europei di plastica e gomma e in molti casi questo pro­voca contrazioni della produzione e impossibilità di acquisire nuovi ordini: è quanto emerge da recenti sondaggi condotti dalle associazioni nazionali che compongono la federa­zione EuPC. Le oltre 50.000 piccole e medie aziende che costituisco­no l’industria della trasformazione della plastica in Europa sono sotto forte pressione – afferma EuPC – e, mentre si stanno ancora riprenden­do dagli effetti della pandemia, de­vono ora far fronte a una scarsità di materie prime che non solo ha aumentato drasticamente i loro co­sti di produzione, ma minaccia an­che di fermare l’attività produttiva”: questo è quanto scrive Polimerica (testata giornalistica specializza­ta nel mondo della plastica – ndr) e noi non solo lo condividiamo ma purtroppo viviamo questa realtà già da gennaio. Quali sono le cause? Continuano a parlare di forza mag­giore, ma la realtà è che il prezzo del polipropilene, derivato del petro­lio, ha raggiunto livelli spaventosi e purtroppo l’Italia è un paese di tra­sformatori, povera di materie prime: questo la rende dipendente dall’e­stero per l’approvvigionamento.

Perché mancano le materie prime?
Si parla di una serie di eventi nega­tivi, la famosa forza maggiore pre­cedentemente citata, che ha colpi­to l’industria petrolchimica, ma in realtà, senza continuare a girarci intorno, si tratta di manovre specu­lative e purtroppo le previsioni non fanno sperare in un’inversione del trend. Anzi, se fino a qualche giorno fa si parlava di miglioramenti entro giugno/luglio, adesso si comincia a vociferare di fine anno. L’acciaio e il petrolio detengono il triste primato nella scala degli aumenti delle ma­terie prime e le percentuali cambia­no di giorno in giorno. Il dato che potrei fornirvi oggi potrebbe non es­sere valido tra tre giorni.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Il problema esiste da gennaio: ha portato e porterà importanti cam­biamenti nella gestione di tutta la filiera, dalla pianificazione, alla produzione e alla distribuzione. A oggi siamo riusciti a non fermare gli impianti, ma non possiamo fare nessuna previsione per il lungo termine. Noi utilizziamo solo mate­ria prima vergine e non è possibile sostituirla con riciclato a causa di normative sulla sicurezza, ostacoli tecnici e requisiti di qualità. Inoltre, i riciclati non sono ancora disponi­bili in quantità sufficienti e con una qualità costante e (non per ultimo) anche il loro costo è in continuo aumento. Abbiamo quindi dovuto inevitabilmente aumentare i prezzi di tutti i nostri prodotti, compresi i vasi, aumento che a breve arriverà sugli scaffali, proprio adesso che il potere di acquisto dei consumatori è diminuito a causa dei danni provo­cati dal Covid.
Gennaio doveva rappresentare il mese della ripresa, così abbiamo continuato a investire in nuove tec­nologie meno impattanti per l’am­biente, abbiamo realizzato nuovi articoli… Ma senza benzina le mac­chine si fermano e senza polipropi­lene rischiamo di dover fermare gli impianti per la prima volta in 40 anni. Se si ferma anche l’industria rischiamo che l’Italia diventi a bre­ve un’isola turistica in mano a for­ze economiche estere. Ma forse è quello che vogliono.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Il cambiamento epocale è già in atto e non possiamo fare previsioni per il futuro: chi di noi avrebbe potuto pre­vedere una pandemia nel 2020? Si­curamente se il trend dell’aumento dei prezzi di tutte le materie prime (per tacere di quelli di luce e gas, che andranno ulteriormente a inci­dere sull’aumento dei costi) e nel nostro caso del polipropilene non si inverte velocemente – come an­che la sua reperibilità – rischiamo di non essere in grado di garantire la disponibilità dei nostri prodotti e purtroppo non saremo gli unici.

PLASTECNIC
Emilia BonanomiDirettore generale

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?

Le imprese del settore plastica si trovano in una situazione molto de­licata. Già dalla fine dello scorso anno i prezzi delle materie prime hanno iniziato ad aumentare, ma dall’inizio dell’anno abbiamo assi­stito a una crescita a due cifre che ancora non accenna a rallentare e che riguarda praticamente tutti i polimeri di interesse per il nostro settore, dal polietilene al polipropi­lene, fino al riciclato. L’andamento settimanale dei prezzi del polipro­pilene spot raccolto da ChemOrbis segna alla scorsa settimana un in­cremento del 95% rispetto all’ulti­ma settimana di dicembre, ma già questa settimana ci stanno presen­tando nuove quotazioni superiori al 100%. Gli incrementi di prezzo su­perano in molti casi il 100%.
Ma la cosa ancor più drammatica è la scarsa disponibilità: le quanti­tà a disposizione sui mercati mon­diali sono nettamente inferiori alla domanda, come già denunciato da Il Sole 24 Ore e dalla stampa spe­cializzata, e quindi accade spesso di non riuscire affatto a reperire i materiali necessari alla produzione.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività?
Questa situazione ha già portato conseguenze alla nostra attività, in termini organizzativi, di programma­zione della produzione e di rapporti con il mercato. Nello specifico sia­mo costretti a comunicare ai fornito­ri previsioni relative ai nostri fabbi­sogni con largo anticipo, avendo poi conferme dell’effettiva disponibilità di materiale in tempi tanto brevi che non ci rendono assolutamente pos­sibile un’efficiente pianificazione.
Le conseguenze sono: impossibi­lità di ottimizzare l’impiego delle risorse con il derivante aggravio di costi, estrema difficoltà nel gestire gli stock a magazzino e concreto rischio di abbassare sensibilmente la qualità del servizio al mercato.
Il nostro sguardo è come sempre rivolto al mercato e con sforzi enor­mi, sia a livello economico sia or­ganizzativo, stiamo mantenendo i nostri standard.

