Piante e fiori: l’Europa difende gli agricoltori dalle pratiche sleali della distribuzione

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pratiche sleali della distribuzione

Le pratiche sleali della distribuzione che sfruttano i grandi volumi di acquisto per comprimere forzosamente gli utili degli imprenditori agricoli devono finire: ce lo chiede l’Europa. Vale per l’agroalimentare ma naturalmente anche per il florovivaismo.

Florovivaismo: basta pratiche sleali della distribuzione

Lo scorso 23 aprile è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge di delegazione europea 2019-2020, che ha lo scopo di delegare al Governo il recepimento delle Direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea (legge 53/21). L’art 7 è dedicato ai “principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva UE 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare” e, tra altri aspetti, al punto “r” entra nel merito delle vendite sottocosto suggerendo una revisione del regolamento per permettere questa formula “solo nel caso in cui si registri del prodotto invenduto a rischio di deperibilità o nel caso di operazioni commerciali programmate e concordate con il fornitore in forma scritta, salvo comunque il divieto di imporre unilateralmente al fornitore, in modo diretto o indiretto, la perdita o il costo della vendita sottocosto”.

Ricordiamo che l’art 62 del decreto del 24 gennaio 2012 al secondo comma già vietava di: “imporre direttamente o indirettamente condizioni  di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali  ingiustificatamente gravose, nonché condizioni  extracontrattuali e retroattive; applicare condizioni oggettivamente diverse per  prestazioni equivalenti; subordinare la conclusione, l’esecuzione dei  contratti e la continuità e regolarità delle medesime  relazioni commerciali alla esecuzione di prestazioni da  parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi  commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto  degli uni e delle altre;  conseguire indebite prestazioni unilaterali, non  giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni  commerciali; adottare ogni ulteriore condotta commerciale  sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso  delle relazioni commerciali che caratterizzano le  condizioni di approvvigionamento.

Nada Forbici, presidente di Assofloro è stata una delle prime operatrici del mondo florovivaistico a sottolineare le ripercussioni positive in particolare per il comparto floricolo: “Una opportunità molto importante e concreta per il settore florovivaistico che, in questo modo, può essere tutelato dalla concorrenza sleale che ogni giorno deve affrontare. In particolare si prevede la revisione del regolamento recante vendite sottocosto. La questione del sottocosto, e in particolare l’utilità di rivedere la normativa del prezzo sottocosto legata al prodotto floricolo, nello specifico quello venduto dalla Gdo, era uno dei temi emersi dai Floricoltori Assofloro in occasione del primo incontro nazionale di imprenditori del comparto floricolo dello scorso 22 luglio 2020 a Roma. Ora sarà ora importante lavorare sui termini di pagamento, affinché si avvicinino al meglio alle esigenze dei vari comparti del settore florovivaistico”.

La delega al Governo permetterà il varo di norme che porteranno a una maggiore trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni a beneficio della stessa filiera dei consumatori finali.

“Si è data delega al Governo a emanare uno o più decreti legislativi per vietare comportamenti scorretti nella commercializzazione dei prodotti agricoli ed alimentari – ha spiegato il senatore Mino Taricco, membro della Commissione agricoltura del Senato. Promuovendo buone pratiche commerciali, sui termini di pagamento, con attenzione alla specificità dei rapporti intercorrenti tra imprenditori agricoli e cooperative agricole, vietando le vendite dei prodotti agricoli e alimentari attraverso il ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso, introducendo sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive e soprattutto designando l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari – Icqrf – quale autorità nazionale di contrasto di vigilanza sull’applicazione delle disposizioni che disciplinano le relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e alimentari, all’applicazione dei divieti stabiliti dalla Direttiva Ue 2019/633 e all’applicazione delle relative sanzioni. Si è delegato inoltre il Governo alla revisione del regolamento recante disciplina delle vendite sottocosto, ammessa solo nel caso in cui si registri del prodotto invenduto a rischio di deperibilità o nel caso di operazioni commerciali programmate e concordate con il fornitore in forma scritta”.

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