Prevedete aumenti di prezzo?
Naturalmente siamo stati costret­ti a rivedere i listini anche se con aumenti che hanno solo in minima parte coperto gli aumenti che stia­mo consuntivando, presentandoli a un mercato che ha generalmente compreso il particolare contesto.
Dobbiamo prendere atto che la si­tuazione a oggi è tutt’altro che sta­bilizzata, pertanto stiamo mante­nendo un livello di massima allerta, non escludendo di dover adottare ulteriori iniziative.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori?
L’aumento ora sta toccando a tutti i materiali, e questo comporterà un aumento generalizzato dei prezzi. Temo inoltre che per il futuro, pur ritornando la disponibilità del pro­dotto, il costo medio rimarrà sensi­bilmente più alto.

STEFANPLAST
Paolo PercassiDirettore vendita Italia

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
I materiali da noi utilizzati, in parti­colare polipropilene e Ldpe (polieti­lene a bassa densità – ndr), hanno subìto aumenti anche del 100%, passando da poco più di 1.000 euro alla tonnellata di fine 2020 a 2.000/2.150 euro. Incrementi mai visti.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
L’attività non ha subìto variazioni: il mercato è molto vivace in questo momento. Purtroppo però, oltre a subire maggiori costi, ci sono diffi­coltà nel reperire la materia prima e questo potrebbe portare in futuro a scelte difficili. Ci auguriamo davvero di evitarle.
È ovvio che diventa impossibile scaricare sui prezzi dei prodotti queste variazioni; in questa fase le aziende stanno facendo da “ammortizzatore” per l’inflazio­ne, portando aumenti davvero insignificanti, ma non potranno reggere a lungo.

Quali conseguenze porterà ai ri­venditori e ai consumatori? Tut­to tornerà alla normalità o sia­mo di fronte a un cambiamento epocale?
L’inflazione sarà il primo risul­tato e in un momento di tensio­ne sui redditi di molte persone questo non è per nulla positivo. Per il futuro pensiamo, anzi spe­riamo, possa esserci un calo, un ritorno a quotazioni più reali, ma non riteniamo che succederà a breve e comunque non sui livelli del 2020.

SGARAVATTI TREND
Antonio Sgaravatti  – Co-founder

Da dove arriva questa crisi?
Penso che l’aumento delle ma­terie prime sia imputabile a una speculazione dovuta a maggiori ordinativi da parte del Far East. L’accaparramento di materia prima è funzionale alla ripresa della produzione e delle vendite attesa nel post Covid. C’è proba­bilmente una volontà strategica nel mantenere invariate le po­sizioni di mercato acquisite nel tempo e con questa modalità di intervento si creano difficoltà oggettive alla produzione eu­ropea che si vedrà costretta a mantenere parecchie produzio­ni in quei paesi.
La perdita di capacità produttiva di materie prime, avvenuta nel tempo in Europa, a causa anche delle sostanze inquinanti dovute alla trasformazione, è stata di fat­to delegata a paesi meno attenti alla sostenibilità ambientale.
Le industrie europee, con meno materie prime da trasformare o con costi elevati, possono ave­re dei problemi di prezzo in par­ticolare nelle commodity anche del settore giardinaggio.
Saranno necessari aumenti di prezzi che a catena arriveranno al consumatore e che potranno creare inflazione.
La materia prima è una com­ponente importantissima; nel nostro caso, in cui utilizziamo acciaio, plastica e neodimio, questi aumenti, se continuerà l’ascesa, potranno incidere da un 10 a un 30% sui prezzi al con­sumatore.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività?
Sono preoccupato sia per i prezzi e ancor più della reperibilità della ma­teria prima. Per nostra fortuna ab­biamo puntato molto sul brand Ka­laMitica e sulle vendite online dove è possibile essere veloci rispetto ai cambiamenti repentini del mercato.

Avete dovuto modificare i program­mi di produzione?
Al momento non abbiamo modifica­to i programmi e facciamo tutto in Italia. Nel futuro sarà necessaria più programmazione e più controllo di gestione per comprendere come mantenere la marginalità necessa­ria all’azienda.

Prevedete aumenti di prezzo?
Sì, inevitabilmente.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Il cambiamento è epocale sia per la produzione che per la distribuzione, non nutro dubbi in proposito.
Credo che solo con molta collabora­zione tra le imprese del primario, se­condario e terziario si potrà reagire e riprendersi dalle batoste di questo ultimo periodo. Spero ci sarà in fu­turo maggiore consapevolezza del danno creato delegando produzione e ricchezza alle aziende del Far East.
Oggi dobbiamo tornare a sostenere un nuovo modello di economia cir­colare atta a far conoscere e a ven­dere nel mondo la grande capacità di produrre valore e qualità made in Italy. Dove produzione, trasfor­mazione, vendita e comunicazione trovino quella nuova armonia e sin­tonia condividendo insieme obietti­vi comuni. Come dice una persona che stimo molto “oggi non vince il più forte ma chi collabora”.

EDELMAN BV
Fabio Casotto  – Responsabile per l’Italia

Come state vivendo la tensione sul­le materie prime?
Con riferimento ai prezzi praticati nel 2021, non ci sono stati aumenti relativi a questi prodotti: i prezzi era­no stati bloccati con le aziende di produzione, che hanno mantenuto l’accordo stipulato. È possibile un aumento nel 2022, in particolare per prodotti legati al rame (luci Nata­le) o legati al petrolio (riscaldamen­to forni di produzione/trasporti).
Il prezzo del nolo dei container era stato contrattato nei mesi prece­denti la crisi, per cui non abbiamo avuto ripercussioni sui prezzi. La tendenza ora è verso la normalità di questa voce di costo. A noi risulta che i prezzi avevano subìto un’im­pennata fino a 8.500 dollari.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Al momento non ci sono voci al ri­guardo e ci riteniamo fortunati, re­gistrando sino a ora un aumento in­torno al 40% delle vendite. Date le premesse, è sinceramente inaspet­tato ma frutto di un lavoro costante su servizio/qualità.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Abbiamo lavorato molto su una effi­cace presentazione del tour virtuale del nostro showroom (6.000 mq): questo strumento, unito alla fiducia concessa dalla nostra clientela, ci ha permesso di raggiungere i risul­tati precedentemente indicati con un trend in continua evoluzione po­sitiva.
Le difficoltà che abbiamo incontra­to in questo periodo sono riferite ad alcuni articoli di vasi da interno: le nostre produzioni in Germania e Portogallo sono state colpite nello scorso inverno da Covid, rallentan­do i programmi di produzione. A questo va unito il forte incremento di domanda a livello globale di con­tenitori di piante: i due fattori con­giunti hanno creato alcune difficoltà presso la nostra clientela.
Registriamo un ritardo nelle conse­gne anche nei vasi da esterno pro­venienti dal Vietnam: i dazi di im­port Usa, frutto del periodo Trump, avevano spostato le richieste di questi articoli sulle produzioni vie­tnamite, causando un intasamento nella produzione e un conseguente rallentamento nella evasione degli ordini. Ci aspettiamo che la stessa situazione possa essere rivista per la seconda metà dell’anno sul mer­cato cinese (articoli natalizi), data la differente apertura della nuova am­ministrazione Usa.

TEKCNOPLAST
Luciano Monacis  – Amministratore

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Negli ultimi 5 mesi abbiamo assisti­to, inermi, nel nostro settore a un raddoppio dei costi per le materie prime. In particolare di tutti i ma­teriali plastici, i metalli e i componenti elettronici. Abbiamo subìto un aumento imprevedibile e ormai ingestibile, unito a una difficile re­peribilità sul mercato.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Certamente, abbiamo dovuto so­spendere i listini in essere e appli­care aumenti definiti per sopperire ai costi sostenuti. Fortunatamente i programmi di produzione non sono variati poiché i nostri clienti hanno accettato di buon grado l’aumento, che abbiamo però cercato di mini­mizzare al massimo, senza alcuna speculazione.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Siamo fiduciosi che la situazione po­trà migliorare nei prossimi mesi, ma sarà un recupero graduale.

FARMET NEW
Ufficio marketing

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Abbiamo subìto un aumento del 45% sul polietilene e prevediamo altri aumenti.
Prevediamo un aumento generaliz­zato dei prezzi e siamo preoccupati affinché ci arrivino le materie prime necessarie. Ci auguriamo inoltre che questa situazione duri per un breve periodo e che i prezzi rientrino al più presto.

Substrati e prodotti per la cura del verde: fertilizzanti oltre il 100%

CIFO
Pierluigi Picciani  – Direttore commerciale e marketing

Da dove arriva questa crisi? Quali materie prime stanno registrando i maggiori rincari?
L’attuale pandemia, con la conse­guente crisi che ha impattato pesan­temente sul trasporto marittimo, e poi il blocco del canale di Suez, sono alcuni dei fattori che hanno purtroppo dato vita alla cosiddet­ta “tempesta perfetta”, generando elevati rincari delle materie prime e difficoltà di approvvigionamento delle stesse, a livello piuttosto ge­neralizzato.
Se guardiamo alle principali materie prime di natura chimica che sono la base dei fertilizzanti – e quindi azoto, potassio e fosforo – la prima osservazione da fare è che, se in passato l’Europa poteva contare su una buona produzione interna, oggi dipendiamo invece dalla Cina, che è la fabbrica chimica dell’Europa. E ciò ovviamente non poteva che ave­re pesanti ripercussioni sul settore.
Si pensi che nel primo trimestre 2021 i prodotti azotati sono au­mentati in media del 70% con pun­te di oltre il 100%. Non è andata meglio per quanto riguarda fosforo e potassio che, nello stesso lasso di tempo, hanno avuto un incremen­to di prezzo medio del 90% con pun­te di oltre il 110%.
Il Covid, inoltre, ha impattato pe­santemente anche sulle materie prime di natura organica. Se è vero, infatti, che l’azoto può essere estratto anche dai prodotti organici, dobbiamo considerare che per far­lo è necessario avere degli scarti di lavorazione; ma oggi le concerie sono in crisi e anche la macellazio­ne registra numeri molto più bassi (per la chiusura delle grandi mense e dei ristoranti). Per cui va da sé che gli scarti delle lavorazioni di queste produzioni sono diventati anch’es­si difficili da reperire e per di più, proprio in virtù della loro scarsità, attualmente vengono venduti, an­ziché ceduti gratuitamente come avveniva in precedenza.
Lo stesso è avvenuto con la crisi del mercato del mobile, che ha creato carenza di scarti della lavo­razione del legno, che pure costi­tuiscono materia prima per diversi fertilizzanti.
Uguali problematiche le riscontria­mo purtroppo anche riguardo alle materie prime necessarie per gli im­balli. Basti pensare alla plastica: se gli aerei non volano, non si fa raffi­nazione e manca il sotto-scarto del­la stessa. Ad aggravare la carenza di polimeri, inoltre, hanno contribu­ito anche le forti gelate di fine feb­braio negli Usa, che hanno portato al blocco di molti impianti petrolchi­mici: così il prezzo della plastica è esploso.
Altrettanto difficile è approvvigionar­si di astucci in carta e cartone, per­ché le cartiere sono letteralmente sotto pressione: carta, cartone da macero e cellulosa sono sempre più costosi e difficili da reperire sul mercato.
Tra l’altro, essendo cresciuta in maniera esponenziale la domanda del settore home&garden, è intui­bile come le difficoltà di cui sopra risultino ancora più pesanti per noi da affrontare.
I punti di forza di Cifo, che ci per­mettono di resistere meglio sul mer­cato, sono sicuramente la nostra vocazione al biologico e l’apparte­nenza a un grande gruppo che, oltre ad avere un forte potere di acqui­sto, è anche integrato a monte, per dipendere il meno possibile dall’e­sterno. Infatti, per quanto riguarda l’approvvigionamento di alghe, così come di acidi umici e fulvici, attin­giamo da società che fanno parte del nostro Gruppo, rispettivamente con sede in Canada e in Ungheria: questo rappresenta un indubbio vantaggio, sebbene scontiamo co­munque le problematiche generaliz­zate relative alla logistica.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Avete dovuto modificare i programmi di produzione?
La nostra produzione ovviamente, vista la situazione attuale, è più frammentata, in quanto condiziona­ta appunto dalla disponibilità delle materie prime.

Prevedete aumenti di prezzo?
Per quanto riguarda i prezzi, per il momento ci stiamo impegnando il più possibile per non riversare l’au­mento dei nostri costi sul mercato, se non dove non possiamo farne a meno, e stiamo a guardare per capi­re come evolverà la situazione. Cer­to, se queste condizioni dovessero protrarsi a lungo nel tempo, anche noi dovremo rispondere.

Quali conseguenze porterà ai ri­venditori e ai consumatori? Preve­dete un aumento generalizzato dei prezzi?
Se la situazione rimarrà a questi livelli, temo che un aumento ge­neralizzato dei prezzi sarà inevita­bile.

Assisteremo a una diminuzione del­la produzione e quindi dell’offerta e della reperibilità dei prodotti sul mercato?
Probabilmente ci sarà una minore tempestività di risposta alla richie­sta del mercato.

In futuro tutto tornerà alla normalità oppure siamo di fronte a un cambia­mento epocale?
Finché ci sarà questa pandemia è difficile parlare di normalità. Quan­do l’emergenza sarà finita, proba­bilmente qualche cambiamento ci sarà e mi auguro in meglio. Intendo dire che questa esperienza potrà rappresentare per tutte le imprese uno stimolo a migliorarsi nella ge­stione delle risorse e a valutare più attentamente i potenziali rischi in­siti nel mercato globale.

COPYR
Mario Di Leva  – Country manager

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Purtroppo la situazione è molto complicata: gli aumenti segnala­ti sono reali e sono stati applicati senza nessun preavviso. Come può immaginare non posso entrare trop­po nello specifico, ma le posso dire che gli aumenti sui prodotti finiti variano dalla tipologia del prodotto stesso e oscillano tra il 2/3% fino ad arrivare anche al 15%. Nel caso specifico del nostro mercato, molti dei principi attivi arrivano da fuori Europa e quindi l’aumento dei tra­sporti ha un impatto molto forte.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività?
Fortunatamente la collaborazione con Zelnova-Zeltia ci permette di operare a livello globale e la colla­borazione tra i nostri uffici acquisti ha ridotto al minimo i disservizi. Abbiamo dovuto fare piccoli slitta­menti di produzione che si portano dietro dei costi: ma al momento siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste dei nostri clienti.

Prevedete aumenti di prezzo?
Sicuramente l’industria non potrà sopportare ancora molto questa situazione, in quanto, oltre alle diffi­coltà del periodo dovute alla pande­mia, che hanno portato le aziende a interventi strutturali per gestire un evento eccezionale, ci si trova davanti ad aumenti anche a tripla cifra. Al momento stiamo portando avanti delle analisi interne per capi­re se e come intervenire sui listini, ma se vogliamo continuare a offrire servizi e prodotti di qualità credo che sarà l’unica scelta possibile.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Cosa succederà nel prossimo futu­ro è complesso da dire, anche per­ché tutti questi cambiamenti sono molto rapidi. Immagino che ci sarà un forte incremento dell’inflazio­ne, con una conseguente riduzione del potere di acquisto da parte di consumatori. Immagino che tutti i player sul mercato dovranno inter­venire per preservare la continuità aziendale e ridurre al minimo le per­dite dovute a questi aumenti: quindi prevedo un aumento generalizzato dei prezzi, cosa che d’altronde è già accaduta in diversi settori.

SBM LIFE SCIENCE ITALIA
Ferdinando Quarantelli  – Country head

State registrando aumenti di mate­rie prime? In che modo stanno inci­dendo questi aumenti?
Allo stato attuale possiamo solo confermare che durante gli ultimi 4/5 mesi si è assistito a una cre­scita continua dei costi di numero­se materie prime, spesso accompa­gnata da disponibilità ridotte e con tempi di approvvigionamento molto più lunghi del solito (e quasi sem­pre non rispettati).
Come noi, molte società del settore cura delle piante a fine 2020 hanno anticipato gli acquisti e aumentato le scorte, per ridurre i rischi derivan­ti da uno scenario Covid di assoluta incertezza. La crescita esponen­ziale del mercato della cura delle piante nei primi 3 mesi del 2021 ha parzialmente vanificato lo sforzo e le scorte sono state appena suffi­cienti a far fronte alla crescita del mercato: per alcuni segmenti si par­la di una crescita di oltre il 50%.
Dire quale sia la percentuale di aumento dei costi maturata fino a oggi è ancora presto, perché per molte materie prime e di confezio­namento può accadere che il prez­zo di acquisto verrà “definito” solo a conguaglio: molti fornitori applica­no la clausola della “forza maggio­re” e non applicano il contratto. Se dovessi esprimere oggi un parere, per il momento l’impatto è stima­bile con una forbice del 10/20%: chiaramente si tratta di una media, poiché ogni prodotto ha un costo con crescite diverse.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Questa situazione, unitamente all’esplosione dei consumi, ha stravolto la programmazione, che per fortuna ha retto abbastanza bene; ora qualche dubbio per i prossimi mesi resta ed è legato prevalentemente al costo delle materie prime e alla disponibilità delle stesse. Se questo scenario sarà confermato, gli aumenti di prezzo saranno inevitabili.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
In linea di massima prevediamo che l’aumento di queste materie prime determinerà per forza di cose un aumento dei prezzi al consumo. Pe­raltro spesso sono materie prime di comune impiego in numerosi setto­ri: plastica per il packaging, concimi minerali, farine, trasporti marittimi in container, co-formulanti chimici, rame ecc.
Allo stesso tempo non possiamo dimenticare che una “ripartenza” dell’inflazione era attesa come con­seguenza della ripartenza dell’eco­nomia mondiale dopo lo stop dovu­to alla pandemia.

ITAL-AGRO
Direzione commerciale

Quali ripercussioni state vivendo?
Stiamo assistendo a una fibrilla­zione generale da parte dei nostri fornitori preoccupati per la irreperi­bilità delle materie prime e di con­seguenza dei prezzi, che ci hanno comunicato che i prezzi oggi in cor­so non potranno essere mantenuti e quindi dovranno essere rivisti di volta in volta per nuovi ordini.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Stiamo pensando di preannunciare futuri aumenti ai clienti.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Stiamo già assorbendo una par­te degli aumenti, grazie anche alle scorte costituite su molti prodotti. Ma sappiamo che se la situazione perdurerà saremo costretti, a no­stra volta, a rivedere i prezzi con­cessi ai nostri rivenditori.

VIGORPLANT
Narada Oldrini  – Responsabile controllo di gestione

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Uno dei rincari maggiori è stato si­curamente quello relativo agli im­ballaggi: da inizio anno abbiamo infatti subìto aumenti del 30% cir­ca e con la prossima introduzione della plastic tax prevista per il 1° luglio 2021 sicuramente vi saranno da considerare e prevedere ulterio­ri rincari.
Nel settore dei terricci gli aumenti sugli imballaggi hanno un peso mag­giore che in altri settori. Inoltre sui nostri flussi di approv­vigionamento via nave abbiamo subìto forti ritardi e aumenti con­siderevoli.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Sicuramente ci sono state alcune ripercussioni come un primo au­mento a inizio anno causato da un forte incremento dei costi di una delle nostre principali materie pri­me: la torba.
Vigorplant ha deciso di assorbire il grosso di questa maggiorazione per non pesare eccessivamente sulle politiche commerciali del tra­de e garantire così la competitività stessa del brand.
Monitoriamo costantemente la si­tuazione relativa al controllo dei nostri costi con riunioni periodiche per poterne valutare gli effetti sul­la gestione aziendale e preservare così la nostra competitività, grazie anche a importanti investimenti in ricerca e sviluppo per la ricerca di nuove e possibili tecnologie.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
La nostra speranza certamente è quella di mantenere delle margina­lità congrue e coerenti con le logi­che del nostro settore e la volontà sicuramente è quella di evitare di gravare sui consumatori finali. Tut­tavia va anche considerato che non è possibile per gli attori della filiera produttiva assorbire sempre tutti i costi e questo potrebbe comporta­re un eventuale aggravio per i con­sumatori finali.
In base a nostre considerazioni ri­teniamo che nei prossimi mesi e anni i prezzi potranno tornare a contrarsi, ma dubitiamo comun­que si possa tornare a livelli pre 2020.
Ciò che possiamo fare è sicura­mente continuare a mantenere alta la qualità e la cura dei nostri prodotti sia dal lato produttivo che logistico e commerciale.

TERFLOR
Simone Gatti  – Responsabile commerciale e marketing

Quali materie prime stanno registran­do i maggiori rincari?
Effettivamente la situazione è mol­to delicata. I prezzi delle materie prime sono schizzati alle stelle. Per quanto riguarda il nostro settore, ab­biamo assistito negli ultimi mesi a incrementi davvero importanti delle quotazioni di torba (20/30%), cocco (25/30%), corteccia (10/15%), pla­stica (15/20%) e si potrebbe conti­nuare, dato che non hanno rispar­miato concimi e “additivi” vari.
Gli aumenti sono dovuti essenzial­mente a un incremento della doman­da e a un, ancor più sensibile, incre­mento delle quotazioni di trasporto da Cina, India ma anche dall’Europa del nord e dell’est.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Terflor, a oggi, è riuscita a fronteggia­re bene la situazione, grazie a una campagna acquisti pianificata con lungo anticipo, che ci ha permesso di incamerare gran parte del mate­riale indispensabile alla produzione prima che la situazione precipitasse. Vero è che la stagione è molto buona e quindi sarà inevitabile il ricorso a ulteriori approvvigionamenti.
I nostri listini di vendita al momen­to rimangono confermati anche per­ché crediamo sia segno di serietà di un’azienda non variarli in stagione. Purtroppo i rischi d’impresa esisto­no e l’aumento dei prezzi di materie prime fa parte di questi.
Siamo stati molto aiutati dalla cam­pagna acquisti effettuata con largo anticipo e, comunque, muovendosi con attenzione si riesce a portare a casa il materiale anche se non sem­pre a evitare gli aumenti cui si accen­nava in precedenza.

Quali conseguenze porterà ai rivendi­tori e ai consumatori? Tutto tornerà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
Sarà difficile tornare alla “normalità” nell’immediato futuro. Ci aspettiamo infatti che i vari aumenti vengano confermati anche per la prossima stagione e, non potendo assorbirli a scapito dei propri margini, le aziende ritoccheranno sicuramente i listini di vendita.
Per quanto riguarda i substrati, che vengono comunque proposti a prezzi di vendita al pubblico già piuttosto contenuti, non dovrebbero esser­ci grossi problemi. Grazie anche al fatto che il mercato è in una fase di espansione, dovuta alla situazio­ne particolare che stiamo vivendo e che, una volta superata, lascerà comunque un bacino di clientela più ampio e giovane.
La situazione offre sicuramente an­che nuove possibilità. Apre infatti la porta a innovazione e ricerca, sia sul fronte delle materie prime, andando alla ricerca di materie nuove ed eco­logicamente meno impattanti, sia su quello del prodotto finito, da presen­tare al mercato per far percepire al consumatore il vero valore e potenzia­le del prodotto che sta acquistando.

Attrezzi e irrigazione: au­mentano i costi delle impor­tazioni

HOZELOCK-EXEL
Emilio Marchionni  – Direttore commerciale Italia

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Per quello che ci riguarda, utiliz­ziamo come materia prima l’Abs e in minima parte il Pvc e questo è aumentato del 107%. Il mercato ci­nese e quello americano hanno co­minciato a tirare a ritmi pazzeschi e stanno assorbendo moltissima materia prima, pagandola anche molto di più di quello che sarebbe il normale. Chiaramente anche i produttori europei di materie pri­me preferiscono consegnare a chi paga di più, lasciando le briciole ai produttori europei. Noi producia­mo oltre il 90% dei nostri prodot­ti in Francia e Inghilterra e quindi non abbiamo molta dipendenza dai mercati cinesi, tuttavia un po’ di componentistica arriva dall’oriente e quindi comunque limita la produ­zione che dipende da questi prodot­ti. Questo ci fa protendere ancor di più sul puntare su aziende di com­ponentistica europea, pur sapendo che costerà di più.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Abbiamo incrementato notevol­mente le vendite in tutta Europa e in Italia in particolare. Pur avendo scorte di materie prime a sufficien­za, pensate per un incremento logi­co importante, questi alti consumi stanno facendo scendere le scorte di materia prima in modo conside­revole e abbiamo iniziato a compra­re materiale plastico e in metallo a prezzi superiori, dal 40 al 110%. Abbiamo cercato di assorbire que­sti aumenti il più possibile, tuttavia siamo stati costretti ad aumenta­re il nostro listino. I programmi di produzione erano già saltati a cau­sa della forte richiesta di prodotto e abbiamo adeguato la produzione in questo senso.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori?
Anche i nostri clienti, che hanno subìto gli aumenti di listino, hanno capito la situazione e non hanno potuto fare altro se non accettare. Chiaramente anche loro potranno assorbire questo impatto lavoran­do sulla propria marginalità, ma è inevitabile che dovranno di conse­guenza alzare i prezzi al pubblico. Per quanto riguarda la reperibili­tà, al momento stiamo tenendo lo scossone anche se con ritardi di qualche settimana per le consegne, per permettere alle nostre fabbriche di produrre quantitativi adeguati a rimpinguare le scorte di magazzino. Chiaramente compran­do materia prima a prezzi elevati.

Tutto tornerà alla normalità?
Dire che tutto tornerà alla norma­lità è difficile. L’onda sarà lunga e non finirà con il finire dell’effetto Covid. Tuttavia l’aspetto specula­tivo da parte dei produttori di pe­trolio, materie plastiche e metallo è evidente e quindi i prezzi sono destinati a scendere, anche se forse non saranno mai più come quelli di pochi mesi fa. Questo ef­fetto inflattivo avrà grosso impatto soprattutto sul mondo dell’alimen­tazione.

RAIN
Matteo Maria Stiatti  – Executive vice president

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
La dinamica di aumento è generaliz­zata, però naturalmente si applica a nuovi ordini di materiale. Dunque l’incidenza sulla produzione dipen­de molto dalla politica di approvvi­gionamento che ciascuna azienda ha messo in atto. Quanto più si è acquistato prima di febbraio tanto minore è l’impatto dei rincari.
La materia plastica è aumentata dal 15 al 35% a seconda del tipo di compound. I trasporti via mare dall’Asia hanno triplicato il loro co­sto a partire da gennaio.
Dunque, se la tendenza si doves­se consolidare, anche chi non ha effettuato aumenti sino a ora sarà costretto a farlo a breve.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Preve­dete aumenti di prezzo?
Sicuramente ci saranno aumenti di prezzo a partire dal mese di maggio.

Quali conseguenze porterà ai ri­venditori e ai consumatori? Tutto tornerà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
È difficile prevedere il termine di questa situazione eccezionale e se le persone cambieranno abitudini di consumo o meno.
Sicuramente nel mercato del giardi­naggio uno dei grandi problemi del­la tarda primavera sarà proprio la reperibilità dei prodotti sul merca­to: una situazione che comporterà tensioni sui prezzi.

EUROEQUIPE
Paolo De Nora  – Amministratore unico

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Rispetto alle cifre che vengono pub­blicate, gli aumenti reali sono supe­riori per poter riuscire ad avere di­sponibilità di materia prima.
In merito all’aumento dei trasporti import, mi auguro sia colto come uno stimolo per tutti a riscoprire le eccellenze italiane ed europee. Molti attori della nostra distribuzio­ne, in particolare quella tradiziona­le, si rivolgono ormai per abitudine all’importazione asiatica: sono con­vinto che molti grossisti si sono ac­corti della convenienza italiana e della migliore qualità. È il momento di valorizzarla e salvaguardarla!
La nostra azienda da 8 anni ha pro­gressivamente abbandonato quel po’ di made in China della nostra gamma e sviluppato nuovi progetti privilegiando l’eccellenza italiana. Per questa ragione non abbiamo subìto l’impatto sui trasporti import! Anzi il nostro made in Italy ha incon­trato molti consensi a livello interna­zionale con l’export in salita vertica­le e con i nomi più significativi della distribuzione internazionale. Per la nostra azienda è una opportunità che ha evidenziato positivamente l’effetto delle nostre scelte industria­li basate su qualità, favorevole rap­porto qualità/prezzo e made in Italy.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Adoperando tecnopolimeri food gra­de, la nostra scelta di un prodotto superleggero, l’incidenza delle ma­terie prime è minima sulle nostre produzioni rispetto alle produzioni tradizionali.
L’impatto dell’aumento prezzi è con­tenuto con una media ponderata del 6% rispetto al raddoppio delle materie prime di riferimento.
La nostra scelta, protetta con bre­vetti concessi in tutto il mondo, di adoperare poca materia prima ma di alta qualità e ad alte prestazio­ni, ha favorito un impatto ecologico ma anche premiato con un impatto modesto dell’aumento dei materiali. Voglio riportare un esempio concre­to della nostra linea tubi Idroeasy: un nostro tubo, di ottima qualità realizzato con tecnopolimeri, di dia­metro 5/8” pesa 40 gr/mt. Un tubo tradizionale di diametro 5/8” pesa 120 gr/mt e anche oltre.
Questa modalità progettuale ha ca­ratterizzato tutte le produzioni, an­che quelle dei prodotti della linea Sandokan.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori? Tutto torne­rà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
C’è una diffusa carenza di prodotti sugli scaffali, molti buyer non han­no compreso la difficoltà di approv­vigionamento del momento. Il con­tingentamento dei trasporti import e l’aumento delle materie prime ge­nerato da una carenza di prodotto sul mercato hanno alimentato una corsa all’acquisto e di conseguen­za l’aumento dei prezzi.
In merito al trend futuro sono ottimi­sta: le oscillazioni di mercato delle materie prime sono tipiche della pri­mavera. Certo questa impennata ha una dimensione epocale ma confido sarà presto bilanciata da un nuovo assetto di mercato che farà tornare alla normalità i costi oggi ancora in crescita.

DAL DEGAN
Stefano Rigon  – Operations manager

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Per le nostre linee di prodotto uti­lizziamo svariati materiali e per tale motivo conosciamo molto bene la situazione degli aumenti in corso sulle materie prime. Nel nostro caso la situazione peggiore la stanno vi­vendo le materie plastiche: però no­tiamo che, con il passare dei giorni, tutte le categorie merceologiche stanno subendo rialzi. I maggiori au­menti che stiamo registrando attual­mente, rispetto al prezzo medio di acquisto della materia prima sono: polietilene e polipropilene +50%, nylon +40%, ferro +5%, acciaio +10%, ottone +30%, rame +20%, imballaggi cartone +10%, imballag­gi legno +5%. Inoltre, in alcuni casi, i fornitori annullano gli ordini a pro­gramma e di mese in mese riformu­lano i listini in base agli aumenti di materia prima.
Per quanto riguarda i noli via mare per l’import dal Far East siamo arri­vati a +150%. Ora la situazione dei container si sta leggermente cal­mierando ma i livelli pre Covid sono davvero molto lontani. Anche se devo dire che questo settore ci toc­ca marginalmente, con dei prodotti commercializzati a completamento resta il made in Italy.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
In parte avevamo previsto degli aumenti e, per tale motivo, nei mesi di ottobre e novembre 2020 avevamo deciso una politica di approvvigionamento molto spin­ta, soprattutto con l’acquisto di materie plastiche, impegnandoci finanziariamente sull’aumento del magazzino. Scelta che si è rivelata in parte vincente, in quanto siamo riusciti a passare indenni i mesi di dicembre, gennaio e febbraio sen­za applicare aumenti. Purtroppo nessuno avrebbe mai pensato che lo shortage di materia prima fosse così lungo e soprattutto senza con­trollo. Infatti, i prezzi della materia prima cambiano di giorno in giorno salvo il venduto. Carenza di mate­ria prima e pesanti ritardi nelle con­segne hanno di fatto messo in for­te crisi la pianificazione aziendale.
Da metà marzo, come la stragrande maggioranza dei produttori, siamo stati costretti ad applicare aumen­ti sul prodotto finito, per cercare di contenere la perdita di marginalità. In questo particolare momento, la vera sfida è avere il materiale in casa per non fermare le linee nel cuore della stagione garden.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori?
Sicuramente gli aumenti applicati dai produttori, verso grossisti e rivendito­ri, verranno ribaltati sul consumatore finale e per questo motivo potremmo avere un vero e proprio mutamento dei consumi, dettato appunto da un aumento generalizzato dei prezzi nel medio periodo. Alcuni prodotti sicuramente risulteranno irreperibili, pensiamo soprattutto a produzioni fortemente legata al Far East.

Tutto tornerà alla normalità o siamo di fronte a un cambiamento epocale?
In quest’ultimo anno abbiamo vissu­to continui stravolgimenti e per tale motivo, fino a che non sarà risolta la situazione pandemica legata al Covid 19, si ragiona molto d’istinto più che sulle classiche previsioni. Aumenti del genere e carenza di ma­teriale sono fuori dal nostro control­lo. Ci auspichiamo che la situazione dello shortage di materia prima si risolva definitivamente “solamente” verso la fine del 2021.

OFFICINE PIAZZA
Lorena Piazza  – Amministratore

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Dobbiamo confermare che gli au­menti in atto sono importanti. Le previsioni sono che continueranno sicuramente fino alla fine dell’anno se non oltre.
Gli aumenti interessano tutte le materie prime, sia quelle che utiliz­ziamo direttamente sia quelle che interessano i nostri fornitori. Le per­centuali sono le più disparate, dal 20% di alcuni materiali fino a tocca­re punte del 200%.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Fino a oggi abbiamo servito tutti puntualmente. Se la situazione do­vesse proseguire per molto tempo ci troveremo costretti, come tutti, a modificare i programmi. La materia prima influenza la produzione non solo sul fronte dei prezzi, ma anche per quanto riguarda la reperibilità.
Un altro fattore molto importante è la salute delle persone addette alla produzione, nonché i venditori. Per questo è importante che le persone siano vaccinate il prima possibile.
Un piccolo aumento è già stato ap­plicato e ci auguriamo di non dover farne altri: non dipenderà da noi, ma dal mercato.

Quali conseguenze porterà? Preve­dete una diminuzione dell’offerta e della reperibilità dei prodotti sul mercato?
C’è uno squilibrio delle forze di mercato: in generale abbiamo una ripresa della domanda, a fronte di un’offerta non in grado di soddisfar­la. Non credo ci siano i presupposti perché tutto torni come prima. Oltre al mercato, anche le persone, le re­lazioni, le modalità di acquisto sono cambiate. Certamente ci sarà una nuova normalità e, c’è da augurarsi, una nuova consapevolezza del ne­cessario e del superfluo.

SEBA PROTEZIONE
David Beccati Web marketing specialist

Quali materie prime stanno regi­strando i maggiori rincari?
Seba, nella veste sia di produttore sia di importatore, ha riscontrato sicuramente sia un aumento delle materie prime per la produzione dei propri articoli, sia un aumento del costo dei trasporti per poterli im­portare. L’aumento dei prezzi delle materie prime in generale è stato attorno al 20-30%.
Entrando più nello specifico, ab­biamo riscontrato un significativo aumento nel costo del nitrile per la produzione dei guanti. L’aumen­to si è notato nei guanti in nitrile con supporto (per esempio guanti con supporto in cotone e spalma­tura in nitrile), ma l’incremento maggiore è stato riscontrato nei guanti in nitrile monouso: il prezzo in alcuni casi è aumentato anche del 300/400%, incidendo pesante­mente sul costo finale.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività?
L’aumento dei costi delle materie prime ci ha portato a scandagliare e a monitorare al meglio il mercato produttivo, alla ricerca di fornitori in grado di offrire prodotti con il giu­sto prezzo senza mai rinunciare alla sicurezza, alla resistenza e alla co­modità per un prodotto sicuro e per­formante. Quindi abbiamo tentato di incrementare la produzione per cer­care di soddisfare tutte le richieste provenienti dal mercato. Ovviamen­te il monitoraggio che effettuiamo è scrupoloso e molto frequente per cercare di essere sempre al passo con le richieste che ci pervengono dai nostri clienti e non solo.

Prevedete aumenti di prezzo?
Se il costo delle materie prime au­menta, anche il costo del prodotto finale aumenterà proporzionalmente.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori?
L’aumento delle materie prime in primis e il conseguente incremento dei prezzi dei prodotti finali andran­no a incidere sia sui rivenditori sia sugli utilizzatori finali.
L’andamento del prezzo delle mate­rie prime e del mercato in generale è sempre variabile, quindi è diffici­le fare una previsione veritiera di cosa accadrà nei mesi che abbia­mo davanti.

Tutto tornerà alla normalità?
Sicuramente sono cambiate e cam­bieranno ancora molte nostre abi­tudini; i prezzi avranno ancora delle variazioni significative, ma andran­no con il tempo stabilizzandosi al ribasso.
La cosa certa è che il periodo storico legato alla pandemia del Covid-19 e il conseguente momento che stia­mo vivendo altereranno sicuramen­te certi aspetti; ma la speranza è che tutto torni alla normalità.

GI-ESSE SALVADOR
Maurizio Tollis Independent management consultant

Quali problemi state incontrando con l’approvvigionamento delle ma­terie prime?
Oltre al prezzo, il problema maggiore è la reperibilità delle materie prime. Per fortuna noi con un piano di ac­quisto programmato a inizio 2020 abbiamo coperto per tempo il 2021 e con ciò anche bloccato i prezzi.
Oggi saremmo anche disposti a fare un piano di acquisto programmato per il 2021 e 2022, specie per l’ac­ciaio, ma i nostri fornitori non sono, oggi, ancora in grado di definire con certezze costi e tempi. Tuttavia, dai commercianti di acciaio ci giungono notizie di aumenti che si attestano tra il 20-25% rispetto allo scorso anno con previsioni di aumenti nei prossimi mesi. In ogni caso, per for­tuna, molto lontano dagli aumenti da voi indicati.
Sono veri, inoltre, gli aumenti sul cartone e sulle materie plastiche. Ma anche qui, non essendoci dispo­nibilità di materiale, i fornitori resta­no vaghi nell’indicare percentuali certe di aumenti. Il vero problema, quindi, riguardo le materie prime, è la reperibilità!
I costi di trasporto sono notevolmen­te aumentati: almeno del 15/20%.

Questa situazione porterà conse­guenze alla vostra attività? Prevede­te aumenti di prezzo?
Siamo abituati a fare programmi di acquisto annuali: il problema è che alcuni fornitori di acciaio non riesco­no oggi ad accettare un programma di acquisto perché non sanno indica­re il costo attuale né previsionale.
Circa i prezzi, naturalmente un au­mento delle materie prime compor­terebbe ripercussioni di prezzo sul prodotto finale. Tuttavia sulla base degli aumenti che ci hanno indicato se, a solo titolo di esempio, con­siderassimo un aumento del 20% sull’acciaio, essendo questo una componente del prodotto, l’aumento previsto, in proporzione, potrebbe essere intorno al 5%.

Quali conseguenze porterà ai riven­ditori e ai consumatori?
Certamente se fossero confermate le percentuali di aumenti ci potreb­bero essere gravi ripercussioni sulle vendite al dettaglio. Non solo per via di questi aumenti, ma perché si som­mano a una palese situazione di gra­ve crisi economia generale con con­seguente evidente sofferenza della gente ad arrivare a fine mese.
Quindi non auspichiamo aumenti: è comunque impensabile l’applica­zione di aumenti sui prodotti di pari passo all’aumento delle materie prime. Sarebbe un disastro le cui conseguenze sono facilmente im­maginabili.
Noi restiamo fiduciosi e positivi: la campagna vaccinale aiuterà senz’al­tro la ripresa economica, con la ri­presa e la riapertura di molte attività commerciali oggi chiuse e in soffe­renza. La ripresa economica ridurrà lo stress sui mercati e le contrazioni sui consumi. Gli aumenti rientreran­no in larga misura.

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